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L’importanza dell’ampiezza: considerazioni e proposte

18 Agosto 2021

L’importanza dell’ampiezza: considerazioni e proposte

Nell’articolo di oggi parleremo dell’importanza dell’ampiezza nel gioco del calcio. Mentre nella prima parte dell’articolo analizzerò vantaggi e considerazioni, nella seconda vi offrirò qualche proposta pratica da portare sul campo.

L’ampiezza è uno dei cinque principi di tattica collettiva in fase di possesso. La ricerca del gioco in ampiezza si rivela particolarmente efficace contro squadre ben organizzate difensivamente, che portano molti giocatori non solo dietro la linea della palla ma anche nella zona interna del campo, riducendo in questo modo lo spazio per accedere centralmente alla porta avversaria.

Ciò che è importante sottolineare quando si parla di ampiezza, è come questa non debba essere un fine, bensì un mezzo per attaccare verticalmente (la porta infatti si trova al centro). Un connubio indissolubile nel gioco del calcio recita: “non c’è ampiezza senza profondità e non c’è profondità senza ampiezza”.

Come ho cercato di rappresentare nelle due immagini, garantire l’occupazione della massima ampiezza – e al tempo stesso della profondità – mette l’avversario nella condizione di dover decidere dove concedere il fianco.

Citando Cruijff, difendere un’intera stanza è difficile, mentre tutti possono difendere una sedia: un’azione difensiva è tanto più facile quanto più lo spazio da difendere è piccolo.

A meno di non schierarsi con una linea di sei elementi a ridosso della propria area di rigore, diventa molto difficile riuscire a chiudere tutti gli spazi; i laterali avversari saranno costretti a scegliere se difendere sul proprio uomo in massima ampiezza o se stringere centralmente a difesa della porta.

Di contro, non garantire l’occupazione e lo sfruttamento delle corsie laterali mette l’avversario in un condizione di vantaggio, considerato che in questo modo dovrà difendere uno spazio più piccolo; quanto più piccolo dipenderà dall’ampiezza relativa che riusciremo a garantire.

Il principio dell’ampiezza dev’essere abbinato a quello di profondità

La massima ampiezza può essere occupata da due o da un solo giocatore (come vediamo nel secondo caso nelle squadre di Pep Guardiola), mediante un sistema di gioco con riferimenti fissi o maggiormente liquido, che preveda cioè una adattamento continuo alla circostanza del gioco ma che al tempo stesso garantisca un’occupazione efficace e razionale del campo di gioco. Ciò si può tradurre ad esempio nel video illustrato da Emanuele Tedoldi, nel suo articolo: “Apprendere dal gioco: fijaciòn dinamica”.

Come si può osservare dal video, il movimento ad entrare dentro al campo da parte di Zinchenko (laterale di difesa) porta con sé anche l’ala avversaria, liberando in questo modo la zona esterna del campo, dove poco dopo riceverà il passaggio il compagno (esterno d’attacco) per sfidare a duello l’avversario diretto, con maggior tempo e spazio a disposizione.

I vantaggi del gioco in ampiezza possono prevedere lo sfruttamento degli spazi maggiormente sguarniti, la ricerca della superiorità numerica e la creazione di situazioni di 1vs1 nella zona laterale del campo (ma non solo, come vedremo nelle proposte pratiche).

Il principio dell’ampiezza – così come tutti i principi di tattica collettiva – sono principi universali del gioco del calcio, che vanno fatti scoprire e sperimentare fin dall’attività di base mediante il gioco e la libera esplorazione.

Seppur io sia un promotore della costruzione dal basso, nel corso degli ultimi anni, nell’attività di base soprattutto, sto vedendo non tanto un’esasperazione del principio, quanto piuttosto una mancanza di competenze da parte dei giocatori. L’idea di far arrivare la palla ai nostri attaccanti nelle migliori condizioni possibili è senz’altro corretta, così come tutti gli altri vantaggi che la costruzione porta con sé. Ciò che stona non sono tanto i limiti tecnici di alcune costruzioni forzate, quanto probabilmente la mancanza di conoscenza di ciò che si sta provando a fare.

