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“Allenare alla difficoltà”: resilienza nell’inferiorità numerica

2 Giugno 2022

Nell’articolo di oggi vediamo il nono appuntamento con la rubrica “allenare alla difficoltà”; una serie di articoli in cui vi parlo di alcune esercitazioni ideate e portate sul campo con la categoria Esordienti in seguito ad alcune doverose premesse.

“Vi è mai capitato di allenare una squadra molto forte che difficilmente perde? E’ il caso del gruppo 2010 – quest’anno Esordienti u12 – che alleno per il terzo anno consecutivo; una squadra che nelle ultime due stagioni ha dovuto in qualche modo ri-organizzarsi, mandando due degli elementi migliori nei professionisti e dovendo inglobare di volta in volta nuovi arrivati. Durante questo inizio di stagione (2021-22) abbiamo volutamente affrontato alcuni degli avversari migliori della regione e, per tutta una serie di motivazioni che non sto qui a elencare, la squadra ne è spesso uscita sconfitta; non solamente nel risultato (che è ciò che meno interessa a questa età) ma nell’atteggiamento. Alla prima difficoltà – che poteva essere un gol subito o un avversario diretto più forte – in molti hanno abbassato la testa, senza nessuna reazione. In alcuni casi mi è capitato di continuare ad incoraggiarli, in altri ho provato a starmene completamente in silenzio per vedere una loro reazione che non s’è palesata. Da queste (e altre) considerazioni ho cominciato per tanto a ideare alcune esercitazioni che mettessero i giocatori in condizioni particolarmente difficili e stressanti da risolvere in allenamento, al fine di non farsi spaventare da nulla in gara”.

Lo scopo dell’esercitazione di oggi era quello di allenare i giocatori a resistere, “con le unghie e con i denti”, alla situazione numerica che si fa via via sempre più complicata.

Come sempre, a seconda del numero di giocatori a disposizione e della possibilità di disporre di almeno un collaboratore, possiamo predisporre l’esercitazione su uno o più campi di gioco; nell’immagine si vedono due campi adiacenti, una soluzione congeniale quando si è da soli.

Le dimensioni del campo di gioco dipendono come sempre da numerosi fattori ma soprattutto in queste esercitazioni sono particolarmente importanti. Un campo troppo piccolo o troppo grande potrebbe creare ulteriori difficoltà (e già ve ne sono). Consiglio pertanto di prestarvi particolare attenzione.

Vengono formate due squadre. L’esercitazione si svolge sotto forma di competizione, con un premio per i vincitori o una penitenza per gli sconfitti. Soprattutto in questo genere di proposte è estremamente utile che vi sia una posta in palio; questo permetterà di innalzare competizione, attenzione e agonismo.

Compiti alternati per le due squadre. Con 20′ a disposizione, inversione dei ruoli ogni 5′. La squadra blu inizia in difesa mentre quella rossa in attacco.

Il difensore blu entra in campo per affrontare in successione tre attacchi, portati in situazione di 1v1, 1v2 e 1v3. In sostanza, il primo attaccante rosso entra in campo per l’1v1, al termine entra il secondo attaccante e successivamente il terzo. Il difensore affronterà pertanto tre azioni in successione.

Gli attaccanti giocano per segnare in due porticine mentre il difensore per segnare in una o per condurre nell’altra. Se gli attaccanti segnano un gol 1 punto, due gol 2 punti, 3 gol 5 punti.

Al termine dell’azione entra un nuovo difensore e si riparte dall’1v1.

Considerazioni esercitazione

Innanzitutto, il compito degli attaccanti è più facile di quello del difensore (che deve condurre in una o segnare nell’altra porticina, mentre gli attaccanti devono segnare in due). Ciò comporta una difficoltà ancora maggiore per il secondo (in alternativa possiamo anche collocare una porta difesa dal portiere).

Il difensore dovrà resistere, fisicamente ma soprattutto mentalmente, per ridurre al minimo le opportunità di rischio (pur con tutte le difficoltà del caso), evitando di subire in gol in tutte e tre le azioni (ciò darebbe agli attaccanti un bonus di punti).

A livello tattico, il difendente dovrà temporeggiare, evitando tutte quelle azioni imprudenti e precipitose che potrebbero regalare un ulteriore vantaggio agli attaccanti.

Sarà utile osservare anche il comportamento dei difensori in attesa in fila, i quali potrebbero in qualche modo suggerire e aiutare con la voce il proprio compagno all’interno.

Foto: https://www.planetfootball.com/

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