Il presente contributo è la traduzione e la trascrizione dell’articolo “JUEGO COLECTIVO OFENSIVO Y DEFENSIVO”.
Autore: profesor Antón J.L, de la Universidad de Granada
Cos’è la tattica di gruppo
La tattica di gruppo riguarda le relazioni che si stabiliscono tra due o più giocatori con l’obiettivo di ottenere un vantaggio sugli avversari o di minimizzare gli effetti del vantaggio di questi ultimi.
Obiettivo offensivo
L’obiettivo dell’attacco è ottenere una buona situazione di tiro, cercando:
- Una buona posizione sul campo, in termini di vicinanza alla porta e angolo di tiro.
- La migliore postura possibile, tenendo conto dell’orientamento e della fluidità del movimento.
- La riduzione delle possibilità di opposizione, attraverso la superiorità numerica o fisica.
Obiettivo difensivo
L’obiettivo della difesa è evitare che si crei una situazione favorevole per l’avversario.
Ciò non dovrebbe essere affidato a interventi individuali o isolati. È importante sottolineare il concetto di sforzo collettivo, con l’emergere dei ruoli di iniziatore e collaboratore.
È il modo abituale per risolvere situazioni di 2 contro 2, anche se questa collaborazione può estendersi a un numero maggiore di giocatori.
Obiettivi generali della tattica di gruppo
Adattarsi all’azione dell’avversario e riuscire a prendere l’iniziativa.
Per prendere l’iniziativa in difesa:
- Evitare che giocatori e/o pallone accedano a zone pericolose.
- Dissuadere e creare incertezza nel trasporto del pallone.
- Rafforzare le zone di pericolo immediato.
Per prendere l’iniziativa in attacco:
- Scegliere la miglior opzione disponibile.
- Superare gli avversari e adattarsi ai movimenti dei compagni.
Il gioco offensivo: caratteristiche, obiettivi e principi
Il gioco d’attacco si costruisce a partire dalla pianificazione, organizzazione e sistematizzazione delle azioni individuali e collettive dei giocatori.
La struttura funzionale del gioco collettivo nasce dagli obiettivi offensivi che stabiliscono i principi generali e specifici del gioco. A loro volta, questi determinano le intenzioni tattiche di ogni giocatore. L’interazione tra le intenzioni tattiche e i mezzi tattici, guidata dai principi del gioco, definisce la strategia operativa. Tenendo conto dei principi di gioco e combinando i mezzi tattici tra loro, selezionati in modo coerente con il profilo dei giocatori, si sviluppano i sistemi di gioco che possono essere eseguiti in varie forme. I mezzi tattici e i sistemi scelti, adattati alle caratteristiche dell’avversario in una data circostanza, danno vita alla strategia operativa (Antón, 1998).
Il gioco collettivo offensivo non può essere messo in pratica senza una conoscenza precisa da parte dei giocatori del proprio ruolo. Ogni giocatore coinvolto nel gioco offensivo esprime la propria funzione attraverso movimenti e condotte con contenuto tattico, sia in possesso palla che in fase di supporto o smarcamento. Le competenze e conoscenze richieste per il gioco d’attacco includono:
- Possesso palla e occupazione dello spazio.
- Partecipazione di più giocatori in nuclei collaborativi.
- Conoscenza delle manifestazioni della tattica offensiva.
- Applicazione dei principi generali e specifici del gioco collettivo.
- Uso corretto dei mezzi tattici collettivi.
- Sfruttamento delle capacità individuali di ogni giocatore.
Obiettivi del gioco d’attacco
- Progredire e avvicinarsi alla porta avversaria attraverso una delle vie di penetrazione.
Per farlo, è necessario essere efficaci nella costruzione del gioco d’attacco, scegliendo soluzioni tattiche in base al profilo tecnico dei giocatori. - Trovare un giocatore in situazione favorevole alla finalizzazione, in prossimità o in linea efficace per il tiro. È fondamentale saper utilizzare i mezzi del gioco offensivo per creare queste situazioni.
- Finalizzare e segnare.
L’efficacia nella finalizzazione è essenziale per raggiungere l’obiettivo finale del gioco offensivo.
Principi del gioco d’attacco
È necessario stabilire norme di comportamento individuali e collettive che guidino i partecipanti in tutte le fasi del gioco offensivo. Secondo Antón (1998), questi principi si dividono in:
A. Principi generali del gioco offensivo
- Conservare e progredire con il possesso palla.
