Il 4-2-3-1

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MODULO 4-2-3-1 : FASE DI POSSESSO E DI NON POSSESSO

Il 4-2-3-1 NON E’ un 4-4-1-1 o un 4-5-1 !!

Ho voluto cominciare con questa semplice e banale considerazione perchè una delle peculiarità del modulo che andrò a trattare è l’offensività delle ali che agiscono sempre alte e larghe, ecco allora che potrebbe essere anche visto piuttosto come un 4-2-1-3, modulo che Leonardo addottò in diverse partite alla guida del Milan.

Due sono a mio avviso i ruoli in cui gli interpreti possono avere caratteristiche completamente differenti: la punta e il trequartista.

-Il ruolo di prima punta infatti non richiede necessariamente la presenza di un vero numero 9 ma può essere anche ricoperto da un “FINTO CENTRAVANTI”, si pensi a Totti nel 4-2-3-1 di Spalletti o a Fabregas nella Spagna.

-Anche il ruolo di trequartista può essere interpretato da giocatori completamente diversi tra loro, basti pensare a Sneijder nell’Inter di Mourinho e a Perrotta sempre nella Roma di Spalletti.

Ritornando agli esterni, molto spesso vengono schierati sulla fascia opposta rispetto al loro piede, per sfruttare i tagli e per essere più pericolosi quando vengono a ricevere tra le linee. Esterni col piede invertito.
Ma è anche utile l’interscambiabilità dei 2 esterni d’attacco, al fine di togliere riferimenti fissi agli avversari.

Vediamo ora alcuni dei possibili sviluppi in fase offensiva:

Con palla al difensore centrale:

– (8), che è il mediano corrispondente a (5), si muove incontro mentre (4) si alza con (10) che adatta la sua posizione. Questa soluzione è rischiosa per la posizione NON ottimale di (8). Questa soluzione è quindi da adottare solo se la squadra avversaria non attua un pressing offensivo.

– Soluzione più CONSONA è invece quella che vede (4) abbassarsi e (8) alzarsi, con (10) che adegua la sua posizione.

CON CENTROCAMPISTA CENTRALE IN POSSESSO DI PALLA:

-apertura per il terzino corrispondente che riceve allineandosi al reparto di centrocampo
-gioco per l’ala corrispondente o per l’ala opposta tramite lancio

La tendenza è che l’ala più vicina si accentri liberando lo spazio al terzino, mentre l’ala opposta rimane piuttosto larga ma non eccessivamente, per non rimanere fuori dal gioco

-verticalizzare su uno dei 2 riferimenti centrali avanzati. I 2 dovranno essere abili nel combinare i loro smarcamenti in modo che uno venga sempre incontro e l’altro attacchi la profondità o che rimanga pronto per farlo

-il terzino si sgancia verso la zona cross, mentre l’ala corrispondente, presa visione delle intenzioni del compagno, si accentra liberandogli lo spazio e proponendosi per la ricezione in zona di rifinitura interna. (9) e (10) si preoccupano di liberare lo spazio all’ala.

Si noti un’ulteriore possibile sviluppo: se il terzino riceve ma è ancora lontano dalla linea di fondo campo, subito l’ala gli si sovrappone INTERNAMENTE.

-Con palla giocata a (9) o (10) venuti incontro, questi possono scaricare nuovamente su un mediano, possibilmente sull’altro, il quale può subito verticalizzare nello spazio per l’altra punta o per una delle 2 ali in taglio.

-Possibile alternativa allo sviluppo precedente:
può anche succedere che la punta venuta incontro scarichi per il compagno di reparto che non si era mosso in profondità per mancanza di spazi. Questo può quindi andare alla conclusione o verticalizzare sul taglio dell’ala

NOTA: Se uno dei 2 difensori centrali è abile coi piedi, un’altra soluzione può essere quella di alzare quest’ultimo, sostenendo l’azione di (8) e (4); dando così la possibilità ad uno dei 2 centrocampisti di alzarsi per cercare una zona di rifinitura più avanzata.

