Microciclo Strutturato nel Calcio. La pianificazione di Paco Seirul-lo

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Microciclo Strutturato nel Calcio. La pianificazione di Paco Seirul-lo

Articolo scritto da Diego Franzoso in collaborazione con Emanuele Tedoldi

“Tutti gli allenatori ricercano una progressione dei contenuti del gioco in base all’età dei giocatori. Purtroppo ci hanno educato a questo: al fatto che esista una successione di eventi che porti a un risultato. Sfortunatamente tale idea è un inganno.
Quando un bambino inizia a parlare, lo fa completamente: nessuno gli insegna prima le vocali e poi ad aggiungere le altre lettere.
Il bambino magari potrebbe non essere in grado di articolare con precisione la parola ‘acqua’: prima forse indicherà l’acqua col dito; poi dirà ‘aca’. Però è capace di identificare perfettamente l’acqua quando la vede.” (Francisco Seirul-lo)

L’errore più grande e diffuso nell’ambito dell’apprendimento motorio è considerarlo in termini logici e sequenziali: pensare che l’apprendimento si realizzi alla stregua della costruzione di una casa, mattone dopo mattone. Purtroppo, o meglio per fortuna, l’apprendimento non avviene in questa maniera: l’essere umano non fa esperienza del mondo che lo circonda in maniera parziale, per poi unire le varie componenti, ma lo fa in maniera totale. L’essere umano è nato per vivere all’interno della complessità e come dice correttamente il prof Seirul-lo, già da bambino è in grado di riconoscere benissimo tale complessità. Non possiamo estrapolare il giocatore dall’ambiente, ovvero dal contesto di gioco, perché l’essere umano, come accennavamo in precedenza, è integrato totalmente con l’ambiente che lo circonda: possiamo facilitare il contesto, ma mai separarne le varie parti.

E’ quindi necessario re-invertire la piramide classica dell’apprendimento: non si tratta di scomporre il gioco nelle sue diverse parti per poi sperare che sia il giocatore a sommarle una dopo l’altra al momento della gara. Dobbiamo invece partire dal gioco nella sua interezza, dal vertice della piramide, fare in modo che i giocatori si abituino a “navigare” nella complessità del gioco (ho rubato l’espressione “navigare” a Oscar Cano).

“Negli ultimi decenni del secolo scorso e fino ad oggi, il calcio in generale e il modo di affrontare la sua formazione hanno subito una grande evoluzione. Questa evoluzione è stata in larga misura un riflesso di ciò che è accaduto in altre aree del sapere umano che, partendo da un approccio cartesiano basate su materie come la fisica, la matematica o la chimica, sono passati ad un altro approccio basato su scienze come la biologia e le scienze umane “. (Martín Acero y Lago, 2005)

“Il concetto di complessità comprende ciò che non può soddisfare o essere spiegato attraverso una parola, una regola o una legge” (Morin, 2007). Lo stesso Morin (2007) sostiene che “il pensiero complesso cerca la comprensione multidimensionale dei i fenomeni, accettando l’impossibilità di sapere tutto. Allo stesso modo, implica il concetto di incertezza.”

Il Microciclo Strutturato (Microciclo Estructurado) nel gioco calcio è la guida del lavoro che Paco Seiru-lo ha tracciato per l’FC Barcellona, a partire da Johan Cruyff e proseguendo fino ad oggi. Il professor Seirul-lo ha rotto gli stereotipi e ha provocato un cambio di paradigma nella concezione dell’allenamento del calcio negli ultimi anni.

Seiru-lo ha sviluppato questa teoria dopo molti anni nel mondo dell’atletica. In seguito alla sua entrata negli sport collettivi si accorse che la preparazione delle squadre era basata su questo tipo di discipline (atletica): un approccio troppo incoerente con uno sport in cui il livello di incertezza è elevato e dove c’è una complessità nella gestione della palla con i piedi. Capì ben presto che ogni sport deve avere una propria preparazione specifica.

Facendo un confronto tra la Periodizzazione Tattica e il Microciclo Strutturato, possiamo dire che il secondo si concentra sull’individuo e sullo sviluppo del giocatore come persona e come atleta, mentre la prima sul modello del gioco.

