Cosa sono i Giochi di Posizione

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Cosa sono i Giochi di Posizione

I giochi di posizione non sono uno stile di gioco ma possiamo affermare che, grazie agli obiettivi tecnico-tattici-fisici e mentali intrinsechi a queste proposte, niente è più allenante di un possesso palla.

Nei giochi di posizione vi è sempre una correlazione col sistema di gioco e ancor più con il ruolo individuale di ogni giocatore. Ogni calciatore agisce nel proprio ruolo e non su tutto il campo di gioco, a differenza di un Possesso Palla tradizionale. I giochi di posizione rappresentano in sostanza un’evoluzione dei classici possessi palla, con il vantaggio che le linee di passaggio, gli smarcamenti, i controlli orientati e tutto ciò che riguarda la struttura tecnico-tattica, trova grande specificità.

Nei giochi di posizione la palla dovrebbe rimanere il più possibile rasoterra per obbligare i giocatori a smarcamenti migliori e soprattutto costanti. Non è a mio avviso invece corretto limitare il numero di tocchi. Se da un lato l’intento può essere quello di velocizzare la manovra e la scelta, dall’altro, se si vuole migliorare la tecnica del controllo orientato, è preferibile lasciare maggior libertà ai giocatori, in modo da consentire di portare palla allo scopo di attrarre un difensore e trovare la migliore linea di passaggio possibile.

A differenza dei possessi palla in cui si utilizzano sponde esterne, nei giochi di posizione le sponde non giocano all’esterno del campo, bensì vi sono esterni che giocano sfruttando tutta l’ampiezza del campo. Ciò implica (per gli esterni) la capacità di liberarsi dal contrasto avversario o mediante un controllo orientato o con una giocata di prima intenzione.

Parlando degli aspetti tecnico-tattici e psicologici, sottolineerei l’importanza di toccare molte volte la palla – grazie agli spazi ridotti su cui solitamente si eseguono questo genere di proposte – senza la paura di subire un gol e con l’obiettivo di divertirsi e gratificarsi nell’avere il controllo del gioco e del pallone.

Come suggerisce Maurizio Viscidi, nel suo libro “I giochi di Posizione” (editore allenatore.net), per impostare un gioco di posizione occorre:

  • Stabilire quanti Jolly intendiamo utilizzare. Il numero dipende in larga parte dal livello tecnico-tattico della squadra con cui si lavora. Maggiori sono le capacità e minori saranno i Jolly. Non abbiate timore di inserirne anche 4 le prime volte che proporrete questo genere di esercitazioni.
  • Dividere per due il numero di giocatori rimanenti e schierarli in base al loro ruolo.
  • Predisponiamo un rettangolo di gioco che prediliga l’ampiezza. Le dimensioni del campo di gioco variano come sempre a seconda del numero di giocatori utilizzati, ma è preferibile svilupparlo in ampiezza per dar modo anche ad un difensore centrale di servire magari un attaccante

Nei giochi di posizione è possibile allenare inoltre le transizioni, il passaggio veloce dalla fase di possesso a quella di non possesso e viceversa; anche se questa resta una delle possibilità (tuttavia la più interessante), poiché potremmo cambiare la squadra in difesa anche dopo un numero prestabilito di intercetti o a tempo

Uno dei possibili svantaggi nell’utilizzare troppe esercitazioni incentrate solo sul mantenimento del possesso palla potrebbe essere quello di abituare la squadra a giocare prevalentemente per vie orizzontali (risultando sterile e stucchevole) ricercando di rado la verticalizzazione.

La partita degli ottavi di finale della Champions 2012-2013, Milan-Barcellona (2-0) ne è l’esempio più lampante, con la formazione spagnola impegnata a muovere palla esclusivamente per linee orizzontali, non trovando praticamente mai la verticalizzazione; vuoi anche per la bravura del Milan, abile a non dare profondità e a ridurre al minimo lo spazio tra le linee.

Partendo dagli stessi spazi e dagli stessi giocatori di un gioco di posizione, mettendo una linea di meta da superare o una porta da attaccare, si ottiene una situazione di posizione o un’esercitazione posizionale. Gli obiettivi della fase di possesso saranno quelli del mantenimento ricercando il momento migliore per una verticalizzazione allo scopo di attaccare uno zona di meta o per andare alla conclusione.

Va ricordato inoltre che oltre alle capacità tecnico-tattiche, al fine di mantenere un buon possesso palla, risulta fondamentale la capacità di sostenere il portatore di palla con molti appoggi sempre vicini e liberi di ricevere il passaggio.

