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Preparazione fisica applicata agli sport di squadra: la pallamano

5 Dicembre 2025

Il contributo è la trascrizione e la traduzione in italiano del libro “Preparacion fisica aplicada a los deportes colectivos: balonmano”
Autore: Francisco Seirul·lo Vargas
Pubblicazione: Maggio 1993
Editore: Centro Galego de Documentación e Edicións Deportivas
Collezione: Quaderni tecnico-pedagogici dell’INEF Galicia

📖 PROLOGO (Prefazione)

Attualmente, l’azione dell’allenatore, attraverso i propri metodi di allenamento fisico nella pallamano, richiede una riflessione sistematica su ciò che realmente costituisce una preparazione fisica specifica, intenzionalmente orientata allo sviluppo delle vere potenzialità richieste dal gioco.

Fino a poco tempo fa, si facevano adattamenti di modelli bioenergetici presi da altri sport, soprattutto dall’atletica. Negli ultimi anni, però, sono emerse ricerche specifiche che hanno contribuito a cambiamenti significativi nei concetti di programmazione, pianificazione, controllo, e modelli di rendimento.

In quest’ottica, questo documento rappresenta il contributo innovativo del Prof. Francisco Seirul·lo, preparatore fisico della squadra di pallamano del Barcellona.

Ringraziamo il professor Seirul·lo per aver condiviso la sua nuova prospettiva nei metodi di allenamento e gli studenti che hanno collaborato alla realizzazione del documento.

Gabriel Torres Tobio – Prof. BLM INEF-Galicia
Juan Fernández Romero – Prof. BLM INEF-Galicia

Una Nuova Filosofia di Allenamento per gli Sport di Squadra

L’autore propone una nuova filosofia di allenamento, diversa da quella finora adattata dagli sport individuali. Gli sport di squadra si distinguono per due concetti fondamentali:

  • Interazione di gruppo
  • Incertezza spaziale

Fino ad oggi, la filosofia dominante era quella del comportamentismo, derivata da ambiti come psicologia e pedagogia. Questo approccio:

  • Valuta l’atleta in situazioni stabili (condotta osservata)
  • Definisce tecniche efficaci da apprendere e riprodurre
  • Usa modelli precostituiti da imitare
  • Privilegia la motivazione estrinseca (premi, riconoscimenti)
  • Rende il soggetto adattabile al modello, non il contrario

L’Allenamento Sportivo Basato sul Comportamentismo

Fino agli anni ’80, l’atleta veniva considerato come somma di parti: preparazione fisica, tecnica, tattica e psicologica separate. Questo approccio ha generato:

  • Pluridisciplinarietà, seguita da interdisciplinarietà
  • Difficoltà nel definire un modello integrato

Il comportamentismo sportivo comporta:

  • Osservazione e valutazione in situazioni standardizzate
  • Definizione di tecniche da apprendere tramite esercizi ripetitivi
  • Adattamento dell’atleta a modelli prestabiliti
  • Test oggettivi per valutare la qualità ottenuta

Condizionamento Fisico secondo il Modello Comportamentista

  • Costruzione di esercizi analitici per gruppi muscolari specifici
  • Test per misurare l’efficacia di questi esercizi
  • Utilizzo di metodi validati per sviluppare determinate qualità fisiche
  • Adattamento del soggetto a un modello predeterminato

Limiti del Modello Comportamentista

Il modello comportamentista funziona solo in sport con ambienti stabili e non variabili, dove gli elementi non interagiscono tra loro. Negli sport di squadra, dove l’ambiente è dinamico e imprevedibile, questo modello non è valido.

2. L’Allenamento Sportivo Basato su una Concezione Cognitiva: Una Nuova Alternativa

A differenza del comportamentismo, centrato sul meccanismo stimolo-risposta e sul risultato, emergono le teorie cognitive, che si focalizzano su ciò che accade dentro l’individuo, affinché non si limiti a riprodurre un modello, ma ne sviluppi uno proprio.

