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Come i dati di performance possono orientare il processo di allenamento

20 Marzo 2026

Il contributo è la trascrizione e traduzione dell’articolo “HOW COMPETITIVE PERFORMANCE DATA CAN INFORM THE TRAINING PROCESS? AN ACTION-RESEARCH STUDY BASED ON THE CONSTRAINT-LED APPROACH”.
Uno studio di action‑research basato sull’Approccio Guidato dai Vincoli (Constraint‑Led Approach, CLA)
Autori: Carmen Fernández‑Echeverría¹, Ana Ramos², Isabel Mesquita², María Perla Moreno Arroyo³
¹Facoltà di Scienze dell’Educazione, Università di Siviglia, Spagna
²Centro di Ricerca, Educazione, Innovazione e Intervento nello Sport, Università di Porto, Portogallo
³Facoltà di Scienze dello Sport, Università di Granada, Spagna
Fonte e link all’articolo

Durante una stagione competitiva di pallavolo, questo studio ha utilizzato un disegno di action‑research (AR) interno per analizzare qualitativamente in che modo i dati competitivi derivanti dall’analisi delle partite possano supportare la progettazione di un intervento tecnico-pedagogico basato sui principi del Constraint‑Led Approach. Hanno partecipato 12 atlete d’élite, un allenatore e un assistente allenatore. La prima autrice, contemporaneamente assistente e ricercatrice interna, ha raccolto dati per 20 settimane tramite interviste, video degli allenamenti e appunti sul campo. L’analisi tematica dei contenuti ha mostrato come il design delle esercitazioni, inizialmente povero e poco rappresentativo, sia progredito grazie all’utilizzo dei dati competitivi fino a diventare altamente rappresentativo, focalizzato sullo sviluppo di abilità funzionali e co‑adattative in vista del prossimo avversario. In conclusione, i dati da match analysis hanno supportato l’adozione del CLA e l’AR interna ha fornito insight contestualizzati sull’evoluzione dell’intervento tecnico‑pedagogico nel corso della stagione.

Introduzione

Nei contesti di squadra, la dinamica ecologica è sempre più impiegata per comprendere come giocatrici e ambiente interagiscano per modellare le prestazioni competitive. Secondo questo approccio, il comportamento emerge dai vincoli individuo–compito–ambiente: i vincoli definiscono le opportunità d’azione (affordances) che l’allenatore può manipolare per favorire l’adattamento comportamentale delle atlete.

Il ruolo dei dati competitivi e del Constraint‑Led Approach (CLA)

Affinché l’approccio CLA sia efficace, è essenziale campionare i vincoli reali della competizione attraverso i dati competitivi — ad esempio, da analisi notazionali — per identificare quali caratteristiche tattiche o tecniche siano strategiche da riprodurre in allenamento. Tuttavia, spesso il CLA si limita alla manipolazione del compito, trascurando il legame con l’effettiva competizione, riducendo quindi la rappresentatività delle esercitazioni proposte.

Valore della ricerca qualitativa e dell’AR interna

La maggior parte degli studi sul CLA segue un paradigma quantitativo, spesso su porzioni di allenamento non rappresentative e con approccio “prodotto finale”. Mancano dunque approfondimenti su come e perché certe scelte pedagogiche guidano l’allenamento efficace. La action-research interna, con approccio ciclico e contestualizzato, è uno strumento utile per colmare questo vuoto e collegare allenamento e competizione.

Risultati principali

Dati competitivi come guida essenziale nella progettazione di esercitazioni: inizialmente carenti, non stimolanti dal punto di vista decisionale, poco rappresentative.

Evoluzione verso esercitazioni strutturate in base al prossimo avversario, più rappresentative della competizione reale.

Focus su sviluppo di abilità funzionali e co‑adattative, miglioramento dell’esplorazione tattica.

Il design arricchito dai dati competitivi ha permesso continui aggiustamenti pedagogici in linea con le esigenze della squadra

Spunti pratici per il mondo del calcio:

ApplicazioneDettagli
Analisi dati partitaIdentificare azioni/tendenze dell’avversario (es. ampiezza d’azione, pressing, transizioni)
Costruzione esercitazioniCreare esercizi con vincoli inerenti al calcio (es. campo ridotto, numero giocatori, obiettivi tattici)
Feedback e adattamentoMonitorare le risposte dei giocatori e aggiustare i vincoli come in un ciclo AR
Competenze mirateStimolare abilità decisionali, co‑adattamento tattico, lettura del gioco contestualizzata

Metodi

Contesto e partecipanti

Il campione dello studio era composto dall’allenatore capo e da un assistente allenatore di una squadra femminile d’élite di pallavolo senior, composta da dodici giocatrici. Per la selezione dell’allenatore capo è stato utilizzato un campionamento intenzionale e di convenienza (Patton, 2015). L’allenatore capo, che ha volontariamente accettato di partecipare allo studio, è stato considerato un caso ricco di informazioni grazie alla sua vasta esperienza nel coaching della pallavolo (25 anni). È un allenatore di successo, con la certificazione di terzo livello, il più alto riconosciuto.

