“Creatori di metodo”: Periodizzazione tattica, di Luca Altieri

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“Creatori di metodo”: Periodizzazione tattica

Crearsi un proprio metodo sta alla base dell’essere allenatore autentico, profondo ed evoluto.
Dobbiamo considerarci come una figura curiosa, rispettosa del passato ma aperta all’innovazione e
in costante sviluppo.

Se è vero che “siamo tutti ladri delle idee altrui”, come sostiene Guardiola, attraverso il viaggio di questa rubrica proveremo a riflettere sugli aspetti caratteristici delle metodologie più affermate, allo scopo di condurre l’allenatore a decidere, in totale autonomia, come rielaborarle ed eventualmente farle proprie, diventando creatori di sé stessi.

Ed eccoci alla seconda vera fermata del nostro viaggio, attraverso le metodologie calcistiche che maggiormente hanno influenzato gli ultimi anni. Nell’episodio di oggi cercheremo di cogliere alcuni spunti interessanti della Periodizzazione Tattica.

Ideatore di questa metodologia è il professore universitario portoghese Vitor Frade che, a partire dagli anni ’80, sviluppa questo nuovo metodo, caratterizzato da un approccio interdisciplinare verso le scienze che convergono allo studio ed allo sviluppo delle teorie dell’allenamento. Nei primi anni del nuovo millennio la Periodizzazione Tattica ottiene grande risalto in seguito all’ingresso nel panorama calcistico europeo di Josè Mourinho che, alla guida del Porto, vince il campionato portoghese e la Champions League, per poi bissare nuovi successi come allenatore di Chelsea, Inter e Real Madrid.

Anche in questo caso osserviamo una metodologia che prevede un approccio sistemico al gioco del calcio, in cui tutto è focalizzato sull’assimilazione da parte dei giocatori del modello di gioco scelto dall’allenatore. A tal proposito ecco perché delle quattro dimensioni (tattica, psicologica, tecnica, emotiva) identificate da questa metodologia, quella tattica funge da sovradimensione trainante rispetto alle altre.

Per generare alcune riflessioni voglio innanzitutto porre l’attenzione verso un principio metodologico fondamentale della Periodizzazione Tattica, ossia il sovra principio di Specificità.

In fase di progettazione di una seduta di allenamento, con quali criteri scegliamo i mezzi da proporre ai nostri giocatori? E tali mezzi scelti sono coerenti ed aderenti al modello di gioco che abbiamo scelto per la nostra attuale squadra?

Sono fermamente convinto che all’interno del metodo che ciascuno di noi voglia crearsi, non può mancare il principio di specificità; in quanto esso fornisce ai nostri giocatori la certezza di proposte personalizzate ed orientate a quelle che saranno poi le nostre richieste.

Quante volte abbiamo proposto un’esercitazione “perché ci piace” oppure “perché fa viaggiare i giocatori a mille”; quando poi dal punto di vista delle finalità è parecchio distante dall’idea di gioco che vogliamo portare avanti insieme ai nostri giocatori.

All’atto pratico, un primo suggerimento è quello di ambientare le proposte (quando è possibile) nelle zone di campo in cui quel momento di gioco si presume si verificherà con maggior frequenza, così come progettare le esercitazioni in funzione dei ruoli (o delle funzioni) di cui si ha effettiva disponibilità durante la seduta di allenamento.

Foto: https://globalfutbolinstitute.wordpress.com

Anche spazi e tempi di gioco e recupero sono parametri in cui ricercare specificità, in quanto questi vengono condizionati dal nostro modello di gioco. Proviamo a pensare alla differenza di sollecitazioni tra un attaccante centrale di una squadra che applica un gioco prevalentemente diretto ed uno che gioca in una squadra il cui modello di gioco prevede una risalita del campo più articolata. I suoi spazi ed i suoi tempi di gioco e recupero cambieranno in modo sostanziale (il tempo in cui verrà sollecitato in maniera diretta e il tempo di recupero a disposizione, così come lo spazio che dovrà percorrere per soddisfare le richieste che il modello di gioco della squadra richiede).

