Da Verona a Dubai, di Francesco Tramarin

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Da Verona a Dubai

Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesco Tramarin e oggi sono qui per raccontarvi la mia storia.

Presentazione

Solo otto anni fa iniziavo a lavorare per l’Hellas Verona, prima come tirocinante e poi come primo allenatore. Oggi mi ritrovo a ricoprire il ruolo di direttore tecnico per una delle società di calcio più importanti di Dubai. Ma andiamo con ordine: come sono arrivato fin qui?

Dopo aver frequentato il liceo scientifico sportivo a Este (PD), ho iniziato a studiare scienze Motorie a Verona, laureandomi prima alla triennale e poi alla magistrale (scienze dello sport e della prestazione fisica). Durante gli studi ho iniziato subito ad allenare: nei primi due anni in una società dilettantistica, ma svolgendo nel frattempo il tirocinio universitario presso l’Hellas Verona. In seguito ho ricoperto il ruolo di primo allenatore per i successivi cinque anni (Pulcini U10 e Esordienti U12).

In questi anni ho frequentato diversi corsi d’allenatore (coni Figc e Uefa B) ed altri d’aggiornamento, come quelli sul Funino e il Coever Coaching. Parallelamente al ruolo di istruttore, ho ricoperto il ruolo d’insegnante di educazione motoria nelle scuole Materne (progetto CONI), nelle scuole medie (supplente) e in una scuola superiore (scuola privata). Infine, ho svolto l’incarico di collaboratore tecnico per l’attività di base della F.I.G.C. di Verona e per una società affiliata all’Hellas Verona (P.g.s. Concordia).

Come sono arrivato a Dubai: Italian Soccer Style

Un pomeriggio tra la fine di Giugno e inizio Luglio (mentre ero impegnato coi camp dell’Hellas Verona) ricevetti una chiamata da un mio caro amico allenatore, il quale mi chiedeva se avessi voglia di fare un esperienza all’estero: dove? A Dubai…

Devo ammettere che non ci ho pensato nemmeno un secondo. Quando ti ricapita una opportunità simile a 28 anni? C’era solo un grosso problema: la lingua. La mia conoscenza della lingua inglese era (ed è ancora tutt’oggi) molto lacunosa, ma la voglia di un’esperienza diversa, di uscire dalla ‘zona di comfort’ che si era creata, dalla routine quotidiana e di crescere senza l’aiuto di nessuno, in un paese nuovo e con una cultura diversa, era tanta e probabilmente arrivava nel momento opportuno.

Dalla telefonata col mio caro amico entro quindi in contatto con due persone fantastiche, che ringrazio tuttora per la possibilità che mi hanno concesso: Mirko Mazzantini (allenatore Uefa A, da 10 anni allena gli U15 dell’Acf Fiorentina, autore di numerose pubblicazioni, articoli, libri e dvd per le principali case editrici di sport nazionali ed internazionali) e Simone Bombardieri (allenatore Uefa B con diploma isef, per anni allenatore delle giovanili dell’Empoli FC, attualmente direttore tecnico della società Chiasso Fc in Svizzera).

Mirko e Simone sono i fondatori della Italian Soccer StyleLa Soccer Italian Style nasce nel 2005, quando i due fondatori decisero di intraprendere il primo viaggio negli Stati Uniti, ad Atlanta (Georgia), per organizzare il primo evento Soccer Italian Style: un camp di calcio che raccolse fin da subito un grande successo. Da quel momento sono oltre 100 gli eventi organizzati in tutto il mondo tra camp, team camp e clinic per allenatori.

All’interno dell’italian Soccer Style ci sono solo allenatori  professionisti e i punti fondamentali del programma di lavoro, specifico per fasce di età dai 6 ai 16 anni, sono i seguenti:

  • la formazione dello staff tecnico a 360 gradi (aspetti tecnici, tattici, motori, mentali);
  • la comprensione sugli aspetti inerenti le fasi di crescita del giocatore;
  • la condivisione di una programmazione annuale completa;
  • l’organizzazione e la strutturazione della seduta di allenamento;
  • le metodologie di allenamento e le corrette strategie di comunicazione allenatore – giocatori per un adeguato apprendimento

Mirko e Simone mi mettono quindi in contatto con il responsabile della società di Dubai, la Cffa Accademy, società che si occupa esclusivamente di settore giovanile, con ragazzi dai 6 ai 16 anni. Una volta inviato il mio curriculum, dopo soli due giorni la Cffa mi risponde inviandomi il contratto da firmare (non mi sembrava nemmeno vero).