AZIONE CHE SI SVILUPPA SULL’ESTERNO:

Movimento incontro dell’esterno alto a tagliare tra le linee, (10) si inserisce nello spazio creato in fascia e subito (3) lo serve in profondità; oppure se vi è troppa distanza fra i 2 gioca su (9) mossosi incontro

Fra il ROMBO D’ATTACCO le possibili soluzioni sono invece:

-combinazione fra (9) e (10)
-movimento a tagliare verso la zona cross (taglio divergente) di (10) con palla in possesso di (7) o (11)
-filtrante di (10) per (9) che attacca la profondità o viceversa
-combinazione (7-11), ala, con (9-10) venuti incontro
-filtrante di (9-10), con palla aperta, in favore di (7) o (11) in taglio verso la porta o verso la zona cross
-ala che conduce verso la porta (ecco uno dei motivi perchè gli esterni vengono schierati coi piedi invertiti), (10) gli si sovrappone in fascia nel caso il terzino sia in ritardo nell’inserimento

SUI CROSS, spesso effettuati dai terzini piuttosto che dagli esterni alti, visto che questi sono chiamati ad accentrarsi in diverse circostanze:

-(9) e (10) si dirigono verso il primo e il secondo palo
-l’ala opposta taglia dentro l’area portandosi alle spalle di (9) e (10)
-mentre uno tra (8) e (4), solitamente quello opposto al cross, si porta al limite dell’area
-l’ala corrispondente al terzino che crossa, si porta nei pressi dell’apice dell’area di rigore

NOTE SULLA FASE DI POSSESSO:
Il modulo è improntato su una fase di possesso palla incentrata sulla mobilità collettiva e sulla varietà delle soluzioni, lavorando molto sui movimenti corali del rombo d’attacco e coordinando a questi le scelte di mediani e terzini.
La costruzione prevede quasi esclusivamente il fraseggio corto.
I 4 giocatori avanzati, oltre ad agire piuttosto vicini tra loro, soprattutto (9) e (10), sono molto mobili e portati ad interscambiarsi le proprie posizioni anche durante lo svolgersi dell’azione.
Il 4-2-3-1 si differenzia da un 4-4-1-1 perchè il rombo d’attacco, quando la squadra è in fase di non possesso, non danno sempre il loro apporto tramite rientri profondi, ciò però comporta il vantaggio che essi siano subito pronti a proporsi quando la squadra riconquista palla. La conseguenza sarà che avremo una squadra molto abile nello sviluppare azioni di rimessa che coinvolgano principalmente i 4 elementi avanzati.

FASE DI NON POSSESSO PALLA:

Si trasforma in un 4-4-1-1, proteggendo i 2 difensori centrali con l’arretramento dei 2 mediani a ridosso della difesa e coi rientri di (7) e (11) che “rientrano” per impedire situazioni di sovrannumero nei riguardi dei propri terzini.
I 2 esterni sono chiamati poi a compiere le diagonali di centrocampo almeno quando l’azione avversaria si sviluppa a squadre schierate.
(9) e (10) sono chiamati invece al pressing alto sui difensori centrali; mentre quando non sono impegnati direttamente nell’aggressione, (10) rimane piuttosto alto, non integrandosi nella linea mediana ma disturbando eventualmente il “regista” avversario

I RISCHI: subire le ripartenze!! Visto che le ali non sempre riescono a rientrare e i 2 centrocampisti tendono ad accompagnare molto l’azione e visto che i terzini sono chiamati in causa nella fase di possesso, le transizioni negative sono il pericolo maggiore.
Ecco allora che il mister dovrà impartire CHIARE direttive su cosa fare in caso di perdita del pallone. La mentalità italiana ci suggerirebbe di “scappare”. Volendo però andare verso una soluzione diversa, si potrebbe prendere spunto dal Barcellona di Guardiola o dal Pescara di Zeman..immediatamente aggressivi sulla perdita del pallone; aggredendo il portatore di palla e accorciando tutti gli appoggi più prossimi. La mia tendenza è proprio quest’ultima.
Essere aggressivi,compatti e organizzati nell’immedita riconquista della sfera non è cosa da poco..va allenata durante l’arco della STAGIONE ma soprattutto la squadra deve essere assolutamente convinta della scelta fatta dal mister. Come in tutte le “strategie”, la condivisione di un’idea è fondamentale per ottenere un esito positivo.