Un altro aspetto di differenziazione è che la preparazione fisica è contemplata, attraverso una preparazione fisica specifica per la propria squadra e la prevenzione degli infortuni.

https://www.youtube.com/watch?v=XyNwGqyDtwU

L’individuo come il centro di tutto

Il giocatore come individuo rappresenta il centro del processo. Invece di concentrarsi sul processo di gioco, l’approccio strutturato presta attenzione all’osservazione dell’individuo, analizzando come la competizione influenzi questo aspetto e lavorando su ciò che il giocatore deve essere in grado di sviluppare all’interno di essa.

Non si tratta di adattare la competizione, ma è necessario vedere quale impatto questa ha sull’individuo per risolvere possibili problemi.

Paco Seirul-lo pone un nuovo paradigma, lontano dai precedenti in cui il giocatore deve adattarsi alla competizione o al modello dell’allenatore. Questi vecchi paradigmi proponevano un’analisi riduzionista e lineare, molto analitica. Seiru-lo non li elimina, ma aggiunge che il calcio, come sport pieno di incertezza, deve essere analizzato e visto su di un nuovo paradigma basato sull’intuitivo, il sintetico, l’olistico, il non-lineare e ricercando il qualitativo sul quantitativo.

Pertanto, tenendo conto del fatto che il processo si concentra sull’individuo e che lo sport in questione deve essere visto da un nuovo paradigma, lontano da quello analitico e razionale. Le situazioni ideate per l’allenamento debbano essere quindi basate su questi principi, al fine di aiutare il giocatore a sviluppare queste competenze.

Contrariamente ad altri metodi, il Microciclo strutturato unisce ciascuna delle componenti che compongono il giocatore, dando grande importanza al lavoro del processo decisionale e al principio di specificità, il tutto racchiuso in una metodologia in cui prevalgono gli aspetti tecnico-tattico su quelli fisici.

Le strutture complesse

Dall’analisi dell’individuo come centro del processo, il professor Seirul-lo afferma che questo individuo è formato da diverse strutture. Queste strutture sono su diversi livelli di complessità, necessari per comprendere l’essere umano.

Il vecchio paradigma si concentrava esclusivamente sulle strutture condizionali e di coordinazione, in conseguenza del fatto che basava l’allenamento su discipline come l’atletica. Inoltre, queste strutture erano sviluppate separatamente, pensando che la somma di queste desse un risultato globale (come in matematica 1+1 uguale a 2).

Il paradigma di Seirul-lo va oltre. Ritiene che il fattore emotivo e l’interazione di tutte le strutture allo stesso tempo, facciano sviluppare all’atleta tutte le sue abilità in modo congiunto e olistico, senza bisogno di essere separate. Si concentra sul fattore emotivo dell’individuo, poiché le emozioni influenzano direttamente il modo in cui l’atleta si relaziona con l’ambiente e se stesso.

Se sto bene psicologicamente, la mia prestazione nelle diverse situazioni di gioco sarà decisamente migliore piuttosto che se fossi di umore basso.

Ecco perché vengono proposte 6 strutture che saranno importanti da considerare per l’approccio dei compiti nella pratica:

  • Struttura condizionale: sono gli aspetti che riguardano velocità, forza, resistenza, flessibilità e mobilità;
  • Struttura socio-affettiva: sono le relazioni interpersonali;
  • Struttura coordinativa: è la capacità del controllo del movimento;
  • Struttura cognitiva: viene considerato il trattamento delle informazioni da parte del giocatore;
  • Struttura creativo-espressiva: è la struttura che consiste nel cercare di ottenere l’originalità del giocatore e tutta la sua conoscenza;
  • Struttura emotivo-volitiva: aspetto che si occupa dell’identificazione del giocatore;

Come abbiamo detto, queste strutture devono essere in relazione tra loro e, all’interno delle situazioni di allenamento, tutti gli elementi devono essere forniti (in misura maggiore o minore), dal momento che il rapporto di tutte queste strutture è ciò che fa crescere ognuno di loro, attraverso la scoperta che l’atleta fa di esse.

http://elfutboldelacalle.com/

Le attività nel Microciclo Strutturato

Per capire questo approccio in modo pratico, è necessario comprendere i singoli concetti e le strutture che vogliamo sviluppare.