- Ridurre il numero di errori nei passaggi.
- Mantenere una buona occupazione dello spazio.
- Attitudine continua al supporto reciproco.
- Progredire e attaccare in modo continuo.
- Mantenere le posizioni e la distribuzione equilibrata nello spazio.
- Assicurare continuità e collaborazioni permanenti.
- Finalizzare.
- Variare e alternare i mezzi tattici.
- Adattare il gioco alle potenzialità individuali.
- Creare occasioni da situazioni individuali o collettive.
B. Principi specifici del gioco offensivo (Antón 1998)
- Cambiamenti rapidi da fase difensiva a offensiva.
- Occupazione razionale degli spazi liberi e delle vie di penetrazione.
- Sfruttamento delle situazioni di superiorità numerica.
- Uso delle zone d’attacco.
- Ampiezza e profondità permanenti.
- Variazione del ritmo delle azioni.
L’organizzazione della squadra in attacco
La squadra in fase offensiva deve avere una disposizione spaziale coerente con i principi dell’occupazione razionale dello spazio, dell’ampiezza e della profondità.
Nei livelli iniziali, questa disposizione è principalmente utile per posizionare e nominare i giocatori. Si tende a dividere il campo in due linee:
- Una più avanzata, vicino all’area avversaria.
- Una seconda, più arretrata.
L’attacco contro difesa a uomo
Contro difese individuali bisogna rispettare principi fondamentali:
- Allontanarsi dal difensore per occupare spazi liberi.
- Offrire opzioni al portatore del pallone.
- Saper gestire il pallone e collaborare nel trasferimento.
Mezzi tattici contro difese individuali:
- Smarcamenti rapidi.
- Posizionamenti intelligenti.
- Utilizzo degli spazi e delle corsie laterali.
- Sovrapposizioni e collaborazioni.
- Cambi di direzione, ritmo, finte e appoggi.
L’obiettivo è creare una struttura di gioco offensivo capace di adattarsi ed essere efficace contro le nuove forme difensive.
I mezzi tattici collettivi offensivi
Si definiscono come le relazioni tra comportamenti eseguiti da più giocatori con un’intenzione spazio-temporale comune. Vengono classificati secondo Antón in:
- Mezzi elementari
- Situazioni di asimmetria.
- Mezzi semplici
- Circolazione del giocatore.
- Circolazione del pallone.
- Mezzi di base
- Penetrazioni successive.
- Passaggi “vai e torna”.
- Blocchi, schermi, incroci.
- Mezzi complessi
- Procedure tattiche combinate.
- Circolazione mista di giocatori e palla.
I mezzi tattici si basano sull’intenzionalità coordinata tra almeno due giocatori, con l’obiettivo di creare superiorità numerica o spazio. Esiste una gerarchia e dipendenza tra mezzi: quelli semplici sono la base di quelli più complessi.
I mezzi tattici elementari
I mezzi tattici elementari sono i più semplici in assoluto e sono noti come situazioni di asimmetria tattica, come ad esempio il 2 contro 2, che rappresenta la forma più piccola di collaborazione. In queste situazioni, le squadre non sono simmetriche e quindi una ha un vantaggio numerico. Si tratta di situazioni come il 2×1, 3×2, 4×3, ecc.
La loro importanza sta nel fatto che la base di tutti gli altri mezzi è la ricerca della superiorità numerica. Pertanto, i mezzi elementari sono fondamentali: solo quando i giocatori li dominano, è possibile passare agli altri.
I mezzi tattici semplici
I mezzi tattici semplici includono strutture di coordinazione individuale o numerica e comprendono, tra gli altri:
- La circolazione della palla
- La circolazione dei giocatori
Circolazione della palla: Trasferire il pallone da una zona all’altra del campo per attaccare, creando spazi liberi e costringendo l’avversario a muoversi e adattarsi. Serve a:
- Conservare il pallone.
- Ampliare lo spazio.
- Sfruttare le linee di passaggio.
- Muovere e disorganizzare la difesa.
Requisiti tecnico-tattici
- Il portatore di palla deve avere ampia visione del gioco, capacità di passaggio, e non temere la pressione.
- I compagni devono offrire sempre sostegno, correre in appoggio e garantire mobilità.