L’individuo agisce in base a ciò che accade nell’ambiente, e le teorie cognitive ci aiutano ad analizzare come elabora tali informazioni.

A queste si aggiunge lo strutturalismo, secondo cui l’intelligenza è una struttura complessa, dove modificare un singolo elemento altera l’intero sistema. Così, un significato precedente può assumere un nuovo valore.

Per questo motivo, l’apprendimento cognitivo risulta più adatto dell’apprendimento comportamentale per gli sport di squadra.

Caratteristiche del Cognitivismo

Si interessa a ciò che avviene dentro l’atleta, analizzando come percepisce, interpreta e reagisce agli stimoli dell’ambiente competitivo.

Stimola l’elaborazione di comportamenti personali (non standardizzati), adattati a situazioni diverse e non prevedibili.

Mira a migliorare il processo, non solo il prodotto finale.

Promuove schemi motori adattabili, capaci di rispondere a situazioni variabili.

Punta sullo sviluppo delle capacità decisionali e della consapevolezza motoria.

Valorizza le motivazioni intrinseche: curiosità, soddisfazione personale, autostima.

Si rafforza la relazione allenatore-atleta, con un approccio formativo più che direttivo.

L’atleta diventa autoformatore nella propria disciplina.

Integrazione delle Capacità: Verso una Preparazione Fisica Globalizzante

Secondo il modello cognitivo, non si può allenare una capacità (condizionale, coordinativa o cognitiva) isolatamente.

🔄 Relazione tra capacità:

📊 COGNITIVE

Capacità psicologiche
📈 CONDIZIONALI: forza, velocità, resistenza, flessibilità
🤸 COORDINATIVE: orientamento spaziale, controllo motorio

Obiettivo: creare un collegamento tra gesto, movimento, compito e lavoro.
Risultato: miglioramento globale delle prestazioni.

3. Costruzione del Modello di Allenamento Cognitivista

Per migliorare l’atleta, considerandolo come un sistema complesso e coerente, il modello cognitivo propone una triplice struttura integrata:

CONDIZIONALE
|
COGNITIVO
|
COORDINATIVO

Quando si lavora su una di queste aree, bisogna coinvolgere anche le altre due. Questo è l’errore dei modelli comportamentisti: isolare le componenti e non considerare la loro interazione.

Il preparatore fisico deve potenziare le qualità condizionali (forza, resistenza, ecc.) senza trascurare le dimensioni coordinative e cognitive; oltre che strutturare gli allenamenti in modo interdipendente.

Esempio di distribuzione del carico allenante

Nelle fasi iniziali dell’allenamento:

COORDINATIVO
|
COND./COGN.

Nel corso del processo, la proporzione cambia a seconda delle esigenze, ma i tre elementi restano sempre presenti. È fondamentale che allenatore e preparatore fisico condividano questa filosofia per evitare conflitti di competenza.

4. Elementi da Considerare per Migliorare le Capacità

A. Migliorare le Capacità Condizionali

AspettiElementi da considerare
Risorse dell’ambientenaturali, strumentali, corpo, luogo, gruppo
Caratteristiche muscolaritipo di contrazione, numero di gruppi muscolari, angolo, localizzazione, velocità
Sovraccaricokg spostati, posizione del centro di gravità, tipo di contatto
Tempo di praticanumero di tentativi, serie, ripetizioni, pause (micro/macropausa o nessuna pausa)

B. Migliorare le Capacità Coordinative

AspettiElementi da considerare
Variazioni nell’esecuzione del movimentointensità, ampiezza, simmetria
Combinazione di movimentisuccessivi, alternativi, simmetrici
Variazioni spazialiorientamento, direzione, mobilità
Variazioni temporalianticipazione, adattamento, ritmo
Compiti in stato di affaticamentosovraccarico informativo, affaticamento fisiologico, accumulo di compiti