Il primo autore dello studio ha ricoperto il duplice ruolo di assistente allenatore e ricercatore interno. Come assistente allenatore, si occupava principalmente dell’analisi degli avversari, fornendo report dettagliati all’allenatore capo sull’andamento tecnico-tattico della squadra e sulle principali caratteristiche delle avversarie da affrontare durante la settimana. Come ricercatrice, aveva completato una laurea in scienze motorie e un master in ricerca nelle scienze sociali, con un focus approfondito sul metodo dell’action-research (ricerca-azione). In qualità di allenatrice, vanta sei anni di esperienza competitiva e possiede anch’essa la certificazione di terzo livello.

Lo studio si è sviluppato nell’arco di una stagione agonistica durata 20 settimane, durante le quali le atlete hanno sostenuto mediamente cinque allenamenti settimanali (per un totale di 9 ore) e una gara ufficiale. In totale, sono state svolte 96 sedute di allenamento.

Design dello studio

Lo studio ha adottato un disegno di ricerca-azione interna (Insider Action Research), in cui l’assistente allenatore (anche ricercatrice) ha riflettuto in modo sistematico e critico sugli interventi pedagogici dell’allenatore capo, fornendo indicazioni utili per migliorarne l’efficacia didattica (Carr & Kemmis, 1986).

Grazie alla natura riflessiva, collaborativa e d’intervento della ricerca-azione, è stato possibile monitorare, valutare e adattare l’intervento pedagogico dell’allenatore in tempo reale (Gubacs-Collins, 2007). Questo approccio ha permesso una prospettiva privilegiata nello sviluppo di un intervento didattico fondato sui principi del CLA (Constraints-Led Approach) (Davids et al., 2008; Ramos et al., 2020a).

Sono stati completati due cicli di ricerca-azione (AR), ciascuno comprendente le fasi di pianificazione, attuazione, monitoraggio e riflessione. Ogni ciclo è durato tre mesi: il primo da ottobre a dicembre (primo girone di campionato), il secondo da gennaio a marzo (secondo girone).

Durante la fase di diagnosi (pre-campionato), è stato analizzato il contesto pedagogico per individuare fragilità metodologiche. Entrambi i cicli si sono focalizzati sul miglioramento dell’intervento pedagogico dell’allenatore attraverso i principi del CLA. Al termine di ogni ciclo, i problemi irrisolti identificati dall’assistente allenatore hanno guidato le modifiche successive.

Ruolo del ricercatore interno

L’assistente allenatore ha avuto un ruolo chiave nel suggerire soluzioni pedagogiche basate sui principi del CLA (Sullivan et al., 2021). Le informazioni, adattate alle esigenze della squadra e dell’allenatore capo, derivavano dall’analisi delle partite (match analysis) ed erano tradotte in forma pratica attraverso due report distinti:

  1. Report sulla propria squadra, utile per individuare situazioni tattiche da migliorare (es. efficacia dell’attacco in determinate condizioni di gioco).
  2. Report sugli avversari, per evidenziare le tendenze tattiche difensive e offensive (es. combinazioni di attacco o organizzazione del muro).

Intervento didattico

Ogni sessione di allenamento includeva esercitazioni basate sui principi del CLA. Nella Tabella 1 sono illustrati i principali principi pedagogici adottati:

PrincipioDescrizione
Manipolazione dei vincoliModifiche alle regole, spazi, numero di giocatori per stimolare il problem solving tecnico-tattico in ambienti dinamici.
Affordance DesignStrutturare compiti che aiutino i giocatori a riconoscere opportunità d’azione: quando, dove e perché.
Design rappresentativoGli esercizi rispecchiano le condizioni percettivo-motorie tipiche della competizione.
Co-adattamentoI compiti richiedono cooperazione e auto-organizzazione tra compagni per raggiungere l’obiettivo.
Complessità del compitoGraduale aumento della complessità per spingere i giocatori a trovare soluzioni adattive.