Circolazione dei giocatori: Consiste nello spostamento verso un altro ruolo o zona, rompendo la staticità. È molto utile contro difese individuali o in fase di costruzione iniziale.
Obiettivo: Trovare spazi liberi o generare superiorità.
Tipi:
- Semplici: smarcamento, appoggio, fissazione.
- Doppie coordinate: simultanee (parallele o incrociate) o successive (convergenti, divergenti, equilibratrici).
Requisiti tattici
- Non più di un giocatore per zona.
- Massimo 2 movimenti simultanei.
- Mantenere sempre ampiezza e profondità.
- Seguire il ciclo: circolare → appoggiare → fissare → liberare → ripartire.
I mezzi tattici basici
Tra i più diffusi e insegnati, includono:
- Le penetrazioni successive
- Il passa e vai
- Gli incroci, i blocchi, le finte, i tagli, gli schermi, ecc.
Le penetrazioni successive
Sono mezzi per:
- Spostare il difensore diretto.
- Creare superiorità numerica.
- Portare un giocatore in zona di finalizzazione.
Il concetto si basa sul movimento in profondità, creando una catena di azioni tra giocatori che si passano la palla e si muovono per aprire spazi utili a un compagno.
Finalità: Facilitare una corsia di progressione, migliorare il tiro da distanza efficace e creare squilibrio nelle responsabilità difensive.
Tipi:
- Semplici: tra giocatori della stessa o diversa linea.
- Complesse: con almeno 3 giocatori coinvolti.
- Con cambio di direzione o progressione con arresto e ripartenza.
Il “passa e vai”
Uno dei mezzi basici più importanti. È una collaborazione semplice tra due giocatori: Il primo passa il pallone e si smarca, mentre il secondo restituisce o coinvolge un terzo giocatore.
Obiettivi: Progredire verso la porta, sfruttare marcature strette, creare superiorità numerica.
Tipi
- Passa e va in profondità
- Passa e va e ritorna
- Passa e va con finta
- Passa e va in ampiezza o diretto
Passa e va in profondità
Il ricevente si muove verso lo spazio dietro il difensore, mentre il portatore effettua un passaggio preciso e rapido, cercando la profondità. È il più comune tra i giocatori esterni e il pivot.
Passa e va e ritorna
Doppio scambio tra due giocatori. Il secondo restituisce il pallone al primo che si è smarcato.
Passa e va con finta
Simile al precedente, ma il primo giocatore finge di ricevere per poi cambiare direzione, lasciando spazio al terzo uomo.
Fondamenti tecnico-tattici
- Dominio del passaggio: preciso, rapido, con entrambe le mani (in ambito indoor).
- Smarcamento e lettura dei tempi: il movimento deve essere fluido e coordinato.
- Interpretazione dello spazio: evitare la staticità della linea di passaggio.
La distanza ideale tra i giocatori coinvolti non dovrebbe superare i 3 metri, per garantire efficacia e immediatezza.
La croce
La croce è un mezzo tattico collettivo che genera un’interazione o una relazione tra due attaccanti che agiscono contro la difesa e realizzano le loro traiettorie in senso opposto. In questo modo, il possessore della palla iniziale, in seguito all’osservazione di uno spazio libero tra i difensori e al desiderio di occuparlo o utilizzarlo per segnare, attira l’attenzione del suo avversario diretto sia in ampiezza che in profondità. Così facendo, libera lo spazio e ritarda o ostacola l’intervento del suo difensore, permettendo all’altro giocatore di intervenire nello stesso spazio, occupandolo da dietro e cercando di sfruttare il possibile squilibrio difensivo, creando spazio per concludere o per proseguire il gioco.
Come mezzo tattico, la croce si basa sull’esplorazione degli spazi situati davanti alla difesa e sugli intervalli tra i difensori che si allontanano dal loro posto specifico. È quindi una sintesi del gioco collettivo in profondità e ampiezza davanti alla difesa, e può essere realizzata con o senza palla.
I giocatori che la eseguono sfruttano le traiettorie dirette verso la porta e i cambi di direzione obbligati alla ricerca degli spazi liberi tra i difensori. Questo movimento dovrebbe essere realizzato sia da chi lo inizia che da chi ne beneficia.
“Ottenere una situazione di superiorità numerica temporanea che permetta l’avanzamento e la conclusione da distanze efficaci di tiro…” (Antón, 1998)
I Blocchi
Il blocco è il mezzo tattico collettivo d’attacco che meglio rappresenta la collaborazione. Un giocatore ostacola direttamente il difensore avversario con il proprio corpo, permettendo al compagno di intervenire nello spazio liberato o protetto.