Una volta assimilato, dobbiamo anche comprendere che all’interno di questo processo di formazione ci sono differenze rispetto ad altri modelli più tradizionali:

  • L’allenatore smette di essere colui che impartisce comportamenti all’interno della formazione e diventa un leader che guida il processo d’allenamento.

Non dirige quante azioni devono essere prese in un determinato contesto, né quale tipo di movimenti il ​​giocatore deve fare e dove posizionarsi. Dal nuovo approccio l’allenatore è un creatore di compiti/situazioni e una guida del processo, dove attraverso situazioni specifiche, il giocatore scopre se stesso.

  • D’altra parte non esiste una periodizzazione lineare o analitica, in cui i contenuti vengono insegnati in sequenza. L’approccio si basa su un’educazione non lineare, basata sulla variabilità e sulla variazione dei compiti.

Situazioni di simulazione preferenziali

Da questo verranno ideate delle situazioni di simulazione preferenziali, condizioni di lavoro in cui vi è una determinata preferenze di una delle strutture, simulando il gioco stessoLe situazioni nascono dal gioco in cui si manifestano tutti i sistemi sopra menzionati e che appartengono alle strutture dell’individuo (condizionale, coordinativo, socio-affettivo, emotivo-volitivo, creativo-espressivo e mentale-cognitivo).

Questi sistemi devono sempre manifestarsi in tutti le situazioni, ma essendo Preferenziale, avremo una preferenza di uno rispetto ad un altro, in base all’obiettivo desiderato.

Facciamo un esempio. La nostra intenzione è quella di lavorare sulla velocità. Il lavoro tradizionale proporrebbe di lavorare con sprint lineari dopo uno stimolo sonoro. Capiamo bene però che questo non è in accordo con quanto appena descritto e che molto meno sarà correlato alla logica del gioco stesso.

Come creare Situazioni di Simulazione Preferenziale (SSP)?

Inizieremo strutturando e progettando il tipo di obiettivo su due strutture, che Seiru-lo stesso considera stabili e che dovrebbe essere costanti durante tutta la formazione.

La struttura condizionale. In questo caso l’aspetto condizionale su cui vogliamo lavorare è la velocità. Il soggetto deve spostarsi da un punto ad un altro nel più breve tempo possibile.

La struttura coordinativa. Il lavoro di questa velocità deve avere elementi di coordinazione, tipici del calcio, come ad esempio la guida della palla.

Avendo queste due strutture come basi dell’esercizio che creeremo, inizieremo a costruire l’esercitazione aggiungendo le altre strutture del soggetto:

  • Struttura cognitiva Fa riferimento al fatto che l’attività deve avere informazioni rilevanti, in modo che il soggetto abbia agito dopo aver elaborato queste informazioni. Nell’allenamento classico (della velocità in questo caso) ciò era impensabile. In questo caso l’individuo inizierà l’attività dopo aver ricevuto la palla da un passaggio lungo da una porta.
  • La struttura socio-affettiva. Si riferisce al rapporto dell’individuo coi compagni, avversari e altri elementi, in questo modo al nostro obiettivo della velocità, guidare una palla, aggiungeremo un compagno di squadra e due avversari.
  • La struttura emozionale-volitiva. Si riferisce al soggetto che deve vivere impegni personali per arrivare a determinati comportamenti. In questo modo possiamo aggiungere la regola del fuorigioco da prendere in considerazione per concludere in porta.
  • Struttura creativo-espressiva. Infine, dobbiamo tenere presente che l’obiettivo deve essere aperto, in modo che il giocatore possa sviluppare la soluzione corretta, in base al contesto di gioco e applicando la creatività al compito senza restrizioni.

L’obiettivo di queste situazioni è che il giocatore riconosca le azioni e le trasmetta come azioni significative per lui; vedere come le risolve in base a questo processo di riconoscimento. La ripetizione di queste azioni deve creare situazioni in cui il giocatore sia in grado di risolvere in modo più efficiente possibile.

