Il contributo è la revisione e la riscrittura dell’articolo: “Learning to coach: An ecological dynamics perspective”.
Autori: Matthew A. Wood, Stephen D. Mellalieu, Duarte Araújo, Carl T. Woods, Keith Davids.
Pubblicato: International Journal of Sports Science & Coaching · April 2023
Il modello Constraints-Led Approach (CLA), basato sulle dinamiche ecologiche dell’apprendimento e dello sviluppo degli atleti, è stato applicato con successo negli sport individuali e di squadra. Fino a oggi, però, non è stato utilizzato per orientare l’apprendimento degli allenatori. In questo articolo, proponiamo come integrare il CLA nei programmi formativi e di sviluppo professionale, favorendo l’emergere spontaneo di comportamenti utili per l’allenatore in interazione con un ambiente rappresentativo.
Un concetto chiave è distinguere tra “conoscenza di” (percezione diretta) e “conoscenza su” (percezione indiretta) dell’ambiente. I metodi tradizionali puntano troppo alla trasmissione di conoscenze su, spesso basate su informazioni verbali o visive. L’approccio proposto consente all’allenatore di riconoscere e manipolare i vincoli individuali, ambientali e di compito, favorendo l’esplorazione di affordances (opportunità d’azione) e la regolazione continua del proprio apprendimento, supportati da un mentor esperto. Il CLA porta a una valorizzazione delle fonti di conoscenza, approfondendo la relazione tra l’allenatore e il contesto sportivo. Questo modello rappresenta dunque un’alternativa efficace rispetto alle pratiche di formazione tradizionali.
Formare allenatori sportivi di alto livello è una sfida crescente per federazioni e accademici. Nonostante i coach esperti cerchino costantemente di perfezionarsi, molti faticano a sviluppare un apprendimento continuo. Si sa poco, infatti, su come apprendono gli allenatori a livello ecologico, ossia in relazione dinamica con l’ambiente. Le conoscenze teoriche e tecniche, oggi insegnate per lo più in aula, spesso non favoriscono un adattamento reale alla complessità del gioco. Serve quindi una teoria dell’apprendimento allenatoriale. I contesti sportivi cambiano costantemente (regole, tecnologie, metodologie), per cui diventa cruciale una formazione che insegni davvero ad adattarsi.
Attualmente, il percorso formativo degli allenatori si basa su esperienze narrative di coach di successo e su conoscenze tecnico-pedagogiche formalizzate, trascurando l’influenza del contesto e le dinamiche ambientali. Sebbene il coaching venga classificato tra esperienze formali, informali e non formali, i coach tendono a privilegiare l’informale e a imparare meglio in contesti specifici. L’approccio tradizionale enfatizza cosa e come insegnare, piuttosto che stimolare un pensiero adattivo e creativo.
Apprendere sotto vincoli
Un sondaggio nel Regno Unito ha rivelato che il 34% degli allenatori non fa formazione oltre la qualifica iniziale. Il modello corrente presuppone erroneamente che le conoscenze teoriche fornite possano integrarsi automaticamente nella pratica. Ciò rischia di fermare il coach in modelli rigidi e poco innovativi.
L’ecological dynamics fonde psicologia ecologica, scienza della complessità e teoria dei sistemi dinamici, spiegando il comportamento come frutto dell’interazione tra vincoli individuali, di compito e ambientali. Allo stesso modo, l’apprendimento degli allenatori emerge continuamente in risposta ai vincoli del contesto in cui si trovano (Figura 1). Identificare e modulare questi vincoli è quindi essenziale per stimolare l’esplorazione di soluzioni efficaci e supportare processi di autoregolazione e adattamento.

“Conoscenza su” vs “Conoscenza di”
Secondo Gibson, è fondamentale distinguere tra due forme di conoscenza:
- Conoscenza su (indiretta): informazioni secondarie, descrittive, come manuali o statistiche.
- Conoscenza di (diretta): presa dall’ambiente reale, utile per agire efficacemente.
I metodi tradizionali di formazione puntano troppo sulla prima. Invece, per essere efficaci, gli allenatori devono essere inseriti in ambienti rappresentativi che stimolino sensazioni, decision-making e problem-solving immediato.
