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Il Metodo Funino, di H. Wein

A volte mi chiedono: “Mi consigli un bel libro per la Scuola Calcio”?
La mi risposta è sempre la stessa: “I migliori che io abbia letto sono i due volumi di H.Wein, Il Calcio a misura dei ragazzi”

Ho deciso di cominciare proprio da qui, perchè nel mio metodo c’è molto di H.Wein.
Premetto che non sto scrivendo per far pubblicità, non credo ne abbia bisogno e non ho la fortuna di conoscerlo, l’intento è quello di far conoscere ai più, uno dei metodi a mio avviso migliori in ambito giovanile.

Innanzitutto chi è H.Wein?

Docente universitario di “Metodologia e didattica dei giochi collettivi” alla Universität Münster e medaglia Olimpica d’argento alle Olimpiadi del 1980 come Commissario Tecnico della Nazionale Spagnola di Hockey.
La sua influenza sul calcio spagnolo è innegabile, tant’è che il suo libro “Il calcio a misura dei ragazzi” è diventato il testo ufficiale della Federazione spagnola di calcio.

Il suo Metodo

Il metodo Funino (che deriva da Fun= divertimento, Nino= bambino) si basa principalmente sul Gioco, sul non dare importanza eccessiva all’insegnamento dei gesti tecnici. A suo avviso il calcio si apprende maggiormente giocando e non “meccanizzando” un gesto tecnico dopo l’altro, come invece avviene con il metodo analitico.

L’obiettivo è quello di ricreare le condizioni del calcio di strada e in più interviste sottolinea proprio questo aspetto:

“Il calcio di strada era l’ambiente naturale in cui i bambini esploravano il gioco del calcio in modo naturale, senza il bisogno di attrezzature specifiche, senza iscrizioni a federazioni che oggi trattano i bambini come adulti e con gare troppo complesse che limitano il naturale sviluppo dei giovani nel calcio”.

Alla base c’è la convinzione che esercizi isolati non stimolino quella parte del cervello che presiede lo sviluppo della creatività, dell’immaginazione e della fantasia. I giochi semplificati, caposaldo del suo metodo, hanno l’obiettivo di insegnare agli allievi sia la tecnica di base sia il dominio dello spazio e del tempo. In sostanza, invece di lavorare solo sul come fare, si punta su dove, quando e perchè effettuare un gesto tecnico piuttosto di un altro.

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Credit Immagine: http://www.pescaranews.net/archivi/immagini/2014/H/Horst-Wein.jpg

E per quanto riguarda il lavoro analitico?

I gesti tecnici vengono allenati dopo il gioco semplificato iniziale. In questo modo l’allenatore può far meglio capire ai propri allievi quali siano stati gli elementi che hanno condizionato in maniera negativa la prima proposta. Attraverso lo svolgimento di esercizi correttivi possiamo motivare i nostri piccoli giocatori a migliorare e correggere quelle carenze che sono emerse in precedenza. Possiamo dire che prima si gioca e dopo ci si allena.

Lo stesso Wein prova ad essere ancora più chiaro: “Capirete che tutta la seduta è legata da un unico filo conduttore, come se l’esercizio fosse una medicina per guarire dagli errori che si riscontrano”

Nei giochi semplificati l’allievo è costretto a trovare la soluzione attraverso il ragionamento. Il giocatore deve decidere cosa è meglio fare, creando quel giocatore “pensante” di cui tanto ormai si sente parlare e capace di destreggiarsi in ogni situazione.

Fondamentale risulterà quindi la scelta del metodo induttivo, mettendo l’allievo al centro della formazione, piuttosto che utilizzare il metodo deduttivo-prescrittivo che toglie ampie possibilità di scelta e d’azione al giocatore.

Vincere o Formare?

Wein non ha dubbi: “Bisogna avere sempre chiaro l’obiettivo di un settore giovanile, che è costruire calciatori. Il nostro compito dev’essere quello di far crescere e migliorare i ragazzi, e questo non è sempre possibile nel breve periodo”

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Credit Immagine: http://www.mentalfootball.com/assets/uploads/2014/12/HW.jpg

L’esercizio “cardine” del suo metodo è il 3v3 a 4 porte, che sviluppa visione di gioco e l’ attacco alla porta meno difesa sfruttando tutta la larghezza del campo di gioco. C’è maggiore tempo e spazio e i bambini imparano a passarsi maggiormente il pallone. Non si gioca in posizioni fisse e ognuno partecipa sia all’attacco che alla difesa. I bambini toccano spesso la palla e sono molto coinvolti fisicamente e mentalmente.

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Concludo questo articolo da dove avevo cominciato..
Chi lavora nella Scuola Calcio dovrebbe quantomeno leggere le opere di H. Wein, non tanto perchè sono state utilizzate dalla Federazione Spagnola, ma perchè coniugano tre aspetti fondamentali, gioco-apprendimento-divertimento

Lo scopo del mio articolo era quello di incuriosire quei pochi che ancora non conoscono il metodo Funino e generare confronto tra coloro che già lo adottano.

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Credit Immagine: http://www.informareperformare.it/sito/wp-content/uploads/2014/04/HorstWein-1024×426.jpg