L’Angolo del Preparatore: le ripetute aerobiche

Siamo giusti al periodo di sosta natalizio, dove le squadre dilettanti affronteranno due settimane circa di stop dalle competizioni ufficiali. È importante considerare innanzitutto che non avrebbe nessun senso inserire le ripetute durante questa pausa se nelle settimane e nei mesi precedenti non sono state utilizzate come mezzo allenante a secco. Per chi invece le ha utilizzate è possibile incrementare leggermente il volume di lavoro, visto che non si dovranno affrontare match.

Le ripetute sono un mezzo allenante in cui si compie una distanza sempre uguale per diverse volte, come ad esempio (10 x 300m oppure 4 x 1000m), seguite da fasi di recupero che possono essere utilizzate sia in mono passivo che attivo (tipologia quest’ultima che apprezzo maggiormente; questo per insegnare al muscolo a smaltire in modo più rapido la produzione di acido lattico formatosi durante la corsa veloce).

Le ripetute nella corsa sono considerate un allenamento qualitativo, ovvero un’attività specifica per migliorare la velocità in una determinata distanza obiettivo.

Tra i principali benefici delle ripetute troviamo una migliore economia di corsa, una maggiore potenza aerobica e maggior resistenza lattacida.
Possiamo suddividere le ripetute in brevi medie e lunghe. Nel mondo calcistico (sport dove la ripetuta rimane secondo il mio parere sempre un metodo aspecifico) consiglio di rimanere ed utilizzare ripetute su brevi e medie distanze. Le distanze lunghe le possiamo magari inserire in un contesto distante dal lavoro sport specifico, come ad esempio nelle pause estive, dove non abbiamo partite e possiamo lavorare sull’allenamento generale.