L’ecological dynamics considera l’apprendimento non lineare, articolato in: esplorazione, scoperta, calibrazione. Fin dal livello iniziale, l’allenatore deve esplorare l’ambiente alla ricerca di affordances (opportunità d’azione) rilevanti; per esempio, usare comunicazione verbale, giochi o esercizi specifici. Con il tempo, affinando la percezione di queste affordances, è possibile regolare l’intervento in modo efficace.
Esplora‑Scopri‑Sfrutta”
La formazione dovrebbe portare gli allenatori a progettare esercitazioni sempre più rappresentative del contesto di partita, riconoscendo ed esplorando affordances come dimensioni di campo, attrezzature o modalità comunicative. Attraverso un mentoraggio esperto, l’allenatore impara a calibrare il proprio intervento rispetto a vincoli personali, ambientali e di compito.
Una formazione basata sul CLA trasforma l’allenatore in un esploratore attivo, capace di adattarsi a contesti variabili, mantenendo un equilibrio tra stabilità e flessibilità comportamentale. Si sposta da un modello “adattato” (statico) a uno “adattivo” (dinamico), capace di sostenere lo sviluppo degli atleti in modo efficace e contestualizzato.
Implicazioni pratiche: un CLA per l’apprendimento dell’allenatore
Un tema centrale nella crescita degli allenatori è comprendere che il loro apprendimento, secondo una prospettiva ecologica, non segue percorsi predefiniti tipici dei programmi formativi altamente strutturati. Per affrontare questa sfida, proponiamo di applicare il Constraints‑Led Approach (CLA) allo sviluppo degli allenatori nella stessa logica già utilizzata per gli atleti e le squadre.
Gli allenatori emergenti interagiscono costantemente con:
- Vincoli individuali (intenzioni, storia personale, conoscenze pregresse, comportamenti attuali);
- Vincoli ambientali (fisici, tecnologici, socioculturali).
Il ruolo del formatore è favorire una relazione efficace tra allenatore e contesto: attraverso il mentoring, guidare l’attenzione dell’allenatore verso le affordance rilevanti presenti nell’ambiente, migliorando così l’adattamento ai vincoli specifici del suo “niche ecologico”.
Strategie operative per il CLA nel coaching
✅ Manipolazione dei task constraints
- Obiettivo: destabilizzare pratiche consolidate.
- Metodo: progettare esercitazioni rappresentative (campo ridotto, regole variabili, attrezzature alternative) così da stimolare nuove soluzioni.
- Attraverso il mentoring, il formatore aiuta il coach a percepire e utilizzare affordance che potrebbero essere state oscurate da approcci tradizionali prescriptive.
▶️ Esempio pratico – Allenamento sulla costruzione dal basso
- Vincolo introdotto: il portiere può giocare solo con il piede debole.
- Effetto: forza i difensori centrali a posizionarsi in modo diverso per offrire soluzioni sicure; l’allenatore è portato a ripensare al posizionamento e alla comunicazione tra i reparti.
- Affordance emergente: nuove linee di passaggio e comportamenti adattivi nel pressing avversario.
▶️ Esempio pratico – Allenamento del pressing alto
- Vincolo introdotto: assegnare un punto se si riconquista palla entro 6 secondi nella metà campo avversaria.
- Effetto: sposta l’attenzione dell’allenatore sulla temporizzazione della pressione e sull’organizzazione delle linee.
- Affordance emergente: osservare il comportamento della squadra avversaria sotto pressione, e adattare la propria struttura in funzione della zona palla.
✅ Educazione dell’attenzione e scoperta
- Obiettivo: promuovere comportamenti esplorativi adattivi.
- Il formatore guida l’allenatore nell’identificare e testare soluzioni via session debrief strutturati.
- Si sviluppa una crescente sensibilità all’informazione ambientale utile alla progettazione e all’intervento in campo.
🧠 Obiettivo: aiutare l’allenatore a percepire informazioni rilevanti nel contesto reale.
▶️ Esempio pratico – Allenamento sulla transizione difensiva
- Domanda stimolo del formatore: “Hai notato come reagisce il mediano alla perdita del pallone? Che segnali ti danno gli attaccanti avversari in transizione?”
- Attività: esercitazione 8 vs 8 a campo medio, con vincolo di finalizzazione entro 10 secondi dalla riconquista.
- Effetto: aiuta l’allenatore a riflettere su densità difensiva, coperture preventive e ruolo delle letture individuali.
▶️ Esempio pratico – Creazione di superiorità numerica
- Domanda stimolo del formatore: “Quante volte il tuo terzino è riuscito a generare un 2v1 sull’esterno? Come puoi facilitarlo?”