Per costruire dal basso di cosa ho bisogno? Ho più vantaggi se ingrandisco o rimpicciolisco il campo in fase di possesso? Se porto troppi giocatori vicini alla mia porta quali svantaggi ho? Se non garantisco l’occupazione della profondità e dell’ampiezza, soprattutto quando avvio l’azione dal fondo, a cosa vado incontro? E se l’avversario viene a prendermi alto, uomo su uomo, come ci comportiamo?

I giocatori, fin dall’attività di base, devono cominciare ad avvicinarsi al gioco e ai suoi principi riuscendo a dare una motivazione non solo alle proprie scelte, quanto anche a quelle dei compagni e degli avversari. In quest’ottica la figura dell’allenatore riveste un ruolo chiave per accompagnare i giocatori verso la libera esplorazione e la scoperta guidata.

Garantire l’occupazione della massima ampiezza, ad esempio, permette di dilatare le distanze avversarie e di aprire corridoi di passaggio interni; che difficilmente sarebbero possibili da trovare in caso contrario.

Il fissare senza la palla (dallo spagnolo fijar: l’avversario fissa le proprie attenzioni su di me favorendo la possibile ricezione di un mio compagno), in ampiezza e profondità, è un concetto tanto semplice quanto dannatamente controintuitivo, che ci permette di aprire una breve parentesi su quel connubio indissolubile tra beneficiario e benefattore.

“Essere benefattore significa, attraverso la propria posizione o il proprio movimento, favorire il passaggio ad un compagno (beneficiario), rinunciando a ricevere la palla in prima persona. Quest’ultimo aspetto è sicuramente il più importante e il più difficile da comprendere per i giocatori: tutti i giocatori infatti desiderano ricevere la palla e “soffrono” quando la sfera non passa per i loro piedi.

Rinunciare a ricevere la palla per permettere ad un compagno di riceverla in migliori condizioni è, senza alcun dubbio, il gesto più altruista possibile all’interno del gioco”.

dall’articolo: “Apprendere dal Gioco, Beneficiario e Benefattore, di Emanuele Tedoldi”

Finché la palla si trova al centro ho osservato minori difficoltà nel garantire la massima ampiezza su entrambi i lati del campo, ma il discorso cambia quando si sposta verso una linea laterale…

Sembra incredibile ma è come se spesso i giocatori che giocano vicino alle due linee laterali fossero in qualche modo legati da un elastico: palla che si sposta a sinistra, l’esterno di destra stringe, palla che si sposta a destra e l’esterno di sinistra stringe. Lo osservavo di recente anche durante un’esercitazione svolta da un collega con una squadra di adulti; sinonimo che il principio non è poi così intuitivo.

La spiegazione è probabilmente nella frase scritta da Emanuele: “tutti i giocatori desiderano ricevere la palla e “soffrono” quando la sfera non passa per i loro piedi”.

Capite per ciò bene quanto, soprattutto in attività di base, dove in alcuni giocatori è ancora forte l’egocentrismo, sia complicato riuscire a far comprendere i benefici che ne traggono gli altri compagni dal nostro posizionamento in massima ampiezza.

Aprendo una breve parentesi su ciò che concerne l’attività di base e il passaggio nell’agonistica, ho avuto spesso difficoltà a far comprendere ai giocatori che le linee perimetrali laterali si sono spostate in ampiezza di 10-15 metri. Col passaggio dal calcio a 9 a quello a 11, chi generalmente occupa l’ampiezza si fa spesso attirare abbondantemente coi piedi dentro al campo; rimpicciolendo fondamentalmente. Se con alcune compagini è sembrata una problematica meno evidente, con alcune squadre u14 mi ci sono voluti mesi per far comprendere l’importanza di dilatare il più possibile la superficie di campo utilizzata.

