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Non uscire, non cambiare posizione

18 Aprile 2025

La ricerca dell’interno per risalire il campo

Recentemente – e comunque prima che eliminasse il Liverpool dalla Champions, lo giuro! – mi sono imbattuto in un video di un possesso palla del PSG nel quale si sente Luis Enrique incitare i calciatori così: “Devi stare dentro, […], non uscire. Qualcuno dentro, ci deve sempre essere qualcuno dentro, altrimenti è impossibile. Qualcuno dentro, non cambiare la tua posizione”.

Poesia intrisa di magia.

Il possesso palla proposto da Luis Enrique – a dimostrazione che la difficoltà o la complessità dell’esercitazione non sempre è direttamente proporzionale alla capacità di comunicare principi e concetti ai propri giocatori – è un possesso palla molto semplice, con due comodini/jolly gialli posti nei due lati opposti di un quadrato, quattro giocatori verdi all’interno e quattro giocatori rossi posti inizialmente negli altri due lati del quadrato.

L’obiettivo dei rossi è quello di far circolare la palla da un comodino all’altro (proprio per favorire la verticalità dell’azione, che sia onwards o backwards, per citare Mister Enzo Maresca del Chelsea).

L’obiettivo dei verdi è invece la riconquista della palla. Alla riconquista della palla, le posizioni si invertono.
Il set up dell’esercitazione è molto semplice e lineare.

L’aspetto didattico è invece molto interessante: i 4 difendenti all’interno sono nella situazione di dover evitare di subire la cosiddetta imbucata verso il jolly, cercando quindi di difendere il centro, ma anche nell’altrettanto scomoda situazione di impedire che la palla transiti dal jolly agli attaccanti in ampiezza e di nuovo così al jolly verticale.

Ma l’aspetto ancora più interessante è che ad un certo punto Luis Enrique richiama uno degli attaccanti a restare dentro al quadrato di gioco, al fine di creare ulteriori soluzioni di passaggio ai jolly e ai compagni per ottenere l’obiettivo desiderato; tanto che suggerisce al giocatore di non riguadagnare la posizione ampia, ma di restare all’interno, altrimenti “è impossibile”.

Probabilmente, una delle variabili dell’esercitazione è proprio quella di permettere a uno dei 4 attaccanti – inizialmente zonati in ampiezza – di venire dentro allo spazio di gioco per fornire triangoli di possesso che permettano alternativamente di giocare profondi o di giocare ampi.

Personalmente, ritengo che la costruzione per vie prettamente centrali (di certo è abbastanza immaginifico pensare di costruire solo per vie centrali) porti con sé enormi vantaggi, ovviamente insieme a qualche rischio da non trascurare.

Il tema della costruzione per vie centrali è un tema ampiamente dibattuto, soprattutto nell’ultimo periodo, quando – vorrei dire soprattutto quello scaturito dal calcio posizionale di Guardiola – lo schema tipico di costruzione dal basso era quello portiere – difensore centrale – esterno basso. Ultimamente, invece, sicuramente anche sulla scia dello sviluppo del calcio relazionale, che favorisce il movimento dei giocatori all’interno dello spazio, nonché della sempre maggiore abilità dei portieri a giocare con i piedi e rendersi quindi parte attiva della costruzione del gioco dal basso, anche l’uscita e la costruzione per vie centrali comincia a trovare applicazione, con soluzioni tattiche molto interessanti.

Riprendendo un articolo di IdeaCalcio del 2018 (Partite a Tema: Costruzione e Uscita per Vie Centrali (due Proposte)), la costruzione per vie centrali ha un pro e un contro principali:

✅ la zona centrale è spesso intasata dalla densità difensiva avversaria, e l’eventuale perdita del possesso in zona centrale favorisce senza dubbio la transizione offensiva della squadra avversaria;
✅ è altrettanto vero però che la zona centrale rappresenta la via più diretta verso la porta avversaria.

Mi permetto di aggiungere alcune considerazioni.