- Attività: partita condizionata con esterni che giocano a sponda.
- Effetto: l’allenatore si concentra sull’uso dello spazio laterale, tempi di inserimento e triangolazioni, sviluppando un occhio più critico sulle dinamiche laterali.
✅ Co‑design rappresentativo dell’apprendimento
- Obiettivo: progettare insieme esperienze formative in autonomia crescente.
- Il formatore pone domande aperte: “Come potresti cambiare la formulazione delle domande per stimolare l’esplorazione tattica nei calciatori?”.
- L’allenatore propone/interpreta, mentre il formatore aiuta a valutare e sperimentare soluzioni innovative: ad esempio usare analogie, attrezzi diversi, modalità di esercitazione variabili.
🧠 Obiettivo: allenatori più consapevoli, capaci di progettare esercitazioni su misura.
▶️ Esempio pratico – Apprendere tramite analogie
- Situazione: migliorare i tempi di smarcamento degli attaccanti.
- Co-design con il formatore: utilizzare un’analogia “come se l’attaccante fosse un attore che entra in scena al momento giusto”.
- Attività: gioco posizionale con inserimento condizionato dal tempo e spazio (l’attaccante può entrare in area solo dopo che il centrocampista tocca la palla per la seconda volta).
- Effetto: guida l’allenatore a riflettere su timing e letture spazio-temporali in modo meno rigido e più creativo.
▶️ Esempio pratico – Repetition without repetition
- Situazione: lavorare sui passaggi filtranti.
- Co-design: utilizzare palloni di peso e rimbalzo diversi, modificare la dimensione delle porte o il numero di tocchi consentiti ai centrocampisti.
- Effetto: l’allenatore impara a variare le condizioni per migliorare sensibilità e precisione, e non solo a ripetere un gesto tecnico standard.
Il modello di apprendimento: esplora – scopri – sfrutta
| Fase | Processo chiave | Ruolo del formatore e del coach |
|---|---|---|
| Esplorazione | Stimolare nuove soluzioni tramite l’uso di vincoli (es. materiali, regole, equipaggiamento) | Il coach studia la propria sessione, il formatore suggerisce input; emergono nuove soluzioni |
| Scoperta | Sensibilità progressiva alle affordance utili | Debrief post-sessione, con domande mirate: cosa hai voluto ottenere? Cosa è emerso davvero? |
| Sfruttamento | Adattamento immediato al contesto, ottimizzazione delle scelte percepite | Affiatamento tra intenzione e percezione, con il formatore a supporto della co-progettazione |
Implementare un CLA nel percorso formativo degli allenatori significa promuovere:
- Un apprendimento emergente, autentico e contestualizzato;
- Una riflessione continua su comportamenti e interazioni;
- Un passaggio da pratiche adattate (rigide) a pratiche adattive (dinamiche).
È fondamentale che le organizzazioni sportive integrino formatori esperti con solide basi teoriche (come quelle dell’ecological dynamics), in modo da costituire Dipartimenti di Metodologia in cui si condividano framework teorici comuni e si supporti il miglioramento continuo sia degli allenatori sia di coloro che li formano.
Sintesi dei benefici per il calcio
| Principio CLA | Beneficio per l’allenatore di calcio |
|---|---|
| Manipolazione dei vincoli | Sviluppa adattabilità tattica e creatività nella progettazione |
| Educazione dell’attenzione | Favorisce la lettura delle situazioni e il coaching in tempo reale |
| Co-progettazione | Promuove una pratica riflessiva e il miglioramento continuo |
| Rappresentatività | Collega le esercitazioni agli scenari di gara reali |
Per far emergere allenatori realmente competenti, capaci di rispondere all’imprevedibilità della gara, è necessario che i formatori abbandonino modelli lineari e prescrittivi in favore di un approccio basato sull’ecological dynamics e il CLA. In questo contesto:
- L’allenatore non è più solo un trasmettitore di contenuti, ma un esploratore del proprio ambiente.
- Il formatore diventa un facilitatore di contesti di apprendimento e un partner di riflessione.
- La relazione formatore-allenatore si trasforma in un processo co-creativo, costruito sulle intenzioni, gli obiettivi e le percezioni del singolo.
Questo approccio permette di affrontare la complessità del calcio moderno in modo realistico, sostenibile e orientato allo sviluppo a lungo termine di allenatori e calciatori.