Andando ancora più in profondità è chiaro come dovremo porre la massima attenzione nello strutturare proposte che contengano sempre i principi e i sotto-principi che regolano il nostro modello di gioco. Proporre un allenamento in Specificità risulta differente, ad esempio, dal proporre un allenamento con diverse situazioni di gioco generali, in quanto per garantire Specificità dovremo assicurarci che tutti i carichi a cui verranno sottoposti i nostri giocatori, durante le varie proposte, siano effettivamente interconnessi con il modello di gioco perseguito.

Assicurare Specificità conferisce valore all’allenamento e deve essere rispettato in ogni momento della seduta, in quanto orienta le energie dei giocatori verso ciò che è fondamentale ed evita di sprecare risorse verso qualcosa di poco coerente rispetto la nostra idea di gioco. Sarà comunque un’ulteriore abilità dell’allenatore quella di cogliere quando sarà il caso di concedere delle piccole eccezioni, necessarie in momenti particolari della stagione.

Un altro tratto caratteristico della Periodizzazione Tattica e su cui vi voglio far riflettere è la strutturazione del morfociclo settimanale.

Questa scansione prevede che all’interno di un morfociclo siano considerate due partite: quella precedente e quella successiva. Sappiamo bene, ad esempio, quanto sia diverso ritrovarsi il martedì dopo una bella vittoria rispetto ad una sonora sconfitta: gli stati d’animo sono differenti, così come la percezione delle “scorie” che quella partita ci ha lasciato addosso. All’opposto presupporre che partita ci aspetterà domenica prossima probabilmente influirà sulle energie mentali e fisiche che i giocatori saranno disposti a “spendere” durante gli allenamenti che precedono l’incontro.

Anche dal punto di vista tecnico-tattico la partita precedente ci può lasciare certezze, così come allertarci su aspetti da migliorare con urgenza. La partita che invece ci aspetta potrebbe richiedere adattamenti strategici che dovremo preparare durante la settimana.

Se si crede all’idea che ciò che è accaduto (partita precedente) e ciò che accadrà (partita successiva) influenzano in maniera unica ed irripetibile lo sviluppo della settimana, la Periodizzazione Tattica ci offre lo spunto per inserire all’interno del “nostro metodo” questo aspetto metodologico nella pianificazione del lavoro settimanale.

Mantenendo questa linea di pensiero ci accorgiamo di come sia impossibile prospettare delle pianificazioni annuali, a cicli di lavoro fissi o con sviluppi mensili già preimpostati alla ricerca di picchi di forma in determinati momenti della stagione.

Dobbiamo essere consapevoli che il nostro metodo debba prevedere una programmazione a breve termine, in cui si possono progettare due o tre morfocicli al massimo, con l’idea che questi rimarranno comunque “in discussione” fino all’ultimo momento, inevitabilmente influenzati, oltre che dall’andamento delle partite, dalle condizioni della squadra (forma psico-fisica, infortuni), dal momento della stagione in cui ci si trova e dal livello di conoscenza e padronanza del modello di gioco che si sta ricercando.

All’interno di questa programmazione a breve termine, quello che non cambierà durante l’intera stagione sarà la struttura che noi decideremo di dare ai vari morfocicli; mentre saranno le proposte che sceglieremo per ciascuno di essi a dover essere personalizzate in funzione delle informazioni che scaturiranno da un’attenta e costante analisi della nostra squadra.

La Periodizzazione Tattica, attraverso alcuni suoi tratti distintivi, ci permette di riflettere su quello che possiamo fare se vogliamo diventare allenatori coerenti e credibili: essere specifici e saper personalizzare, due aspetti fondamentali per poter creare il “nostro metodo”.

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About Author

Luca Altieri

Luca Altieri, nato a Vigevano (Pv) il 29/10/1984. Allenatore Uefa B e istruttore CONI-FIGC. Ha allenato nei settori giovanili di alcune società di Vigevano e Milano per passare poi, sempre in ambito giovanile, all' A.C. Pavia. Da quattro stagioni allena all' U.S. Alessandria, dove attualmente guida i Giovanissimi Regionali U14.

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