Caratteristiche del blocco efficace
- Posizionamento stabile e regolare.
- Coordinazione tra chi blocca e chi si avvantaggia.
- Capacità di lettura dell’ambiente e dell’avversario.
- Rapidità e sincronizzazione.
- Adattamento alla situazione di gioco.
Fasi del blocco
- Preparazione: scelta del momento, della direzione e dell’obiettivo.
- Realizzazione: occupazione fisica dello spazio e ostruzione del difensore.
- Sfruttamento: l’attaccante beneficia dello spazio per concludere o avanzare.
Tipi di blocco
- Su avversario diretto del compagno: blocco tradizionale per liberare un compagno.
- Sul proprio difensore: l’attaccante blocca il proprio marcatore per agire in libertà.
- Esterno e interno: blocco laterale o centrale rispetto al campo.
- Dinamico: il bloccante poi si smarca per ricevere.
- Fronte tra giocatori di prima linea: un compagno libera un altro nello stesso settore.
I mezzi tattici complessi
I mezzi tattici complessi rappresentano l’entità gerarchica più alta tra i mezzi tattici, coinvolgendo un numero maggiore di giocatori, il che ne giustifica la maggiore complessità e la denominazione “complessi”.
Secondo Antón (1998), “tutti i mezzi tattici, dai più elementari fino a quelli complessi, devono essere sviluppati quando il gioco permette di concatenarli con fluidità e in modo opportuno, adattandoli alla situazione e circostanza del gioco in ogni momento”.
L’insegnamento di questi mezzi si basa su una visione del gioco più globale, passando da giochi 2vs2 a contesti più ampi (3-6 giocatori) dove è fondamentale la continuità del gioco.
Il procedimento tattico si definisce come un insieme di azioni ordinate e dirette al raggiungimento di un fine, in questo caso il gol, attraverso mezzi tattici concatenati e coordinati.
Principi:
- Continuità nelle azioni: iniziative individuali e collettive senza rotture.
- Variazione e differenziazione: evitare la prevedibilità.
- Maggiore incertezza difensiva: combinare azioni in profondità e ampiezza.
Struttura e funzionalità dei procedimenti tattici
Un procedimento tattico nasce da un’iniziativa condivisa, sviluppata tra giocatori che agiscono in ampiezza e profondità. Può concludersi con: Fallimento (perdita palla), Successo immediato (conclusione efficace), Transizione a una nuova fase (proseguimento ordinato).
Le circolazioni complesse
Sono i modelli più rappresentativi del gioco moderno. Implicano:
- Rotazioni posizionali,
- Movimenti coordinati,
- Sequenze organizzate tra almeno tre giocatori,
- Interventi a distanza,
- Cambi di zona d’attacco.
IL GIOCO DIFENSIVO: CARATTERISTICHE, OBIETTIVI E PRINCIPI
Come il gioco offensivo, anche quello difensivo si basa sulla pianificazione e sistematizzazione delle azioni individuali e collettive.
Obiettivi principali:
- Impedire e recuperare la palla.
- Ridurre le opzioni di tiro dell’avversario.
- Forzare l’errore dell’avversario.
Obiettivi secondari:
- Evitare l’ingresso in zona efficace di tiro.
- Limitare la circolazione palla.
- Interrompere le transizioni rapide.
- Creare incertezze al portatore di palla.
Principi del gioco difensivo
Sono norme operative che guidano l’azione difensiva. Si dividono in generali e individuali.
Principi generali:
- Ampiezza: adattarsi alla minaccia offensiva, mantenere la struttura.
- Profondità: impedire il superamento della linea difensiva.
- Scaglionamento: posizionarsi su più linee per agevolare le coperture.
- Densità difensiva: concentrare i difensori nella zona di palla.
- Basculamento: muovere il blocco verso la zona attiva.
Principi individuali:
- Atteggiamento difensivo.
- Momento dell’intervento.
- Anticipazione e occupazione dello spazio.
- Riduzione delle opzioni offensive.
- Marcatura e dissuasione.
- Continuità difensiva.
- Collaborazione.
Contenuti tattico-tecnici per la difesa
- Posizione base.
- Spostamenti.
- Marcatura a distanza e ravvicinata.