Nel caso che un esterno alto sia impossibilitato a ripiegare per oggettiva impossibilità o per mancanza d’applicazione tattica, sarà il mediano più vicino ad uscire a pressione sul terzino avversario, cosicchè i nostri 2 terzini possano rimanere in posizione. Quest’ultimi escono solo se nonn hanno avversari diretti nella loro zona ed il portatore è ormai prossimo a loro.

In occasione di cross dalle fasce laterali , il terzino corrispondente va in chiusura, mentre gli altri 3 stringono le loro posizione e i mediani vanno in chiusura nei pressi del dischetto del rigore e del limite dell’area. In questi frangenti sono spesso le ali a dimostrarsi poco propense nello scalare alle spalle del proprio terzino se questo è troppo accentrato. Ecco quindi che i problemi possono nascere in caso di traversoni lunghi verso il lato debole della difesa.

PRESSING: vista la presenza del rombo d’attacco, è possibile adottare un pressing offensivo. Le 2 ali accorciano sui 2 terzini avversari, (9) si occupa del difensore in possesso mentre (10) oscura il passaggio sul metodista. Alzandosi eventualmente sull’altro difensore centrale se il possessore è in evidente difficoltà. L’azione viene forzata poi verso le corsie esterne

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

36 commenti

      • Io faccio salire l’interno di centrocampo più lontano dalla palla, mentre il mediano in lato palla manovra o aiuta la manovra ma non si inserisce fino all’area.
        Mi sono trovato bene così e la squadra ha equilibrio maggiore perchè l’interno opposto ha i tempi di inserimenti facilitati vedendo la manovra avendo sott’occhio tutta la manovra e la quantità di avversari in zona palla. Il mediano in zona palla invece aiuta la manovra in appoggio centrale di scarico. Voi?

          • E’ due anni che utilizzo questo modulo con una 1° cat con buoni risultati anche perchè molti di questi giocatori arrivano dal settore giovanile dove nei 2 anni di allievi e 1 di juniores regionale hanno lavorato con questo modulo :la difficolta’ che ho riscontrato con i giocatori piu’ datati è nel ruolo del trequartista centrale poichè trovano difficoltà ad attacare la profondità poichè giocatori abituati solo a lavorare tra le linee per ultimo passaggio ecc,mentre ritengo che in quel ruolo sia essenziale sapersi “buttare” negli spazi oltre la punta centrale

          • Son d’accordo con te Giuseppe.

            E’ il mio sistema di gioco preferito ma quest’anno non riesco a proporlo. Ciò nonostante, quando l’ho proposto negli anni precedenti, ho sempre trovato la tua stessa difficoltà. N.10 che gioca tra le linee per l’ultimo passaggio e non s’inserisce mai. Se vogliamo però, pure Sneijder per caratteristiche, in quel ruolo, non va mai dentro

  1. Alessandro Corti on

    Ma i 2 difensori centrali come si comportano? marcatori puri entrambi? per la mia squadra giocare in linea diventa difficile, non sono rapidi i centrali, e sono stati abituati negli anni scorsi a giocare quasi da libero.

  2. Diego Franzoso

    Ti sei risposto da solo 🙂 il comportamento dei centrali dipende dalle loro caratteristiche. Inutile chiedergli di restare molto alti se sono entrambi lenti. Così come non lascerei il 2v2 tra i miei difensori centrali e le due punte avversarie se so che gli avversari son superiori. Questi comportamenti dipendono dai singoli e pure da mister a mister. Io ho solo spiegato, in linea generale, il 4-2-3-1 🙂

  3. come ovviare alla marcatura del 3/4 di una squadra che adotta 4-3-1-2 con la mia squadra che gioca con il 4-2-3-1 e si trova sempre in difficoltà nella scelta di una soluzione valida. grazie

    • Secondo me devi lasciare il 3/4 avversario alla difesa…un centrale esce e i terzini stringono, poi c’è un gran bel lavoro da parte dei due mediani che se la devono vedere con le mezze ali avversarie…non è semplice, se la tua squadra è più forte con una buona applicazione con questi movimenti te la cavi..se invece, o non hai i terzini bravi a marcare, oppure gli avversari sono più bravi si rischia molto, soprattutto se il campo è grande (105×65) e gli avversari sono molto dinamici. A mio parere se si gioca su campi piccoli anche se gli avversari sono bravi è più facile contrastare chi utilizza il 4-3-1-2 con un bravo 3/4….su un campo grande, se hai un 3/4 bravo è uno dei sistemi più pericolosi.