6.- Livelli di approccio

Per fare in modo che una qualità di base (FORZA) venga applicata dal giocatore a ciò che desidera (per esempio, un lancio in sospensione), deve aver attraversato una serie di fasi; questo processo lo chiameremo:

DIVERSI LIVELLI DI APPROCCIO
QUALITÀ DI BASEFATTO SPECIFICO

Esistono 4 livelli di approccio che ci permetteranno, al momento della pianificazione, programmazione e organizzazione:

  • FORZA GENERALE
  • FORZA SPECIALE
  • FORZA MIRATA (DIRIGIDA)
  • FORZA DI COMPETIZIONE

A ogni livello di approccio si danno le 3 categorie di forza del BLM: Forza di Lotta, Forza di Salto e Forza di Lancio. Questi livelli di approccio ci permetteranno di: sviluppare contemporaneamente aspetti coordinativi, raggiungere stati di forma e localizzare le ricerche e le valutazioni.

11. Un approccio alla pianificazione del lavoro di forza nel corso della stagione

La distribuzione del lavoro di forza deve essere fatta in funzione della stagione e della squadra.
Il periodo competitivo viene suddiviso in mesi e ogni mese in settimane. In base al tipo di competizione, si periodizza il lavoro di forza.

Ad esempio, il Barcellona quest’anno aveva una prima fase di qualificazione facile, durante le feste di Natale la Coppa del Re (dove bisogna essere al top), e la parte finale della stagione con la fase decisiva della Liga e le finali di Coppa d’Europa, per cui bisogna essere sempre al massimo.

| F. GENERALE | F. DIRIGIDA | F. SPECIALE | F. COMPETIZIONE |

Tutto il lavoro di forza sarà correlato al lavoro tecnico-tattico e in funzione dei sistemi da utilizzare, soprattutto difensivi.
La forza di competizione si manifesta già nelle partite dall’inizio della stagione, e questo va tenuto presente. Il lavoro si adatta sempre al giocatore:

  • Gli individui che iniziano questo tipo di lavoro non fanno forza di competizione (la fanno nelle gare) ma solo un po’ di forza speciale.
  • Quelli nel pieno della carriera fanno ogni tipo di lavoro di forza anche negli allenamenti.
  • Quelli alla fine della carriera eliminano il lavoro di forza generale e di competizione, mantenendo solo la forza guidata e speciale.

12. Categorie di resistenza

Il lavoro di resistenza proposto è equiparabile a tutto il lavoro di forza visto in precedenza. Guardando i bisogni specifici del giocatore, si sviluppa una forma di allenamento che soddisfa le esigenze energetiche per sostenere la resistenza.

Nel quadro della scuola italiana, vediamo la denominazione delle diverse categorie di capacità di resistenza o potenza-resistenza in sequenza, e le condizioni in cui si manifesta questa condizione:

CONDIZIONI DI MANIFESTAZIONEPOTENZACAPACITÀ
Da 0” a 7”-8”ANAEROBICA ALATTICA
7” x n° volte o da 7” a 15”ANAEROBICA ALATTICA
Tra 15” e 45”ANAEROBICA LATTICA
25”-30” x n° volte o da 40” a 2’ANAEROBICA LATTICA
Da 2’ a 3’AEROBICA
3’ x n° volte o più di 15’AEROBICA

CICLO ANAEROBICO ALATTACIDO:

1.- Nel lavoro puro di velocità, la Potenza Anaerobica Alattica, non si produce acido lattico, si verifica in condizioni di anaerobiosi, al limite massimo di 7”-8”. Massima velocità di spostamento.

2.- Quando si fanno un certo numero di ripetizioni da 7”-8” o si supera il tempo di 7” fino a 15” per un allenato, o 10”-11” per un non allenato, alla massima velocità, si lavora al limite del lavoro alattico e senza produzione di acido lattico. Questo si chiama Capacità Anaerobica Lattica.

