“Tactical Board”: la costruzione dal basso è efficace?, di Michele Tossani

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“Tactical Board”: la costruzione dal basso è efficace?

Uno degli argomenti più dibattuti di recente è stato quello relativo alla costruzione dal basso.

Quando si parla di costruzione si intende la fase iniziale del possesso della squadra in attacco. Tale costruzione può essere più o meno articolata, più o meno diretta. Una squadra evoluta riesce ad alternare i due tipi di costruzione (palleggiata e diretta) in funzione degli avversari e delle situazioni. In generale però, le squadre si dividono fra chi pratica con più insistenza un tipo di costruzione e chi l’altra.

Qual è lo scopo di muovere palla dal basso, cercando di risalire da dietro tramite una rete di passaggi? L’idea che sta alla base di questa scelta è quella di muovere il pallone e, di conseguenza, manipolare il blocco difensivo avversario.

Questa manipolazione consta soprattutto nel tentativo di attirare la prima pressione avversaria (allungando gli oppositori) per creare spazi alle spalle di questa prima linea difensiva da sfruttare poi in fase di risalita del campo.

La nuova regola sulle rimesse dal fondo, introdotta due anni fa dall’IFAB, favorisce questo tipo di approccio. Infatti, consentire ai difensori di ricevere palla dal portiere già all’interno dei propri ultimi sedici metri (con i difendenti che devono comunque ancora partire da fuori area) ha finito per allungare il campo alla squadra in non possesso.

Quest’ultima, infatti, deve decidere se attuare un pressing avanzato, col risultato di dilatare gli spazi (il fuorigioco continua a valere solo nella metà campo difensiva) o se mantenersi corti rischiando però di permettere alla squadra in attacco di poter consolidare la prima fase del possesso.

È chiaro come la perdita del possesso in zone di campo vicine alla propria porta dia una maggior sensazione di pericolo rispetto a quanto produce una palla persa dopo un lancio lungo finito nell’altra metà campo. Tuttavia, non è sempre automatico che una palla persa nei pressi dell’area di rigore difensiva determini automaticamente una occasione da gol per gli avversari.

Detto questo e al di là dei dati statistici relativi alle azioni prodotte con una costruzione elaborata o con una diretta, la questione che spesso viene trascurata è quella dell’efficacia.

Compagini come l’Atalanta o il Verona, che prediligono una costruzione diretta, hanno ottenuto nelle ultime stagioni ottimi risultati con questo tipo di approccio. Altre squadre (come il Sassuolo) hanno avuto dei vantaggi da una costruzione di tipo opposto.

A parti invertite i risultati sarebbero stati gli stessi, migliori o peggiori? Non possiamo saperlo. Quello che è certo invece è che, seguendo due strade diverse, le tre squadre sopra menzionate hanno centrato i rispettivi obiettivi.

Quello che accomuna queste tre squadre è l’aver ottimizzato il materiale a disposizione, propendo una costruzione (e, in generale, un tipo di calcio) che si è rivelato appunto efficace ai fini del risultato.

L’analisi del tipo di costruzione scelta da una squadra dovrebbe quindi concentrarsi maggiormente sui benefici che essa apporta ad un undici (in termini ad esempio di azioni offensive che producono un tiro), piuttosto che su motivazioni o gusti personali.

A corredo dell’articolo postiamo un bellissimo post fatto dai ragazzi del “Il terzo Uomo” (di cui fa parte anche Michele Tossani). Personalmente, vi consiglio di ascoltare i loro podcast.

Analisi di John Muller. Analizzando i rinvii dal fondo delle ultime sette stagioni di Premier risulta evidente come la differenza tra xG creati e subiti sia in media positiva quando si gioca sul corto e negativa sul lungo.

Ma se escludessimo le squadre migliori (che hanno giocatori più tecnici della media)? Qui c’è lo stesso grafico del punto 1 senza però tenere conto delle big six. I valori sul corto diminuiscono ma comunque in media è più vantaggioso costruire da dietro che andare lunghi.

L’analisi di Tom Worville all’OptaPro Analytics Forum 2020. Si mantiene il possesso nettamente di più se si gioca corti.

Ok, si mantiene di più il possesso ma si progredisce meno, giusto? Sbagliato. Sempre Worville: in media la palla progredisce nettamente di più (10 metri) battendo i rinvii dal fondo corti.

Un grazie al “Il Terzo Uomo” per la possibilità di poter condividere il post.

 

 

Foto: https://www.sportbusinessmanagement.it

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About Author

Michele Tossani

Michele Tossani,  match analyst e video analista tattico, articolista per diverse riviste e curatore del blog lagabbiadiorrico.com

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