      • d’accordo con cristian. è davvero una contrapposizione molto rischiosa, probabilmente, se vedo che stiamo andando in difficoltà, penserei anche ad un cambio del sistema di gioco in corsa. magari mi metterei 4-3-1-2, o 4-3-2-1 o 4-3-3

  4. Diego Franzoso

    i 2 difensori centrali non possono uscire sul trequartista, essendo già impegnati nel 2v2 con le punte avversarie.
    il metodista avversario lo prende il nostro trequartista, quindi la soluzione più semplice è quella di farlo prendere a turno da uno dei 2 nostri centrocampisti centrali, con l’ala sul lato debole che stringe dentro il campo andando a chiudere sulla mezz’ala di riferimento

  5. Andrea Chiappucci on

    volevo chiedere se la soluzione che vorrei adottare con la mia nuova squadra può essere una cosa fattibile dato che sono alla mia prima esperienza da allenatore…dopo 2 allenamenti ho notato che il 4-2-3-1 può essere un modulo da adottare…scegliendo l’opzione di non attaccare alti i nostri avversari (cioè consentire agli stessi di ripartire facilmente ricevendo palla dal portiere) i n°10-7-11 possono abbassarsi sulla linea dei centrocampisti trasformando il modulo in un 4-5-1 in fase difensiva ????

    • Diego Franzoso

      Le caratteristiche dei giocatori sono fondamentali per quello che tu chiedi. In primis, l’allenatore deve convincere i calciatori della bontà tattica del suo credo calcistico e deve inculcare nella SQUADRA lo spirito di sacrificio e di SQUADRA appunto. Penso ad Eto’o o a Pandev nell’Inter di Mourinho. Non si sa perchè….l’anno dopo Eto’o con Benitez non voleva più fare la fascia. In secondo luogo, per fare ciò che tu chiedi, i 2 esterni devono essere dotati di grande resistenza fisica e di una buona velocità per alzarsi immediatamente non appena si recupera palla. Infatti si differenzia da un 4-5-1 perchè i 2 esterni dovrebbero partire piuttosto alti ma sono poi anche le condizioni del match ad indicare quanto i 2 esterni dovranno ripiegare. Risultato della gara, quanto manca alla fine, andamento della gara (chi ha in mano il pallino del gioco), pericolosità dei terzini avversari e quanto invece i nostri esterni saranno abili ad impensierire la difesa avversaria. Infatti, se saranno spesso efficaci nell’1v1, i terzini avversari saranno più intimoriti nel spingersi ad azioni offensive.

    • come dice diego il 4-2-3-1 viene impostato con esterni con esterni veloci e prettamente offensivi, poco disposti al ripiegamento nella propria metacampo…con un modulo del genere è meglio un pressing ultraoffensivo sui 4 difensori e sul metodista (il pressing è in 4 contro 5 ma credo sia sufficientemente efficace considerato che i centrali sono solitamente scarsi tecnicamente). una soluzione per te potrebbe essere il 4-3-3, con un centrocampista in più puoi permetterti di abbassare il pressing e impostare una squadra più bassa, potendo comunque schierare le due ali offensive che terranno a bada i terzini avversari.

  6. Leggendo pe tue esercitazioni ho visto che hai adottato anche il 3-5-2. Volevo chiederti se secondo te il 3-5-2 può essere un’evoluzione del 4-2-3-1 a partita in corso o durante la stagione, ovviamente avendo i giocatori adatti per attuare entrambi i moduli. Movimenti e interpretazione del gioco cambiano radicalmente o sono necessari solo degli aggiustamenti? Quest’anno ho giocato con un 4-5-1 che mi garantiva copertura in mezzo al campo e la possibilità di tenere gli esterni abbastanza alti. Grazie in anticipo della risposta e complimenti per il lavoro che condividi che è molto utile e interessante