Da qui entriamo nel CICLO DELL’ACIDO LATTICO:

3.- Tra 15” e 45”, la Potenza Anaerobica Lattica. Sono lavori quasi al massimo della velocità. Si accumula acido lattico nel sangue.

4.- Fino a un limite in cui, quando dobbiamo ripetere varie volte distanze medie (25”-30”) o superare i 45” fino a 1’30”, o anche fino a 2’, lo chiamiamo Capacità Anaerobica Lattica. È il momento di maggiore concentrazione di acido lattico nelle condizioni di lavoro lattico.

Da qui passiamo al CICLO AEROBICO:

5.- Tra 2’ e 3’ c’è la soglia finale dove appare la soglia anaerobica, chiamata Potenza Aerobica.

6.- Quando si possono realizzare più di 2’-3’ un certo numero di volte o superare i 4’-5’ fino a 15’ o più, lo chiamiamo Capacità Aerobica.

Osservazioni sulla resistenza nel gioco del calcio

Questa classificazione degli stati energetici supporta la partecipazione del giocatore durante l’allenamento a velocità massima. Si susseguono i diversi tipi di resistenza: anaerobica alattacida, anaerobica lattacida e aerobica.

Lo studio della scuola italiana evidenzia che un individuo che corre deve anche muovere le braccia e spostare il corpo; pertanto, i tempi vanno adattati o ridotti.

Correndo per 15”-20” si è nel ciclo anaerobico alattacido, il limite di capacità anaerobica alattacida è tra 4,5-5 mmol di acido lattico, dove inizia la lattacidemia.

Nel calcio a 7, l’attività fisica è intensa perché si attivano braccia, salti, corse e altri movimenti, quindi i tempi di lavoro specifici sono fondamentali per una corretta preparazione.

Il giocatore deve evitare lunghi tempi di lavoro in cui si accumula molto acido lattico, che rallenta l’attività motoria, creando un debito di ossigeno.

Per questo la Capacità Anaerobica Lattacida è fondamentale, poiché il giocatore deve resistere agli sforzi ripetuti con brevi pause, mantenendo alta la velocità.

D’altra parte, la Potenza Aerobica aiuta a smaltire rapidamente i residui lattacidi e a mantenere la performance.

Tipi di lavoro sulla resistenza

CAPACITÀ ANAEROBICA ALATTACIDA

CAPACITÀ ANAEROBICA ALATTACIDA
STRUTTURA CONDIZIONALE
– 6″-10″ (massima velocità esecuzione – 90% ± 6″)
– 1′ – 1’30” di recupero attivo
– Numero di volte in funzione del ruolo specifico e del momento della stagione

Struttura condizionale

Come abbiamo visto, dobbiamo ampliare il tempo di lavoro fino a 8″-10″ sempre a fondo, dal 90% al 100%, con un recupero massimo di 1’30”. In queste condizioni, la PC (Fosfocreatina) si rigenera per l’80% di quanto è stato consumato a livello muscolare e in base ai gruppi muscolari coinvolti. Così ci assicuriamo che nel lavoro successivo si mantenga il lavoro in questo ambito metabolico.

Il numero di ripetizioni si definirà in base a:

  • Il ruolo specifico.
  • Il peso specifico di ogni giocatore.
  • Il momento della stagione.

Non dipende dai sistemi tradizionali di allenamento, bensì da quanto detto sopra, poiché ogni ruolo richiederà più lavoro a gruppi muscolari specifici; inoltre, il momento della stagione è decisivo.

Struttura coordinativa

Realizzare sempre il gesto specifico durante il lavoro. Durante il tempo di recupero attivo abbiamo due opzioni: corsa di recupero o un compito complementare, come il rimbalzo della palla, passaggi a coppie, ecc.

Componente cognitivo

In questo sistema il componente cognitivo è associato o al lavoro o al tempo di recupero attivo. Preferibilmente, nel sistema, va associato al recupero attivo e meno durante il lavoro, poiché si tratta di un sistema in cui bisogna localizzare principalmente il gesto coordinativo specifico.

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