Una volta firmato il contratto mi sono trovato con Mirko per discutere sulla metodologia e su come saremmo rimasti in contatto da Dubai. Dopo alcuni problemi con il Visto, la partenza è stata fissata per martedì 10 Settembre 2019.

Dubai e Sharjah: ecco il mio nuovo mondo

Arrivato a Dubai nella notte del 10 Settembre, ad aspettarmi in aeroporto ho incontrato Julian (il presidente, il boss della società). Di quel momento ricordo con tanto piacere e stupore il suo abbraccio vigoroso, come fosse arrivato un suo famigliare che non vedeva da tanto tempo. Arrivato in Hotel (dove starò per circa tre settimane – al momento alloggio in un bellissimo appartamento nel quale non mi fanno mancare nulla), la voglia di iniziare e di vedere come lavorano da queste parti era tanta, così chiesi a Julian se potessi iniziare fin da subito. Il giorno seguente (alle ore 17) mi vennero quindi a prendere per portarmi in un centro sportivo dove trovai una trentina di ragazzi e sei allenatori (Indiani e Nigeriani), un segretario e un magazziniere.

La mia avventura inizia dalla struttura di Alnada (Sharjah).

L’impatto è stato fin da subito positivo: tre gruppi di ragazzi divisi in due campi di calciotto (U8 otto bambini, U10 dodici bambini e U12 dieci ragazzi), due allenatori per ogni gruppo, allenamento di un’ora e mezza con ottime proposte di lavoro. Nonostante le buone capacità tecniche degli allievi, c’erano due grossi problemi: l’intensità dovuta dai tempi morti, e l’intensità dovuta da un fattore ambientale, 41 gradi col 90% di umidità, un inferno.

Al termine del primo allenamento comincio ad informarmi sull’ambiente, se farà sempre così caldo, quali sono le strutture d’allenamento, quanti allenamenti svolgono i ragazzi e sui numeri dei tesserati. Col passare dei giorni comincio ben presto a capire di essere finito in un mondo per certi versi nuovo, il cuiil calcio è un vero e proprio Business.

Per prima cosa non c’è un unico centro sportivo dove si allenano i ragazzi, ma ci si allena su ben sette centri (SETTE), quasi tutti in erba sintetica, in tre differenti emirati: Sharjah, Dubai e Ajman (gli emirati totali sono sette: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharjah e Umm al-Qaywayn). Ogni centro ha i suoi due giorni prestabiliti per potersi allenare. Ognuno di essi serve per riuscire a coprire il vasto territorio e per assicurarsi più iscrizioni possibili.

Ogni ragazzo, in base al centro dove si iscrive, paga mensilmente dai 350 ai 450 dirham (iscriversi a Dubai costa di più) che corrisponde ai nostri 85 – 110 euro (mensilmente)! Un totale di circa 1.000 euro all’anno per ragazzo.

In certe strutture si arriva anche a 100-120 ragazzi in un solo giorno, divisi in due fasce orarie. Ad esempio: U6-U8-U10 dalle 17 alle 18.30 e U12-U14-U16 dalle 18.45 alle 20.15. Il Venerdì e il Sabato (che qui corrispondono al nostro sabato e domenica) sono i giorni più lunghi e più duri perché ci si allena alla mattina. L’inizio degli allenamenti è fissato alle ore 6 del mattino (fino alle 7.30) per via del caldo ma soprattutto per assicurarsi altri iscritti in zone diverse. La sera ci si allena in altri centri diversi, rispetto al mattino. Il Venerdì e il Sabato inoltre, i gruppi sono divisi in giocatori élite e non élite (17.30-19 non élite, 19.10-20.40 élite).

In questa Academy i giocatori élite pagano 500 dirham al mese poiché svolgono il campionato (inizia a metà Ottobre) e dei tornei internazionali (India, Spagna, Cina, ecc). Qui ci tengono tantissimo al risultato perché i giocatori élite fanno da “pubblicità”, da specchietto per l’intera Academy. Un po’ come accade in Italia,chi  vince avrà un maggior numero di iscritti nella stagione successiva. Quante volte abbiamo sentito frasi di genitori del tipo: “in quella società si vince e quindi porto mio figlio a giocare lì”?