Per quanto riguarda il contro, è chiaro che questo aspetto è controbilanciato quando la squadra è dotata di buone doti tecniche; ecco perché, fra l’altro, la costruzione per vie centrali è molto più comune da vedere nei professionisti rispetto ai settori giovanili: fondamentali come trasmissione e controllo orientato diventano essenziali laddove lo spazio e il tempo sono ridotti e laddove la perdita del possesso comporta una transizione offensiva potenzialmente più dannosa per la squadra.

Inoltre, nella zona centrale del campo, è molto più probabile trovarsi in situazioni di parità o persino inferiorità numerica (si pensi ad un centrocampo a due rispetto ad uno a tre giocatori) rispetto alle zone ampie dove generalmente come minimo si gioca in parità numerica; anche se spesso l’obiettivo della giocata in ampiezza nella metà campo offensiva è proprio quello di creare una situazione di 2 contro 1.

Per quanto riguarda il pro, che a mio modesto avviso supera di gran lunga il contro, la costruzione per vie centrali permette alla squadra di risalire il campo o comunque di attaccare la porta nel modo più diretto e veloce possibile, nonché permette al giocatore in possesso palla di avere il maggior numero possibile di scelte per indirizzare la giocata.

È chiaro che lo sviluppo centrale sarà favorito nei moduli che prevedono tre difensori centrali e tre centrocampisti, in quanto permettono di creare triangoli di possesso più densi rispetto agli altri moduli, anche sfruttando il moderno calcio relazionale che impone di creare densità in zona palla sia per la costruzione sia per le fasi di transizione.

Il famoso gioco dentro gioco fuori gioco dentro è stato probabilmente l’antenato di questo modo di intendere le relazioni tra giocatori che permettano di cercare di costruire restando all’interno del campo (immaginando di prolungare i lati corti dell’area da una metà all’altra) e di andare a giocare in ampiezza nel momento in cui si voglia isolare un 1 contro 1 sull’esterno oppure quando si vuole creare una situazione di sovrapposizione o superiorità numerica 2 contro 1 sull’esterno.

Un altro esempio di ottima costruzione centro – verticale è portata dal Liverpool nella partita contro il Manchester City.

Nei 30 secondi proposti, si vede come nella metà campo difensiva il Liverpool cerchi di costruire centralmente, andando a creare densità di avversari negli half spaces quando dirige fuori il possesso, mentre poi il lancio lungo avviene in ampiezza nel lato debole dove poi si crea un 2 contro 1.

Il ruolo fondamentale è giocato dal play che si fa trovare correttamente dentro al campo dopo aver saltato con il palleggio la prima linea di pressione.

Un altro esempio è dato dalla transizione offensiva del Manchester United di Amorim contro la Real Sociedad che porta al gol di Bruno Fernandes. Dopo aver ricevuto il passaggio in verticale, Garnacho conduce palla internamente al campo puntando il difensore, causando il suo rallentamento e permettendo di liberare spazio per la sovrapposizione dell’attaccante.

La capacità di sfruttare il centro del campo per imbastire l’azione d’attacco è sicuramente prerogativa molto complessa che deve essere allenata nel tempo e con costanza: come dicevo in apertura, ritengo che per troppo tempo si sia cresciuti con la granitica certezza dell’ampiezza, che però, a parere mio, porta spesso anche a uno scarico di responsabilità da parte del giocatore: gioco laterale, lascio il mio compagno 1 contro 1, e non mi ripropongo a sostegno per aiutarlo o non faccio la corsa in avanti per ricevere il passaggio di ritorno nello spazio.

Questo molto spesso – e lo si vede nelle partite – ha prodotto l’effetto di creare delle situazioni che io chiamo vicoli ciechi: l’esterno alto che si alza a uomo sull’esterno basso, difensore centrale che per impostazione schematica la scarica laterale, esterno basso che si trova in difficoltà, così finisce per giocare palla lunga sull’esterno che oggettivamente raramente porta a qualcosa di buono; non parliamone se l’esterno basso gioca sul lato del piede meno forte.

Di seguito propongo una seduta di allenamento progressiva per allenare il concetto sviluppato nell’articolo. Il possesso palla proposto da Luis Enrique può essere introdotto senza dubbio sin dall’attività di base. Misure e numeri sono adattabili in base alla categoria e alle altre variabili.

