“Visione strategica”: come la costruzione del Borussia Mönchengladbach ha disinnescato il pressing del Dortmund, di Andrea Loiacono

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Visione strategica: come la costruzione del Borussia Mönchengladbach ha disinnescato il pressing del Dortmund

Intro rubrica

Nel calcio di oggi è di fondamentale importanza saper adattare i propri principi di gioco alla strategia di gara; ogni squadra studia attentamente il proprio avversario, trova i suoi punti deboli e cerca di sfruttarli a proprio vantaggio. Insieme scopriremo quali sono gli accorgimenti strategici più interessanti.

Recentemente il Borussia Dortmund ha ufficializzato l’arrivo, per la prossima stagione, di Marco Rose come nuovo tecnico. Proveniente dal Borussia Mönchengladbach, è solo al suo secondo anno in Bundesliga, dopo aver guidato le giovanili del Salisburgo e per due anni la prima squadra. L’allievo di Thomas Tuchel (sono stati insieme due anni al Magonza), avrà la possibilità di allenare un gruppo di livello internazionale (anche se ultimamente in difficoltà, come dimostra l’esonero di Lucien Favre) ma pieno di talento.

Per l’occasione, ho analizzato la strategia di gara del ‘Gladbach in una delle ultime gare giocate contro il Dortmund, terminata con un rocambolesco 4 a 2 per i ragazzi di Rose. Nel corso di questa stagione hanno abbandonato in più occasioni, in fase di costruzione, il 4-2-3-1 che aveva portato ottimi risultati l’anno passato – pur mantenendolo in fase di non possesso – passando ad un 1-3-4-1-2 in questo caso decisivo per l’efficacia della strategia di gara. Il Dortmund ha risposto con il collaudato 4-2-3-1 in entrambe le fasi. La strategia difensiva era chiara, effettuare una pressione in blocco medio, non troppo aggressiva, così da poter sfruttare il campo alle spalle della difesa del ‘Gladbach in transizione offensiva, non rinunciando tuttavia a creare difficoltà alla costruzione avversaria.

La squadra di Terzic si contrapponeva in pressione coi trequartisti esterni (Sancho e Brandt) ad uscire sui braccetti, Haaland aveva in consegna il centrale difensivo, mentre Reus, che agiva da trequartista in inferiorità numerica (1c2) contro i due mediani del ‘Gladbach, prendeva in consegna il mediano di zona, con Can e Bellingham, mediani, che si alzavano, a seconda della zona, uno in pressione sul mediano libero e uno assorbendo il trequartista fra le linee.

Proprio su quest’ultimo punto si è basata la strategia del Borussia Mönchengladbach. Rose e il suo staff hanno capito che avrebbero potuto trovare un vantaggio proprio facendo uscire uno dei mediani avversari in pressione in avanti per ricomporre il 2c2 con Reus. Sul giro palla dei difensori, infatti, Can e Bellingham sarebbero dovuti uscire costantemente uno in pressione su un mediano, avanzando verticalmente e scoprendo la linea di passaggio verso il trequartista alle proprie spalle, e l’altro assorbendo proprio quest’ultimo, scivolando lateralmente al posto del proprio compagno. Per creare un danno alla struttura del Dortmund è bastato far abbassare una delle due punte fra le linee, andando a formare una sorta di 1-3-4-2-1 enfatizzando ulteriormente l’inferiorità numerica del Dortmund nel corridoio centrale. Così facendo, infatti, si creava una situazione difficilmente arginabile: Reus, come sempre, marcava uno dei due mediani, uno fra Can o Bellingham doveva alzarsi in pressione sul mediano libero, lasciando il compagno in situazione di 1c2 fra le linee, contro il trequartista e la punta del Gladbach. Accorciando sul giocatore in zona palla, infatti, lasciava completamente libero l’altro avversario sul lato opposto che, con un semplice giro palla dei difensori, poteva essere servito tranquillamente sfruttando il ritardo dei due mediani del Dortmund, impossibilitati a scivolare orizzontalmente in tempo.

Questa situazione si è verificata più volte, con il Dortmund che non riusciva a contrastare la costruzione del ‘Gladbach. Ogni qualvolta che Can o Bellingham si alzavano in pressione sul mediano libero, la squadra di Rose girava palla orizzontalmente con i 3 difensori, riuscendo a trovare l’uomo fra le linee con un semplice passaggio verticale; le volte in cui il Dortmund è riuscito a scivolare in tempo su tutti i riferimenti, soprattutto Ginter (braccetto di destra) è comunque riuscito a trovare l’imbucata fra le linee con precisi passaggi diagonali verso il trequartista lasciato libero sul lato debole.

 

 

Photo: Borussia Mönchengladbach

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About Author

Andrea Loiacono

Andrea Loiacono, nato a Bari nel 1997. Laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, allenatore Uefa C, partecipante al corso per Match Analyst di Coverciano; ha allenato dalla categoria pulcini alla prima squadra in varie società pugliesi, dilettantistiche e professionistiche, quali Levante, FC Bari e Real Sannicandro. Attualmente allenatore dell’Under 17 regionale della Pro Calcio Bari.

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