Per assicurare la corretta applicazione dei principi CLA, l’intervento è stato validato da tre ricercatori esterni esperti in coaching e CLA. Dieci sedute (oltre il 10% del totale) sono state selezionate casualmente e analizzate usando una checklist di sei punti, basata su studi precedenti (Práxedes et al., 2019; Ramos et al., 2020a). I tre ricercatori hanno raggiunto un accordo del 100% sull’effettiva applicazione dei principi.

I dati sono stati raccolti attraverso tre strumenti principali:

  1. Interviste semi-strutturate con l’allenatore capo in tre momenti: inizio stagione, fine primo ciclo e fine secondo ciclo. Le interviste (12 domande ciascuna) sono state registrate e trascritte integralmente.
  2. Videoregistrazioni degli allenamenti: una sessione a settimana (90 minuti), registrata il giovedì, per un totale di 2160 minuti osservati.
  3. Appunti di campo: note scritte dalla ricercatrice durante allenamenti e riunioni tecniche, focalizzate su episodi critici legati all’evoluzione della progettazione didattica.

Checklist didattica

Elemento delle sessioni di allenamentoPresenteAssente
Uso dei dati competitivi per modificare i compiti
Opportunità per i giocatori di esplorare soluzioni tattiche
Compiti strutturati secondo le caratteristiche tattiche degli avversari
Sfide costruite sulle esigenze specifiche della squadra
Problemi tattici collettivi come base del compito
Manipolazione di vincoli (regole, spazio, numero giocatori, tempo)

L’analisi è stata condotta seguendo la procedura dell’analisi tematica (Braun & Clarke, 2012). Le fasi principali:

  1. Lettura e codifica iniziale aperta per identificare percezioni e significati.
  2. Ricerca di connessioni tra codici per formare temi coerenti.
  3. Collegamento dei dati alla teoria del CLA e alla dinamica ecologica.

L’obiettivo era far emergere pattern significativi piuttosto che forzare i dati su categorie predefinite.

Per garantire l’affidabilità del processo, la ricercatrice ha mantenuto trasparenza e coerenza nel suo duplice ruolo. Inoltre, sono state adottate tre strategie:

  • Triangolazione dei dati (interviste, video, appunti).
  • Verifica delle trascrizioni da parte dell’allenatore.
  • Analisi collaborativa con tre esperti di pallavolo e metodologia qualitativa.

Risultati

Dall’analisi dei dati sono emersi tre temi principali che descrivono l’evoluzione dell’intervento pedagogico dell’allenatore capo:

1. Design Ecologico

Durante la fase di pre-campionato (settembre-ottobre), l’allenatore capo ha incontrato difficoltà nell’applicazione dei principi ecologici nella progettazione dei compiti di apprendimento. In particolare, ha mostrato una limitata capacità di manipolare i vincoli (spazio, tempo, regole, numero di giocatori) durante le esercitazioni, risultando in configurazioni tattiche poco adattive e distanti dalle richieste reali della competizione.

Ad esempio, nella fase di contro-attacco, l’allenamento difensivo non considerava la distribuzione spaziale degli avversari né le responsabilità individuali nei sistemi di copertura:

“Allenare la difesa (fase di contro-attacco) senza stabilire le zone che i giocatori devono coprire contro diversi tipi di attacchi avversari, o senza definire le responsabilità spaziali nel sistema difensivo, non aiuta a sviluppare la coordinazione con il muro.”

In un altro caso, si evidenzia come gli esercizi non tenessero conto dello spazio da occupare per difendere contro attacchi in linea o in diagonale, specialmente in zona 1.

“Durante la pratica dell’attacco, i compiti non consideravano lo spazio che i difensori e i muratori devono occupare nei colpi in linea o diagonale. In particolare, nella zona 1, gli attacchi provenivano solo dalla zona 4 (attacco in diagonale).”

2. Uso Rappresentativo dei Dati Competitivi

Nella stessa fase iniziale, le esercitazioni mostravano una scarsa rappresentatività rispetto alle situazioni di gara. Non c’era l’intenzione di simulare il contesto reale della competizione, né si utilizzavano i dati degli avversari per guidare la progettazione dei compiti:

“Non sono stati proposti compiti che riproducessero situazioni autentiche di gioco. Alla fine della seduta, è stato organizzato un 6 contro 6 senza alcuna indicazione sul contesto, sugli avversari futuri o sugli obiettivi tecnici o tattici.”

Con il passare delle settimane e l’avanzamento del primo ciclo AR, si è osservato un miglioramento nell’uso dei dati estratti dalla match analysis. Le esercitazioni sono diventate via via più rappresentative e basate su informazioni precise riguardo agli avversari, come la distribuzione degli attacchi per zona, le rotazioni, le combinazioni offensive e le debolezze difensive.