Detto dell’occupazione dei due corridoi laterali e della massima ampiezza, due parole occorre spenderle anche per lo scaglionamento nei cinque corridoi verticali e in particolare negli half space (mezzi spazi).

Foto di Valery Hache/Getty Images

“Oltre ai mezzi-spazi vi sono le due fasce laterali e il centro del campo. Un half-space è quindi lo spazio compreso tra il prolungamento dei lati corti dell’area grande e dell’area piccola.

L’idea di sfruttare questi corridoi in fase offensiva nasce dal fatto che essi possiedono sia i vantaggi dello spazio centrale, sia i vantaggi delle fasce: un giocatore che riceve in half-space può infatti giocare a 360 gradi e non solo a 180° (come invece accadrebbe sulla fascia laterale); allo stesso tempo, in half-space gli spazi (e quindi il tempo per giocare) sono maggiori rispetto al centro, dove invece la squadra in fase di non possesso concentra il maggior numero di uomini”.

dall’articolo: “Apprendere dal Gioco”: Half-Spaces Dinamici, di Emanuele Tedoldi

Lo sfruttamento dei mezzi spazi può considerarsi di fatto una seconda via (una valida alternativa alla zona centrale che sta diventando sempre più difficile da imboccare), sempre più utilizzata dalle squadre per vincere le partite.

Va tuttavia sottolineato come questi spazi siano sempre esistiti e una loro maggior attenzione si è dovuta alla diffusione dei principi del gioco di posizione. L’importanza di occupare questi mezzi-spazi si trova nel nome stesso: sono spazi di nessuno.

Ipotizzate un esterno d’attacco che stringe nel mezzo spazio mentre alle sue spalle avanza l’esterno di difesa. Come si comporta a questo punto l’esterno difensivo avversario? Stringe nel mezzo o mantiene la posizione in ampiezza? L’aver generato semplicemente un dubbio nell’avversario porta inevitabilmente vantaggi alla propria squadra, in termini di tempi e opportunità che si aprono a proprio favore.

Concludo questa prima parte descrittiva con una considerazione in merito al cross come tipologia di sviluppo per rifinire l’azione offensiva: anche la scelta del tipo di cross da effettuare non è banale. Il cross aereo, ad esempio, è altamente sopravvalutato (ne aveva scritto sempre Emanuele Tedoldi nel suo articolo: “Apprendere dal Gioco: Il Cross Corto”); basti guardare una qualsiasi partita e osservare quanti cross di questo tipo creino realmente occasioni da gol. Se alcune squadre ne hanno fatto un’autentica filosofia, altre sembra manchino più di idee, affidandosi a palloni calciati nel mezzo in modo sterile e contro avversari maggiormente strutturati e preparati.

In questa seconda parte dell’articolo vedremo ora cinque esercitazioni che tuttavia rimangono solamente un mezzo come un altro per far meglio comprendere ai giocatori i vantaggi dell’ampiezza; perché il punto è sempre quello: non limitarsi ad osservare il rispetto delle regole dell’esercitazione, quanto piuttosto se i giocatori han compresso a fondo ciò che stanno facendo.

Prima esercitazione

Giocatori necessari: 11. Scegliamo innanzitutto 2 giocatori per il ruolo di Jolly laterali (3 e 2) mentre il portiere funge da Jolly a sostegno. Formiamo poi due squadre da 4 elementi ciascuna e schierate in posizione: situazione di 2v2 nelle due metà campo.

In fase di possesso si gioca vincolati alla propria metà campo, a meno di interscambio (anche coi J) di posizione.  Sempre zonati in fase di non possesso, ad eccezione dei corridoi in cui si potrà farlo liberamente.

Nel campo di gioco vengono delimitati due corridoi laterali mentre la zona centrale viene divisa verticalmente in due metà.

