“Visione strategica”: analisi tattica del Manchester City di Pep Guardiola, di Andrea Loiacono

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“Visione strategica”: analisi tattica del Manchester City di Pep Guardiola
Il Manchester City di Pep Guardiola ha appena vinto il suo terzo campionato Inglese in appena cinque stagioni di Premier League. Nel corso di quest'ultima stagione il modulo prevalentemente utilizzato è stato l’1-4-3-3, seguito dal 1-4-2-3-1 e, in alcuni casi, 1-3-5-2. Come abbiamo parlato altre volte in questa rubrica, la grande capacità del City è quella di saper mostrare in ogni singola gara dei principi di gioco molto chiari, abbinandoli però a degli accorgimenti strategici che sono indispensabili per mettere difficoltà la struttura difensiva avversaria.

Facendo un passo indietro, vediamo come i punti in comune fra le varie partite analizzate siano prima di tutto la ricerca della superiorità numerica in fase di costruzione, l’occupazione dell’ampiezza con soli due giocatori - preferibilmente gli esterni d’attacco - quindi l’occupazione razionale del corridoio centrale del campo con più giocatori possibili, che hanno l’obiettivo, come dichiarato dallo stesso Pep Guardiola, di "controllare il più possibile questa zona", essendo fermamente convinto che il dominio del gioco passi proprio dal controllo della zona nevralgica del campo.

A conferma di quanto appena detto, un’altra tendenza interessante riscontrata in questa stagione è stata spesso l’assenza di una vera punta centrale, ruolo occupato più volte da centrocampisti che con la propria capacità di giocare fra le linee hanno reso difficile per i difensori avversari accorciare su di loro; mossa che ricorda quella utilizzata ai tempi del Barcellona posizionando Messi falso nueve.

Non solo, secondo i dettami del ‘’Gioco di Posizione’’ professato da Pep Guardiola, per occupare razionalmente il centro del campo si intende il posizionamento dei giocatori a differenti altezze, per favorire una dislocazione più efficace in fase di possesso e, soprattutto, la ricerca costante di giocatori alle spalle della linea di pressione avversaria, ricercando la cosiddetta superiorità posizionale, ossia una situazione in cui il vantaggio viene dato non dall’essere numericamente superiori all’avversario, altresì da una situazione in cui il posizionamento di un giocatore lo colloca in una posizione di vantaggio rispetto al suo diretto avversario.

A tutto questo la squadra di Guardiola però, aggiunge una capacità fondamentale per rendere ancora più efficaci questi principi di gioco, ossia la capacità di adottare diverse strategie di gara. Per definire il significato di strategia possiamo dire che è la capacità di una squadra di adattare i propri principi di gioco alla gara da disputare, adottando degli accorgimenti specifici che sono in grado di creare dubbi durante la fase di non possesso dell’avversario, costringendolo a fare delle scelte che inevitabilmente possono generare un errore.

Nelle gare analizzate, infatti, possiamo vedere come i principi siano molto chiari e immutabili: c’è la ricerca della superiorità numerica in costruzione, il posizionamento su diverse altezze dei giocatori nel centro del campo, la ricerca della superiorità posizionale e l’occupazione dell’ampiezza con soli due giocatori. Cosa cambia però? In ogni partita il City adatta la propria strategia alla struttura difensiva dell’avversario, mettendolo in difficoltà con dei ‘’semplici’’ movimenti in fase di costruzione, che però portano (in questo caso Chelsea, Tottenham e Liverpool) a dover scegliere su quale giocatore portare pressione, liberando inevitabilmente un altro compagno.

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About Author

Andrea Loiacono

Andrea Loiacono, nato a Bari nel 1997. Laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, allenatore Uefa C, partecipante al corso per Match Analyst di Coverciano; ha allenato dalla categoria pulcini alla prima squadra in varie società pugliesi, dilettantistiche e professionistiche, quali Levante, FC Bari e Real Sannicandro. Attualmente allenatore dell’Under 17 regionale della Pro Calcio Bari.