    • Diego Franzoso

      Difficile da dire così Alessandro. Il 3-5-2 è un modulo che ho provato, per necessità inizialmente, quest’anno per la prima volta a poche giornate dalla fine e ho visto che è ottimo per difese che soffrono molto al centro. Ti garantisce parecchia copertura in zona centrale. Quel che invece va assolutamente provata è la fase OFFENSIVA. gli sviluppi non sono immediati e vanno provati. ecco allora che l’improvvisazione non è una buona idea in chiave di possesso. La mia squadra è abituata a lavorare per principi di gioco, più che per schemi e devo dire che qualcosa siamo riusciti ad imbastire in 2 settimane (5-6 allenamenti).
      Nemmeno farlo a posta domani pubblico un articolo sul 3-5-2 della Juve visto contro il Celtic quest’anno

  7. EcoOttimo.Mi scusi non ho capito il 2 mediani ..il ruolo fondamentale ,quando avanzono gli esterni di difesa.Poi vediamo se ho capito:ecco perche higuain non segni tutti i goal chr alcuni napoletani sperini..perche da quanto ho capito mi corregga se sbaglio i tre treqquartisti sono molto versatili in questo tipo di modulo!giusto?si guardi i gol di cajllecon con assist del pepita.

    • hai detto bene quando dici molta applicazione, ma del resto, come ogni sistema di gioco. A mio modo di vedere è uno dei moduli migliori perchè puoi piazzare 3 uomini tra le linee e puoi sviluppare molti sviluppi di gioco. in fase difensiva molto dipende dai 2 mediani e dalla propensione delle ali ad aiutare la squadra

  8. Danilo Girolomoni on

    si parla di fase di non possesso delle ali, io utilizzo questo modulo con ottimi risultati sia in fase di possesso che non possesso, fase in cui utilizzo molto il 3/4tista. Prendo ad esempio la parte dell’articolo in cui si fa riferimento ai cross dall’esterno in cui potrebbe essere lasciato scoperto il lato debole per la mancanza del rientro dell’ala; in questo caso la mia linea difensiva scala come riportato, ma utilizzando il 3/4 che va a lavorare da mediano, abbasso un centrocampista centrale poco + alto tra i 2 difensori centrali che possono rimanere quindi + larghi, di conseguenza il terzino opposto resta + largo per evitare un taglio alle spalle e mi restano le ali alte e in ampiezza pronte per l’attacco preventivo. Credo sia + utile abbassare il 3/4 perchè in fase offensiva rimango sempre con 3 giocatori che occupano il campo per l’intera ampiezza (ala sx, punta, ala dx), mentre abbassando l’ala rimango con due giocatori in posizione centrale (3/4 e punta) e un ala (sx o dx in base a dove sto difendendo) lasciando una zona di campo vuota e una zona occupata invece da 2 persone.

    • complimenti Danilo, sicuramente è un buon spunto di riflessione il tuo. solo una curiosità, con che categoria lavori te? perchè faccio un po’ fatica a pensare a questo tua contromossa con i Giovanissimi per esempio. Dalla Juniores in su lo vedo invece molto più applicabile

  9. Rosario Ligato on

    Dipende sempre dagli interpreti. La tattica è sorretta se abbiamo in campo elementi di qualità. La base del calcio è il 4 4 2, durante la partita l’interpretazione di questo sistema di gioco varia a seconda della fase offensiva e difensiva. Di solito quando si attacca si tende a manterere 3 difensori e un mediano, cioè 3 + 1, quando si difende si tende a mettere 10 uomini dietro la linea della palla.

    • DiegoFranzoso on

      a mio modo di vedere, l’interpretazione, dello stesso sistema di gioco, può avere chiavi di lettura diverse a seconda del credo calcistico del mister. I 10 uomini sotto la linea della palla per esempio, non credo sia così per tutti

  10. Potendo disporre sia di un trequartista forte sia di un centromediano metodista forte in squadra, tra l’utilizzo del centrocampo a 3 con vertice alto e basso, non sarebbe meglio utilizzare quest’ultimo visto che ti permette di affrontare qualsiasi tipo di modulo (come per esempio il 4-3-1-2) senza mai andare in inferiorità numerica (al massimo in parità numerica)?
    In fase di possesso poi la mezz’ala più offensiva delle 2 la si fa inserire in attacco.