Si gioca a tocchi liberi per muovere la palla da un corridoi all’altro (no passaggio diretto) per ottenere 1 punto.

Il portiere agisce su entrambe le metà campo.

Come ho scritto in precedenza, l’ampiezza è anch’essa solamente un mezzo per favorire e osservare l’emergenza di comportamenti più o meno attesi.

Punti chiave

  • muovere palla da un lato all’altro campo sfruttando la dislocazione nel mezzo: rombo con palla laterale (appoggio laterale, sostegno, vertice, appoggio interno)
  • comunicazione (riconoscere la propria funzione nel gioco: appoggio, sostegno, vertice)
  • mobilità per disorganizzare (l’esterno si muove internamente mentre un interno rioccupa lo spazio liberato)

Seconda esercitazione

Come si può facilmente osservare dall’immagine, questa seconda esercitazione ha diverse similitudini con la precedente.

Giocatori necessari: 11. Scegliamo innanzitutto 2 giocatori per il ruolo di Jolly laterali e uno per quello di Jolly interno. Formiamo poi due squadre da 4 elementi ciascuna e schierate in posizione: situazione di 2v2 nelle due metà campo.

Campo di gioco predisposto in ampiezza e diviso verticalmente in due metà campo. Vengono poi delimitati due corridoi laterali e un quadrato centrale a cavallo delle due metà campo.

L’obiettivo delle due squadre è assicurarsi il mantenimento del possesso muovendo palla da un (J) laterale all’altro passando per il centro (1 punto).

In fase di non possesso non si può difendere all’interno del quadrato. Al raggiungimento di un ipotetico quarto o quinto passaggio nella stessa metà campo, un elemento in fase di non possesso potrà cambiare settore per partecipare al recupero del pallone.

Possibilità di interscambio sia nel quadrato (variante: obbligo di cambio ogni volta che si gioca fuori dal quadrato; chi gioca dentro entra e chi gioca fuori esce) e nei corridoi laterali.

Punti Chiave

  • mobilità nella zona centrale e nei corridoi laterali
  • formare un rombo con palla laterale
  • pressioni ad invito, non far giocare l’avversario dentro

Terza esercitazione

Viste due esercitazioni a numeri ridotti, vediamo ora alcune proposte a livello globale.

Giocatori utilizzati: 22. Squadre schierate in posizione e inizialmente zonate (sia in fase di possesso che di non possesso). Due Jolly giocano nei corridoi laterali. Le squadre si schierano con 2 difensori, 3 centrocampisti, 1 attaccante e 2 laterali per corridoio.

Campo di gioco diviso orizzontalmente in tre zone uguali (difesa, centrocampo, attacco) e due corridoi laterali (piuttosto ampi).

L’obiettivo per le due squadre è quello di mantenere il possesso muovendo la sfera da un Jolly all’altro (1 punto).

VARIANTI

  • possibilità di interscambio in fase di possesso (libero, occupo, rioccupo);
  • i difensori possono conquistare le zone adiacenti in conduzione;
  • in fase di non possesso un centrocampista può alzarsi in attacco per pareggiare il 2v2.

Punti Chiave

  • distanze di relazione nei corridoi laterali
  • rombo con palla laterale
  • corsa arcuata (indirizzare) per l’attaccante centrale
  • scaglionamento nella zona centrale del campo

Quarta esercitazione

Giocatori utilizzati: 20. Due squadre schierate in posizione ma libere di muoversi.

Campo di gioco diviso verticalmente in tre zone, con quella centrale più piccola delle due zone laterali.

Si gioca una partita a tocchi liberi per il gol in una delle tre porte della squadra avversaria; ogni squadra difende una porta regolamentare (disposte nelle zone esterne opposte) e due porticine.