Attivazione

Quadrato 10×10

I giocatori sui lati, coadiuvati da un giocatore al centro (blu in figura), devono mantenere il possesso di palla senza che la stessa sia intercettata dal difendente (giallo in figura). I giocatori esterni viola hanno l’obbligo di giocare la palla al giocatore rosso, mentre i rossi possono alternativamente scegliere se giocare ai viola in esterno o al blu all’interno. Non è consentito il passaggio da un rosso all’altro.

Suggerimento: il ruolo dei rossi è particolarmente adatto ai portieri o all’attaccante di manovra.

Se il giallo intercetta, si invertono velocemente i ruoli.

Una variante proposta da Diego: Situazione di 6c2, con gli attaccanti disposti inizialmente sul perimetro e i difensori liberi di muoversi. L’obiettivo degli attaccanti è quello di conservare il possesso trovando delle trasmissioni all’interno del quadrato centrale in favore di un compagno che si inserisce.
L’obiettivo dei difensori è quello di recuperare palla e segnare nelle quattro porticine. La proposta fa parte dell’ebook “La filosofia del rondo”.

Possesso palla (esercitazione Luis Enrique)

Quadrato 20×20

Disporre due jolly verticali. Una squadra (gialla in figura) deve riconquistare palla, l’altra (viola in figura) gioca per mantenere il possesso.

L’obiettivo è muovere la palla da un jolly (rossi in figura) all’altro. Inizialmente la squadra viola è zonata nei quattro vertici del quadrato, ma un giocatore può decidere di entrare dentro al campo per ricevere palla e giocare verticalmente (a muro o verso il jolly profondo). Se i difendenti recuperano palla, i ruoli si invertono velocemente.

Una variante proposta da Diego. L’esercitazione fa parte dell’ebook “Comandare il centro per comandare il gioco”.

Esercitazione situazionale

Creare due zone, una di costruzione grande circa come un’area di rigore e una di finalizzazione all’interno dell’area di rigore. Un difendente attende in zona di finalizzazione

In zona di costruzione si parte da una iniziale situazione di 4 contro 3 (il suggerimento è di progredire velocemente a una situazione di parità numerica che riproduce la densità della zona centrale di campo) con l’obiettivo di fare almeno 5 passaggi per poi alternativamente:

✔️ giocare in ampiezza, dove il giocatore potrà crossare o attendere la sovrapposizione del compagno più vicino; in questo caso, l’esterno opposto chiude sul secondo palo;
✔️ attaccare direttamente la porta senza servirsi degli esterni d’attacco.

Se la squadra difendente (gialla in figura) riconquista palla in zona di costruzione, dovrà segnare il più velocemente possibile nelle porticine; se la riconquista avviene in zona di finalizzazione dovrà costruire l’azione d’attacco finalizzata al gol nelle porticine in situazione di parità numerica 4 contro 4.

Una variante proposta da Diego. L’esercitazione fa parte dell’ebook “Comandare il centro per comandare il gioco”.

Partita a tema

Dimensioni: metà campo regolamentare
Creare un corridoio centrale e due zone di finalizzazione ad uso esclusivo dei portieri

All’interno del corridoio centrale si sfidano due squadre (si propone 4 contro 4 ma i numeri sono adattabili). L’obiettivo per una squadra è quello di mantenere il possesso palla osservando la seguente regola: è consentito giocare palla all’interno della zona di finalizzazione se e solo se la palla è diretta al portiere. Altrimenti è obbligatorio giocare palla verticalmente. Questo significa che i giocatori di movimento non possono entrare nella zona dei portieri e quindi dovranno trovare soluzioni interne e verticali per poi potersi appoggiare velocemente sui portieri per alleggerire la pressione.

La squadra difendente avrà invece il compito di recuperare palla e segnare in una delle due porte (qui le modalità possono essere molte a seconda dell’obiettivo: tiro dalla distanza, filtrante, 1-2…).

Una variante proposta da Diego. L’esercitazione fa parte dell’ebook “Comandare il centro per comandare il gioco”.

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