    Non capisco perché usare un giocatore messo stabilmente dietro la punta quando invece può essere messo più arretrato per dar maggiore copertura e comunque partecipare alla fase offensiva inserendosi.

    A mio avviso la presenza del centromediano metodista dà quell’equilibrio che il 4-2-3-1 non potrà mai avere soprattutto contro squadre che hanno il trequartista centrale e due punte 🙂

    • DiegoFranzoso on

      se avessi in squadra un mediano e un trequartista forte, giocherei col 4-3-1-2, centrocampo a rombo e ho risolto i dubbi 😉
      D’accordo comunque sul fatto che il centrocampo a 3 assicuri maggior copertura. E’ vero però che le caratteristiche del trequartista possono aiutare molto in fase di non possesso. Si pensi al Perrotto di Spalletti

      • Anche se ammetto che il 4-2-3-1 è un gran modulo se si hanno due esterni di centrocampo veloci ed abili anche in difesa, questo modulo è molto valido sia in attacco dove si possono sfruttare parecchi schemi, sia in difesa dove si crea un blocco con due linee da 4 vicine che è una disposizione ottima per difendersi !

      • Comunque il 4-2-3-1, se giocato con esterni che sanno fare bene anche la fase difensiva (penso agli esterni del Napoli per esempio) ponendosi col 4-4-2, è forse il modulo più equilibrato di tutti…altrimenti risulta troppo sbilanciato e vulnerabile alla ripartenze avversarie!

      • Anche se ammetto che se nel 4-2-3-1 si hanno esterni in grado di offendere ma anche di difendere bene, il sistema è efficace anche in fase difensiva in cui sono facili le loro scalate difensive, utili a formare un solido 4-4-1-1, in cui come dici tu, il trequartista è utile per far pressing alto o per partecipare ad un possibile contropiede.

        Analizzando meglio questo sistema di gioco, in effetti se di primo acchito può sembrare squilibrato, poi nella realtà è molto equilibrato in entrambe le fasi (ovviamente coi giocatori giusti, ma questo vale per qualsiasi modulo 🙂 ) .

        • DiegoFranzoso on

          dici bene, i calciatori giusti.
          Il sistema di gioco deve essere scelto in base agli uomini a propria disposizione

          • Che ne pensi del 4-4-2 classico (con prima e seconda punta)?
            Tu coi giocatori giusti lo useresti lo stesso, reputandolo quindi ancora valido anche nella fase offensiva, o virereste verso un modulo un po’ più moderno?

          • DiegoFranzoso on

            il 4-4-2 non mi piace molto, lo reputo troppo piatto e rischia di soffrire quei sistemi di gioco che ti piazzano un elemento tra le linee. Inoltre richiede terzini di gran spinta e corsa

          • Comunque vedendo bene il 4-2-3-1 del Siviglia in finale di Europa League (per fare un esempio pratico), ho notato che anche in fase di impostazione davanti alla difesa rimangono i due mediani…nel 4-3-3 invece ne rimane solo uno.
            Dunque il 4-2-3-1 è più coperto per di ripartenze avversarie, e dunque è più difensivo del 4-3-3. (dò per scontato che le ali ormai scendano a livello del centrocampo in tutti i moduli)

            Inoltre il 4-2-3-1 ti permette di attaccare bene le squadre chiuse perché quando si ostruiscono gli spazi centrali puoi far salire i terzini che bucano sulle fasce…lo puoi fare ovviamente anche col 4-3-3, però il discorso è sempre lo stesso, ossia che avendo solo un mediano si creano più spazi da aggredire per l’avversario. In più si ha un trequartista che come hai già detto tu può creare parecchi problemi tra le linee e nel pressing.

            Ora capisco perché la maggior parte degli allenatori lo adotta!!

  11. E’ stato un grande modulo di gioco, spettacolare e redditizio, era caduto un po’ in disuso perche’ gli allenatori sapevano ormai come “mettere in mezzo” i 2 mediani ponendoli in inferiorita’ numerica…ora sembra tornato di moda grazie alla Juve di Allegri, ma li’ piu’ che la strategia “pesa” il valore dei giocatori e la loro “cattiveria” agonistica…comunque complimenti e grazie per le dettagliatissime spiegazioni tattiche.

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