3. Dinamiche Tattiche

Un altro tema emerso è la progressiva capacità dell’allenatore capo di promuovere comportamenti tattici funzionali e co-adattativi tra i giocatori, cioè interazioni collettive più efficaci per risolvere problemi in tempo reale.

Ad esempio, durante il secondo ciclo AR (gennaio-marzo), le esercitazioni includevano situazioni condizionali 6 contro 6, con regole variabili per incentivare la collaborazione tra compagni e l’uso strategico delle situazioni di attacco (come il blocco singolo o i colpi murati-out). Gli attacchi venivano simulati seguendo le stesse tendenze che si prevedeva venissero usate dagli avversari della settimana successiva.

Questi elementi hanno portato a:

  • un miglioramento dell’efficacia nel sistema di copertura dell’attacco,
  • un aumento del numero di attacchi vincenti in situazioni di 1 contro 1,
  • una maggiore efficacia degli attacchi dei centrali.

Validità delle Istruzioni e del Trattamento

Per garantire la fedeltà all’approccio CLA, tre esperti esterni hanno verificato la presenza dei sei elementi chiave della checklist (Tabella 3). In più del 10% delle sessioni osservate, è stata confermata la piena coerenza tra l’intervento pedagogico dell’allenatore e i principi del CLA, evidenziando un miglioramento progressivo nella capacità di costruire compiti di apprendimento efficaci.

L’analisi dei dati (interviste, video, appunti) ha mostrato una crescente consapevolezza pedagogica dell’allenatore capo, che ha iniziato a riconoscere il valore dei dati competitivi e della progettazione basata sui vincoli. L’approccio riflessivo e collaborativo adottato all’interno del processo di ricerca-azione ha facilitato il suo sviluppo professionale e la trasformazione del suo metodo di allenamento.

Conclusione dei risultati

Durante il 2° ciclo AR, l’integrazione tra:

  • Progettazione ecologica,
  • Compiti rappresentativi,
  • Dinamiche collettive di squadra,

ha trovato applicazione concreta, come nel caso delle esercitazioni in cui si penalizzavano gli errori non forzati nel contro-attacco (es. -1 punto ogni 4 errori). Questo approccio ha rafforzato i principi teorici di autori come Passos, Araújo, Davids (2016) e Woods et al. (2019).

Ruolo dell’assistente allenatore

Il miglioramento nella progettazione dei compiti da parte dell’allenatore capo è stato ampiamente influenzato dalla presenza costante dell’assistente allenatore, che forniva:

  • Dati aggiornati sugli avversari,
  • Report tecnici e tattici,
  • Stimoli per costruire compiti allenanti più specifici, sfidanti e realistici.

Conclusioni

Lo studio conferma che i dati competitivi sono strumenti chiave per:

  • Selezionare i vincoli più rappresentativi,
  • Progettare esercitazioni ecologiche e contestualizzate,
  • Favorire l’autorganizzazione e l’esplorazione di soluzioni da parte dei giocatori.

Da allenamento tecnico a coaching ecologico

Il percorso documentato nel ciclo AR mostra un chiaro passaggio da un approccio riproduttivo (inizio stagione) a uno ecologico e adattivo (fine stagione). Questo cambio ha permesso:

  • L’integrazione dei concetti CLA (Constraints-Led Approach),
  • Il miglioramento della qualità dell’allenamento,
  • L’aumento della funzionalità collettiva nella prestazione.

Principi chiave emersi

  1. Manipolazione dei vincoli → Promuove variabilità nelle azioni e adattamento tattico.
  2. Focus attentivo esterno (Singh & Wull, 2022) → Migliora abilità tecnico-tattiche.
  3. Compiti rappresentativi → Favoriscono comprensione di quando, come e perché eseguire un’azione in gara.
  4. Collaborazione interna (coach – assistente) → Fondamentale per lo sviluppo e il monitoraggio continuo.

Prospettive future

Si suggerisce di:

  • Estendere l’implementazione del CLA anche a coach inesperti, per studiarne le difficoltà operative;
  • Continuare a monitorare e adattare l’intervento pedagogico in base ai bisogni del gruppo;
  • Promuovere scenari rappresentativi e significativi, in cui i giocatori possano sviluppare consapevolezza e autonomia.

Sintesi finale

Integrare dati competitivi e CLA nella progettazione degli allenamenti permette agli allenatori di sviluppare un intervento pedagogico ecologico, dinamico e orientato alla risoluzione di problemi reali di gioco.

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