Uno degli aspetti per influenzare queste strutture è che ogni giocatore usi la struttura più appropriata per se stesso per rivolvere queste situazioni. Ad esempio, un giocatore veloce nella guida della palla la si risolverà in modo diverso rispetto ad un compagno con capacità condizionali meno sviluppate.

Esempi

Attività di gioco 2  contro 2, con due giocatori ai lati della porta e altri due in mezzo al campo che guardano verso di essi.

Dopo il passaggio lungo del portiere, i giocatori posti a centrocampo devono ricevere la palla e attaccare; nello stesso momento i difensori si dirigono velocemente verso di loro per fermare l’avanzata (strutture condizionali, coordinative, cognitive e socio-affettive). Gli attaccanti devono essere veloci nella finalizzazione, tenendo conto del fuorigioco (struttura emotiva-volitiva) e creando la situazione più adatta per completare con successo il compito (struttura creativo-espressiva).

Abbiamo creato a questo punto un esercizio per il lavoro sulla velocità nel calcio, lontano da un lavoro di velocità nell’atletica.

In questo caso specifico, stiamo lavorando su una struttura condizionale come la velocità, ma lavorando contemporaneamente su tutte le strutture, che saranno allenate in misura minore. Questa preferenze su alcune strutture varia a seconda del tipo di aspetti che vogliamo lavorare con i giocatori.

Infine, dobbiamo tenere conto di un aspetto fondamentale quando si considera questo tipo di esercitazioni:

La variabilità. L’approccio strutturato comprende che i compiti proposti di seguito devono essere diversi, cercando di privilegiare altre strutture, in modo che all’interno dello stesso compito ci siano impegni tra le diverse strutture.

Microciclo Estructurado

Specificità dei compiti

Abbiamo accennato in precedenza al concetto di Specificità e questa si differenzia a diversi livelli:

  • Generica: sono esercizi che potrebbero essere utilizzati per molti sport, non presentano alcun livello di specificità rispetto alla competizione. Esempio: 1 ora di bici.
  • Specifica: a sua volta ne troviamo di 4 tipi:
    • Generale : esercizi con un livello molto basso di specificità. Ad esempio, 2 serie di 12 minuti al 70% della FC Max.
    • Indirizzata: esercizi con una leggera somiglianza con la competizione. Vengono aggiunti piccoli elementi tecnici con alcune decisioni. Esempio: Rondo 4 contro 1.
    • Speciale: esercizi simili a quelli della competizione ma eseguiti con varianti, in sottosistemi, con azioni in cui è coinvolto un numero ridotto di giocatori. Esempio: 3 contro 3 contro 3.
    • Competitiva: esercizi di gioco reali e ridotti. Esempio: partita a tema.
La palla cooperazione Cambio di ruolo Senso del gioco Regole competitive
Generica NO NO NO NO NO
generale SI SI NO NO NO
indirizzata SI SI SI NO NO
speciale SI SI SI SI NO
competitiva SI SI SI SI SI

 

La programmazione di Microciclo Strutturato

I fattori di base da prendere in considerazione per progettare il Microciclo sono:

  • Caratteristiche dei giocatori. L’età e il tempo per preparare la formazione. Prendere in considerazione la portata e il recupero dei carichi;
  • Partita precedente. Stato fisico ed emotivo della squadra.
  • Partita successiva. Analizzare l’avversario e pianificare la settimana per affrontare il prossimo incontro con delle garanzie.
  • Posizione che occupa il Microciclo all’interno della stagione.
  • Numero e grandezza del carico delle sessioni. Sicuramente l’aspetto più importante: dovremo assicurarci che nel giorno della partita i giocatori siano recuperati e in uno stato di sovra-compensazione biologica; per ciò è importante che il volume diminuisca avvicinandosi alla partita.

Conclusioni

Possiamo concludere che il Microciclo Strutturato è una metodologia di allenamento basata sul lavoro simultaneo del Tutto precedentemente diviso nelle sue parti. È una metodologia perfetta per lavorare soprattutto coi giovani poiché non separa l’individuo dal gioco, il che consente ai giocatori di adattarsi perfettamente a qualsiasi contesto e di non di limitare le loro possibilità.

 

 

 

 

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

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