Regole di provocazione

  • massimo tre passaggi nelle zone laterali per poter segnare nella porta esterna corrispondente (se effettuo 4 passaggi in una zona esterna, al momento non potrà segnare in tale spazio)
  • nella porticina centrale il gol è libero
  • sulla palla recuperata sull’esterno, se si raggiunge l’esterno opposto con un massimo di 2 passaggi, si ottiene 1 punto; in caso di successivo gol, punto doppio.

Punti Chiave

  • attaccare l’avversario sul lato debole
  • attirare dentro per attaccare fuori e attirare fuori per attaccare il lato opposto
  • con palla recuperata sull’esterno, uscire dalla zona di contropressing giocando sul lato opposto
  • ri-aggressione immediata

Quinta esercitazione

Giocatori impiegati: 19. Due squadre da 8 giocatori più 3 elementi nel ruolo di Jolly: 2 in ampiezza e 1 interno. Squadre schierate in posizione ma libere di muoversi, ad eccezione dei difensori centrali e degli attaccanti centrali, vincolati alla loro metà campo.

Campo di gioco diviso orizzontalmente in due metà campo più due zone di meta di circa 8-10 metri delimitate da alcune sagome.

L’obiettivo delle due squadre è quello di attaccare la zona di meta avversaria ricevendo il passaggio nello spazio.

Regole di provocazione

  • se la rifinitura avviene dalla metà campo difensiva, 2 punti;
  • se la rifinitura avviene da quella offensiva, 1 punto;
  • sulla riconquista del pallone nella metà campo offensiva si gioca a un tocco con l’obiettivo di andare a meta il più velocemente possibile.
  • C’è il fuorigioco solamente oltre le sagome.

Punti Chiave

  • riconoscere la condizione di palla aperta
  • sviluppi offensivi
  • riconquista in zona ultra-offensiva e contrattacco rapido

Considerazioni conclusive

A parlare di ampiezza forse qualcuno si sarà stupito delle proposte che ho deciso di portarvi. Seppur in tutte le esercitazioni il principio dell’ampiezza sia presente, come anticipato in precedenza, risulta solamente un mezzo per arrivare all’obiettivo: il gol.

Nelle prime due proposte, sviluppate a numeri ridotti, ho voluto concentrarmi maggiormente sullo scaglionamento con palla esterna, al fine di favorire il rientro del pallone. Perché, seppur non sia stato ancora scritto, muovere palla verso le linee laterali significa maggiori chance per l’avversario di recuperare il pallone (la linea laterale è nemica del portatore, che può rivolgersi solamente su 180 gradi del campo di gioco); ecco perché tante squadre indirizzano volutamente i flussi di gioco avversari proprio in queste zone, al fine di portare l’avversario all’errore.

Essere preparati per far rientrare il pallone, con scaglionamenti e orientamenti del corpo corretti, così come il preferire il passaggio diagonale a quello orizzontale, non sono nozioni banali.

Nella terza esercitazione, oltre agli obiettivi precedenti, lavorando con numeri e distanze maggiori è particolarmente interessante (e per nulla banale) il lavoro sulle distanze di relazione sulle catene laterali, utili a garantire sufficiente tempo e spazio al portatore senza tuttavia lasciarlo isolato.

Nella quarta proposta si parla soprattutto di cambio gioco, di attaccare l’avversario sul lato debole (quello maggiormente sguarnito) e di transizioni (sia offensiva che difensiva), sotto-principi che faranno sempre la fortuna di ogni squadra.

Nell’ultima esercitazione è forte il connubio: “non c’è ampiezza senza profondità e non c’è profondità senza ampiezza”, di cui abbiamo già parlato nel corso dell’articolo (se voglio attaccare verticale devo dilatare l’avversario al centro).

Al di la delle infinite proposte che potrete utilizzare per allenare il principio dell’ampiezza già nell’attività di base, ciò che mi preme ancora una volta sottolineare è il riuscire a far comprendere realmente ai giocatori l’importanza di questo principio, al fine di non vedere dei meri esecutori quanto piuttosto giocatori consapevoli del gioco e dei suoi principi universali.

 

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