Articoli Vari

Una seduta completa con la categoria Allievi

10 Agosto 2021

Una seduta completa con la categoria Allievi

Nell’articolo di oggi vediamo un’intera seduta d’allenamento svolta con la categoria Allievi e tratta dall’ebook “Cronache da un rettangolo verde: una stagione con gli Allievi” (al suo interno 116 sedute d’allenamento complete).

Nel voler scrivere questo articolo ho pensato a quale delle tante sedute proporvi ma alla fine ho optato probabilmente per la più scontata: la prima seduta d’allenamento della stagione, svoltasi il 9 agosto 2016.

A distanza di quasi cinque anni da quel giorno, ho avuto un iniziale momento di perplessità nel rileggerla, prima di ricordarmi il contesto e la situazione in cui si è svolta.

Innanzitutto, 9 agosto…

Partendo dal presupposto che qui in Veneto i campionati regionali iniziano storicamente la prima domenica di settembre (ricordo che quell’anno iniziasse il 6 settembre), il ritrovo apparentemente così prematuro era frutto di una serie di circostanze:

  • in primis la buona disponibilità dei ragazzi (e delle famiglie). Sarebbe infatti poco fruttuoso ritrovarsi al primo giorno di raduno con solamente metà rosa a disposizione (a meno che non si preveda un lavoro di tipo preparatorio in vista del raduno ufficiale);
  • il gruppo che avrei allenato da un lato lo conoscevo in larga parte, avendolo seguito per 11/20esimi durante il biennio Giovanissimi, mentre l’altra metà si può dire di no. In sostanza vi erano il 50% dei giocatori che mi conosceva piuttosto bene e sapeva piuttosto bene cosa si sarebbe ritrovato davanti (filosofia dell’allenatore e metodologia operativa), mentre l’altra metà ne aveva solamente sentito parlare. L’idea quindi di iniziare così presto voleva essere un modo per conoscere quanto meglio una grossa fetta della squadra;
  • a detta dei ragazzi e della società, la squadra, nella stagione precedente, si era un po’ involuta dal punto di vista tecnico e della proposta di calcio. Sfruttando un mese di tempo a disposizione, lo scopo era quello di verificare se le cose stavano proprio così;

In definitiva, la scelta di iniziare così presto era dettata dalla voglia da parte mia di ritornare a lavorare con un gruppo che in larga parte mi aveva dato grossissime soddisfazioni nel biennio Giovanissimi e di sfruttare quattro settimane a disposizione per conoscere i nuovi e arrivare alla prima gara di campionato già con alcuni principi e idee.

A rileggere a distanza di anni la seduta d’allenamento, seppur trovi qualche perplessità rispetto alla scelta di quali mezzi d’allenamento utilizzare nelle prime sedute, le premesse iniziali risultano importanti per capire il perché. Come dico sempre, non esiste una scelta giusta o sbagliata a monte (a priori). Esiste un ambiente/contesto che ci porta verso alcune riflessioni/scelte piuttosto che altre.

Prima parte: attivazione tecnica

Giocatori divisi in due quadrati (di dimensioni variabili a seconda del numero di giocatori a disposizione) distanti 10-15metri e con un pallone ciascuno.

Ogni giocatore esegue vari esercizi di palleggio e al comando dell’allenatore lascia il proprio pallone sul posto e cambia settore eseguendo l’esercizio di mobilità proposto dal tecnico.

Il palleggio viene condizionato:

  • palleggio libero;
  • sotto le ginocchia;
  • sopra la testa;
  • “piramide” (piede destro, coscia destra, testa, coscia sinistra, piede sinistro e risalgo)
  • palleggio e scambio un cinque coi compagni che incrocio;
  • palleggio e scambio la palla con un compagno che incrocio;
  • palleggio tenendomi per mano con un compagno;

Osservazione: gli esercizi di mobilità vengono svolti sia per gli arti superiori che inferiori. Ricordiamo che i ragazzi vengono da un paio di mesi di inattività e un’eccessiva rigidità muscolare può aumentare il rischio di infortuni.

A questo punto vengono eseguiti degli esercizi, sempre in forma analitica, per guida della palla e colpo di testa. 

Partenza in contemporanea dalle due estremità dell’esercizio. Guida della palla in slalom tra 6 cinesini disposti a circa 1,5 metri l’uno dall’altro e senza scontrarsi col compagno. Modalità solo interno, solo esterno, solo destro e solo sinistro.

Successivamente il medesimo esercizio viene ripetuto con l’aggiunta di un otto da disegnare, sempre in slalom, tra il terzo e il secondo cinesino vicini alla propria partenza.

Successivamente era stata svolta una progressione sul colpo di testa. I giocatori si dispongono a coppie con un pallone, 8 colpi di testa ciascuno. 

Step uno

  • seduti a gambe incrociate,
  • seduti gambe divaricate;
  • inginocchiati;
  • inginocchiati lasciandosi cadere in avanti;
  • inginocchiato, un solo ginocchio a terra;
  • in piedi, senza stacco;
  • in piedi, colpo di testa con stacco frontale;
  • in piedi, una gamba avanti, una indietro, no stacco;
  • in piedi, colpo di testa in elevazione con stacco col piede interno.

Step due

Giocatori divisi su due fila, una a lato di una porta, con palla in mano, l’altra parte da circa 10metri. Colpo di testa per il gol nella porta. Cambio ruoli dopo ogni colpo di testa.