  • Ci vuole sempre un sostegno che permetta un retropassaggio di scarico.
  • C’è bisogno di un appoggio in verticale in grado di ricevere un passaggio filtrante che superi una o più linee di avversari.
  • Importante la presenza di appoggi interni in grado di offrire la possibilità di cambiare il gioco.
  • Infine, sarebbe utile la presenza di un appoggio esterno per permettere una giocata in ampiezza.

Ne consegue che la figura ideale per mantenere con maggior sicurezza il possesso sia quella del rombo, in cui il portatore sia all’interno e gli appoggi sui vertici

Di seguito un estratto di un articolo di Maurizio Viscidi sul Notiziario del Settore Tecnico dell’anno 2012.

A differenza del “classico” Possesso Palla, i giochi di posizione e la filosofia del Gioco di Posizione si caratterizzano per:

  • I giocatori sono disposti in campo in modo scaglionato, cioè a differenti altezze, facilitando così la creazione di linee di passaggio.
  • E’ fondamentale garantire ampiezza affinché si creino corridoi interni: passare la palla al centro per ottenere vantaggi in fascia o viceversa.
  • Il concetto di uomo libero è fondamentale.
  • Non si gioca a passare per passare, ma i giocatori sviluppano la consapevolezza di quando condurre la palla e di quando passarla.
  • La conduzione della palla permette di attrarre avversari, ottenendo così, durante lo sviluppo del gioco, la continua disponibilità di compagni liberi: non si deve passare la palla senza prima essere riusciti a farsi marcare da un avversario.
  • L’idea più importante di questa filosofia di gioco è di continuare a generare la superiorità numerica negli spazi dietro la linea difensiva che pressa la palla.
  • La creazione di continui triangoli di passaggio che permettono di continuare a giocare con il terzo compagno.
  • Fondamentale che la superiorità numerica si costruisca con inserimenti da dietro, cioè dalla prima linea difensiva; per questo motivo è un principio fondamentale di questa idea di gioco che il pallone esca con sicurezza dalla difesa.
  • I giocatori posizionati fra le linee difensive avversarie devono muoversi per poter creare spazi dietro di esse, smarcandosi fuori dall’angolo di visuale dell’avversario.
  • Una volta che un giocatore è riuscito a creare una situazione di 1v1 in una zona vantaggiosa d’attacco, può provare a superare individualmente l’avversario per creare superiorità numerica.
  • La fase di difesa e di attacco sono considerati tutt’una e non separate; anche se l’idea offensiva è quella che condiziona e guida il gioco nel suo complesso.
  • Il possesso palla è un fenomeno costruito, mira a destabilizzare/disorganizzare l’avversario, ne condiziona il suo rendimento difensivo, obbliga a correre a vuoto dietro la palla; condizione che genera frustrazione psicologica e che annulla la forza della squadra avversaria, che non riesce a fare ciò che vorrebbe.
  • Il gioco di posizione fa sì che i giocatori siano sempre sincronizzati nella scelta della posizione, rispetto agli spostamenti della palla.
  • Il vantaggio finale di questo modo di giocare è che la squadra, quando perde il pallone, si trova sempre unita e compatta ed è nelle condizioni di pressare subito, non rischiando così di subire il contropiede e potendo cercare una riconquista immediata. In definitiva l’attacco condiziona il modo di difendere.
  • Ogni giocatore gioca nel proprio ruolo, migliorando così le proprie scelte di gioco e trovandosi poi maggiormente a proprio agio in partita.

 

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali Élite dell'AC Este

6 commenti

  1. Diego Franzoso

    Mi sono riservato un’ appunto sul punto 14. Per esperienza, ho potuto constatare che se di fronte si ha una squadra rinunciataria dal punto di vista della costruzione della manovra sul corto e che predilige esclusivamente il lancio lungo, il rischio di contropiede c’è se non si è compatti ed aggressivi sulla perdita del pallone

  2. Avatar

    Anche io confermo, per esperienza personale, quanto scritto da Diego. Se trovi una squadra che gioca principalmente con il lancio lungo sulle due punte (modulo 4-4-2) ti esponi al contropiede in quanto molti giocatori si troveranno inevitabilmente dietro la linea della palla. Per ovviare a questo problema bisogna giocare con la difesa alta ed attuare la tattica dell’elastico difensivo e del fuori gioco, ma nel settore giovanile è difficile attuarla, senza considerare che non ci sono guardalinee per cui il fuorigioco è rischioso…

  3. Avatar
    davide donaggio on

    …bisogna allenare il reparto difensivo ad attuare l’elastico difensivo ma soprattutto allenare difensori e centrocampisti sulle seconde palle oltre al fatto di rimanere corti e coesi.

  4. Pingback: PRIMI GIOCHI DI POSIZIONE PER LA SCUOLA CALCIO | Idea Calcio

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