Possessi Palla

Dal possesso alla partita: attaccare la profondità

7 Gennaio 2026

Dal Possesso alla Partita: Attacco della Profondità

Nell’articolo di oggi (pubblicato originariamente ad aprile 2019) presento una progressione che ho utilizzato con una squadra di Allievi e che può essere rivolta a tutte le categorie dell’attività agonistica, Prime Squadre comprese, ma con delle opportune premesse:

✅ il gruppo deve essere di discreto livello (conoscenze e competenze tecnico-tattiche);
✅ il gruppo deve possedere un’elevata capacità di concentrazione (capacità di rimanere concentrati a lungo), visto il carico cognitivo piuttosto alto della progressione;
✅ nel caso non si volesse azzardare, proporre solamente alcuni step della progressione;

Questa modalità operativa, che utilizzo da alcune stagioni, ha dei grossissimi vantaggi:

✅ si annullano di fatto i tempi morti, con un aumento drastico del tempo di lavoro;
✅ non occorrono spostamenti da un esercizio all’altro; si rimane sempre nello stesso spazio;
✅ non si perde tempo nel passare da un esercizio all’altro;
✅ si tratta di un lavoro situazionale che si avvicina via via al modello di gara;
✅ affrontando l’obiettivo in progressione, dal semplice al complesso, sembra esserci una miglior decodifica della situazione complessa;

Giocatori coinvolti: tutti inclusi. Già questo è un primo vantaggio, considerando che possibili assenze dell’ultimo momento potrebbe far “saltare” alcune esercitazioni. Il numero minimo di elementi necessari è tuttavia 14, fino ad un massimo di 20.

Il campo di gioco viene diviso orizzontalmente in cinque zone di uguali dimensioni, con le rispettive zone d’attacco “protette” da alcune sagome (paletti in figura). Le cinque zone rappresentano la zona di difesa, trequarti difensiva, zona centrale, trequarti offensiva e zona d’attacco. All’interno della zona centrale viene delimitato con un nastro (posizionato a circa 20 cm. da terra) un rettangolo centrale. L’avere spazi così ben definiti aiuta i giocatori a visualizzarli in maniera più nitida, con un concetto meno astratto.

Le dimensioni di ogni spazio e dello spazio totale di gioco dipendono come sempre da numerosi fattori, quali il numero di giocatori impiegati, le capacità tecnico-tattiche della rosa, il giorno della settimana in cui utilizziamo la proposta, ecc.

L’esercitazione si sviluppa in più step. L’intera progressione potrebbe prevedere un’intera seduta d’allenamento.

▶️ FASE UNO

Formare due squadre e consegnare un pallone a ciascuna. Ogni team posiziona due giocatori in ampiezza (sponde) ma entrambe sullo stesso lato (tra poco capiremo perché).

Ogni squadra muove il proprio pallone, senza contrastare attivamente l’altra squadra.

Ogni volta che ricevo il passaggio di un compagno posso scegliere se giocare a 1 tocco a chi vedo o se orientarmi verso la direzione opposta.

Ogni squadra muove il proprio pallone per attaccare alternativamente le due zone di meta. I Neri che ad esempio iniziano da sinistra, attaccheranno inizialmente verso destra ma, ad azione conclusa, attaccheranno la zona opposta; in questo modo si crea un ciclo di gioco infinito.

Quando la sponda attacca la profondità, liberando in questo modo lo spazio, il giocatore più vicino esce a prendere il suo posto.

per facilitare la lettura della situazione, si potrà inserire solamente la propria sponda (se mettiamo le sponde una per lato, quando la squadra ruota per attaccare la zona opposta, le sponde si troverebbero entrambe in difesa);

una variante può essere quella di dare alle sponde maggior raggio d’azione, collocandone una per lato e chiedendo loro di coprire tutto il lato del campo, seguendo lo sviluppo del gioco;

si potrebbe pensare di togliere le sponde e di permettere l’inserimento a tutti i componenti, aumentando il carico cognitivo dell’esercitazione;

La palla, prima di essere giocata in zona di meta, dovrà transitare per il rettangolo centrale.  Questa è una variante che avevo inserito per forzare i flussi di gioco per vie centrali ma se non la si ritiene opportuna potrà essere tolta la regola e a quel punto anche il rettangolo centrale.

A questo punto possiamo anche inserire alcuni vincoli per attaccare la zona d’attacco, come ad esempio:

✔️ STEP UNO: controllo orientato sulla trequarti offensiva e palla nello spazio
✔️ STEP DUE: giocata a muro sulla trequarti offensiva e palla nello spazio
✔️ STEP TRE: dalla zona centrale, passaggio a parabola nello spazio

▶️ FASE DUE

Le due squadre si contendono il possesso (si gioca con un solo pallone) e si schierano per attaccare una zona e difendere la propria (schierati in posizione). Le sponde questa volta si schierano su entrambi i lati (una per parte).

Nel rettangolo centrale non si può contrastare ma la palla deve sempre passare per il centro prima di poter essere giocata in zona d’attacco.

Continua a vigere la regola: “gioco a 1 tocco a chi vedo o a 2 tocchi orientandomi verso la zona di difesa avversaria.

L’obiettivo è quello di attaccare la meta avversaria con uno dei 2 esterni offensivi con le modalità viste in precedenza.

Si ottiene 1 punto conducendo a meta in una delle 2 porticine  e 2 punti qualora si riesca a condurre nella porticina più lontana, rispetto all’esterno che entra (se entra la sponda di sx, vale due punti la conduzione nella porta di dx).

La difesa può abbassarsi a contrastare solo sulla verticalizzazione.

Per il ruolo di esterni personalmente ho scelto di schierare solo i giocatori del reparto offensivo o gli esterni di difesa. Quando un esterno si inserisce, il suo posto sarà preso liberamente da uno degli altri componenti incaricati a poterlo fare.

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