  • colpo di testa senza stacco;
  • colpo di testa in elevazione;
  • colpo di testa in elevazione e anticipando il compagno (o un membro dello staff);

Seconda parte – rueda de pases: superare linee avversarie

A questo punto viene svolto un lavoro tecnico-funzionale utilizzando una rueda de pases (controllo e passaggio). L’obiettivo era quello di inserire il primo concetto di gioco: eliminare linee avversarie mediante il gioco associato (combinazioni a 2-3 giocatori) o col passaggio (passaggi chiave).

Il giocatore (1) conduce in slalom e all’uscita gioca a (2) che a sua volta chiede e ottiene il dai e vai dopo essersi mossosi in zona luce. Il giocatore (2) gioca su (3) che si orienta sul giocatore (4) più vicino.

Osservazione: i due giocatori (4) sono posizionati in prossimità di due sagome disposte alla stessa altezza.

Il giocatore che riceve restituisce a muro; nel frattempo l’altro (4) si porta tra le linee per ricevere il passaggio di (3).

Osservazione: sul passaggio tra (2) e (3), i due giocatori (4) si scaglionano ad altezze differenti

Chi riceve alle spalle della linea punta in conduzione la sagoma e gioca una triangolazione con (5) che si muove in appoggio. Si conclude nella porticina.

VARIANTI

  • il giocatore (4) più vicino decide se smarcarsi in appoggio o dietro la linea. Il compagno accanto si adatta muovendosi all’opposto
  • il giocatore (5) si smarca in appoggio a (4) o alle spalle della sagoma per ricevere e concludere
  • il giocatore (2) si smarca in appoggio o direttamente nello spazio per ricevere da (1)

Terza parte – situazione di gioco: 3v1 per attaccare il difendente alle spalle

Si predispone un rettangolo di gioco 20×10 diviso in due metà. Su una linea di fondo si colloca una porticina. In figura sono stati predisposti due campi di gioco adiacenti (ma dipende dal numero di giocatori presenti).

Il giocatore (1) in fila, dopo aver eseguito due gestualità tecniche, avvia il gioco servendo uno dei due attaccanti nel primo settore: all’interno iniziale situazione di 2v1.

Dopo il passaggio (1) si unisce. Situazione di 3v1 con il compito di raggiungere almeno 5 passaggi, creare una palla aperta e servire l’attaccante nel secondo settore che parte in ampiezza. Quest’ultimo ha due possibilità:

  • smarcamento in appoggio (in contro e in zona luce)
  • smarcamento di rottura (alle spalle della sagoma)

VARIANTI

  • se l’attaccante si smarca in appoggio, chi verticalizza si porta a sostegno per giocare la triangolazione e prendere in mezzo la sagoma
  • come precedente ma si porta a sostegno uno dei due giocatori che non verticalizzano

Osservazioni: non vengono inserite transizioni. L’esercitazione si svolge con la modalità del torello: chi sbaglia diventa il nuovo difensore.

Un concetto importante è quello di non verticalizzare sull’attaccante fermo in ampiezza. E’ lui che deve dettare il passaggio entrando nel secondo settore.

Terza parte – gioco di posizione: 5v5+4 J

Campo di gioco diviso in quattro quadranti di ugual misurai. Situazione di 5v5 all’interno e 4 jolly sul perimetro: vertice, sostegno e due in ampiezza.

Le due squadre giocano per conservare il possesso, coadiuvati dai Jolly, per muovere palla su tutti i settori e guadagnare 1 punto. Possibilità di limitare il numero di tocchi sia per i Jolly (uno) che all’interno (due).

Si vuole ricercare l’alternanza frequente tra gioco dentro e gioco fuori, grazie alla regola che prevede un massimo di due passaggi consecutivi tra i jolly; passaggio non consentito tra quelli opposti.

Comportamento individuale ricercato in fase di possesso: orientamento del corpo (ricevere all’interno già orientati in funzione della giocata successiva).

Mentre la squadra in possesso è libera di muoversi, chi difende deve far densità in zona palla, non potendo tenere giocatori sul quadrato opposto-diagonale.

Principio ricercato in fase di non possesso: creare superiorità numerica nei pressi della palla.

Principio ricercato in fase di transizione offensiva: ricerca del passaggio in sicurezza, fuori dalla zona di contropressing, (su uno dei jolly).

Tempi di lavoro e recupero: 4′, recupero 2′, x 4 volte.

Possibilità di cambiare i Jolly dopo ogni ripetizione.

Considerazioni finali

Giunti al termine dell’articolo lo posso dire: non mi convince molto l’idea di iniziare dal gesto tecnico e non dal gioco, ma ci sono dei ma…, alcuni già anticipati in precedenza.

Iniziare al 9 di agosto, con temperature elevate e con la categoria Allievi, presuppone un’attenzione maggiore verso il periodo transitorio, ossia quei due mesi precedenti in cui i ragazzi probabilmente sono rimasti inattivi. Sottoporre i giocatori fin da subito alle dinamiche del gioco potrebbe aumentare il rischio di incorrere in spiacevoli infortuni e di perdersi una fetta importante della preparazione. Il tempo a disposizione di certo non mancava e da qui la scelta di utilizzare la prima settimana di lavoro per riprendere/ripartire dai gesti tecnici.

C’è poi da dire che effettivamente e fin dai primi minuti del palleggio, notai per davvero uno scadimento tecnico generale. Sarà stato lo stop o il lavoro non svolto in precedenza, sta di fatto che tecnicamente la squadra non brillava particolarmente.

La scelta dei primi principi di gioco da inserire è poi assolutamente soggettiva e dipende da ciò che ciascun allenatore considera prioritario nella propria filosofia.

 

 

 

Foto: https://www.ruetir.com

Lascia un commento

Hai già un account? Accedi