- Controllo dell’avversario.
- Intercetto.
- Blocco.
Organizzazione difensiva di squadra
L’organizzazione si basa su tre principi:
- Occupazione razionale degli spazi.
- Ampiezza.
- Profondità.
Difesa a zona e individuale:
- Sistemi difensivi individuali (1:1, 3:3, 4:2, 5:1, 6:0).
- Sistemi difensivi zonali con numerazione da 1 a 6, a partire da destra.
Difesa individuale
Si basa sull’occupazione degli spazi in relazione al movimento dell’attaccante.
Variabili:
- Profondità.
- Cambio.
- Intercetto.
- Norme d’emergenza.
- Gestione degli avversari chiave.
- Passaggi concessi.
- Disposizione delle coperture.
Principi:
- Posizione tra palla e porta: marcatura a distanza.
- Marcatura ravvicinata su chi ha palla.
- Adattamento alle situazioni individuali: anticipare tagli, tiri, cambi di direzione.
Mezzi tattici collettivi in difesa
Suddivisi in quattro categorie (Antón):
Attivi
- Flottazione.
- Attacco a numeri dispari.
- 2 contro 1.
Reattivi
- Raddoppi difensivi.
- Cambio avversario.
- Scivolamenti.
- Difesa anticipata.
- Controblocco.
- Barriera dinamica.
Preventivi
- Basculamento.
- Copertura.
Immediati
- Distribuzione delle responsabilità.
Applicazione pratica dei mezzi difensivi
- Distribuzione delle responsabilità: ogni difensore gestisce una zona e posizione specifica.
- Basculamento e copertura: prevenire minacce prima che si concretizzino.
- Reattivi (raddoppi, cambi, scivolamenti): risposte coordinate a minacce attive.
Raddoppio e cambio difensivo
Il raddoppio nasce dall’esigenza di aiutare il compagno superato o marcato da un attaccante particolarmente pericoloso.
Il cambio difensivo è una strategia per mantenere equilibrio anche in situazioni complesse o con scambi tra giocatori offensivi.
Lo scivolamento: è un mezzo tattico che si verifica quando l’attaccante supera la zona d’intervento assegnata a un difensore e quest’ultimo lo segue, occupando così l’area di competenza di un altro compagno. Alla fine dell’azione ogni difensore continua a marcare il proprio diretto avversario, anche se si trova fuori dalla sua zona di responsabilità. È una situazione che si verifica spesso quando il portatore di palla è percepito come particolarmente pericoloso e non è possibile effettuare un cambio di marcatura. Può avvenire anche quando i difensori si trovano su linee diverse.
La difesa sul “passa e va”: Il “passa e va” è considerato un mezzo tattico offensivo di base, avviato con un intento di collaborazione tra due compagni. Il primo giocatore, in possesso del pallone, dopo aver fissato il proprio marcatore, passa la palla a un compagno vicino – spesso più avanzato – e cerca immediatamente di smarcarsi per riceverla di nuovo. L’obiettivo è ottenere una situazione di superiorità numerica (che può essere sfruttata o meno subito) oppure garantire una progressione in zona di tiro efficace. Può terminare con un tiro immediato oppure contribuire alla continuità dell’azione offensiva, risolvendo situazioni sviluppatesi in zone più lontane o sul lato opposto del campo.
La difesa contro il “passa e va” richiede una suddivisione chiara dei compiti tra due difensori coinvolti nella stessa situazione. Il difensore dell’iniziatore teoricamente resta ancorato al proprio marcatore e non dovrebbe abbandonarlo se non per estrema necessità o per un aiuto puntuale. Il difensore del ricevente, invece, deve preoccuparsi del nuovo portatore di palla, evitando però di anticipare troppo l’azione e lasciare spazi liberi nella zona dove l’attacco vuole svilupparsi.
È importante ricordare che il “passa e va” mira principalmente alla profondità. Se il difensore del ricevente interviene in modo troppo evidente e precoce, rischia di lasciare uno spazio aperto per l’inserimento del giocatore che ha iniziato l’azione. Un altro errore frequente è quando, dopo il passaggio, il difensore del passatore cerca di seguire il giocatore che ha ricevuto il pallone, generando confusione nel reparto. In questi casi, si dovrebbe effettuare un cambio di marcatura, anche se ciò risulta tanto più difficile quanto più i difensori sono distanti tra loro.