La modalità di gioco del campionato è cosi divisa: U8 giocano 7 contro 7, così come l’U10, ma la vera differenza arriva adesso: U12 giocano 8 contro 8 e U14 9 contro 9; solo dagli U16 si gioca 11 contro 11. Su questo si potrebbe aprire un bel dibattito: per gli U8 giocare già 7 contro 7 lo trovo piuttosto prematuro, mentre sono d’accordo sulle altre modalità (11 contro 11 solo dagli U16, a 15 anni).

L’organizzazione di questa Academy è impressionante perché sono impegnate 30 persone quotidianamente: ogni allenatore (18 allenatori totali) ha il patentino o è laureato in scienze motorie. I mister fanno solo questo come lavoro (impensabile in Italia), ma al tempo stesso si occupano un po’ di tutto. Alla mattina sono tutti in sede per pianificare e organizzare il lavoro della giornata o della settimana, mentre altri si occupano degli incarichi di segreteria o di magazzino

Altri invece svolgono attività di promozione nelle scuole o nell’organizzazione dei mezzi di trasporto. L’aspetto tuttavia fondamentale è che si lavora tutti in sinergia, con un clima molto positivo e con l’obiettivo di riuscire ad avere più ragazzi possibili all’interno dell’accademia.

Al pomeriggio gli allenatori si spostano sul campo (6 giorni su 7), in veste di primo o secondo allenatore. I mister non hanno tuttavia la macchina e ogni giorno ci sono 2-3 autisti, con 3/4 diversi mezzi di trasporto, che passano a prenderli per portarli nelle varie strutture.

Tre sono al momento le cose che mi hanno colpito, due positive e una negativa.

Tra le cose positive, durante gli allenamenti i ragazzi (per la maggior parte indiani, con qualche nigeriano, la popolazione indiana all’interno degli emirati arabi è pari al 90% della popolazione) hanno una disciplina e un educazione pazzesca. Il coach non deve mai richiamarli e soprattutto i bambini di 6-7 anni rimangono attenti e concentrati per tutta la seduta d’allenamento, sembrano quasi dei soldatini.

La seconda è che al termine di ogni seduta d’allenamento viene premiato dal coach il giocatore più bravo, (viene deciso in base al comportamento, l’impegno e ovviamente per la bravura tecnica), con foto messa nel gruppo dei genitori. A fine mese viene premiato con una medaglia il giocatore che ha vinto più premi durante la singola seduta. Questo interessante aspetto porta a mio avviso i ragazzi a voler primeggiare, a far del proprio meglio in ogni seduta d’allenamento.

L’unica cosa “negativa” è che i ragazzi élite, per problemi logistici, si allenano tutti a Dubai e in due giorni di fila, il venerdì e sabato, con partita il giovedì; si ritrovano quindi a svolgere partita e allenamenti in tre giorni consecutivi.

Pochi allenamenti (due e da un’ora e mezza) ed una sola partita a settimana, con quattro giorni consecutivi senza far nulla, oltre al gran caldo e all’umidità, mi stanno facendo sorgere qualche dubbio, sui quali mi ritrovo a confrontarmi quotidianamente. Vedremo se nei prossimi mesi riusciremo a trovare una soluzione.

 

Momentaneamente, tra giocatori élite e non élite, ci sono 350 iscritti, con l’obiettivo per quest’anno (decimo anno di questa Academy) di arrivare a 500; traguardo mai raggiunto fino ad ora.

Un altro obiettivo della società è quello di riuscire a vendere un giocatore all’anno a una società che milita nella massima serie (l’anno scorso hanno venduto il loro primo giocatore).

Ad Ottobre le iscrizioni aumenteranno sicuramente, visto che il grande caldo e soprattutto l’umidità diminuiranno, ma anche grazie al grande lavoro nelle scuole, coadiuvato dalla presenza di un direttore tecnico italiano (cosa molto gradita qui).

Nel mio nuovo ruolo ho svolto già due riunioni. La prima sul regolamento da tenere in campo per i mister, la seconda sulla metodologia e sulla struttura d’allenamento, divisa per fasce di età in base ai nostri obiettivi prefissati.

Il Venerdì alleno la squadra élite U14 mentre il sabato la squadra élite U16. Durante la settimana mi sposto tra le varie strutture per visionare gli allenamenti e per dare consigli agli allenatori.

Nei prossimi mesi mi sposterò in India per qualche settimana, poiché questa Academy ha una sede anche la. L’obiettivo è quello di aprire nuove sedi in altre località, per questo dovrò fare diversi meeting per gli allenatori del posto.

Insomma, se non ci fossero le ambizioni di costruire qualcosa di grande non sarei certamente qua.

Share.

About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

Leave A Reply