Portiere – Parare, Difendere, Costruire: le Caratteristiche del Portiere moderno, di Matthias Castiglioni

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Portiere – Parare, Difendere, Costruire: le Caratteristiche del Portiere moderno

Portiere moderno, portiere attivo, portiere regista nella costruzione, sono appellativi sempre più utilizzati per definire il ruolo dei numeri uno nel calcio attuale.

Certamente le richieste specifiche verso il portiere sono mutate nel corso degli anni, così come per molti altri ruoli; il 1992 segna una svolta epocale, impossibilitando il portiere a raccogliere la palla con le mani sul retropassaggio di un compagno di squadra, costringendolo, di conseguenza, ad implementare le sue capacità podaliche.

L’abbandono del “libero” nel reparto difensivo per incrementare l’utilizzo del fuorigioco ha altre sì influenzato le caratteristiche ed il raggio di azione del portiere, richiedendo allo stesso di intervenire a difesa dello spazio alle spalle della difesa.

Il regolamento redatto nel 2019 incide, a sua volta, nel modificare ancor più le richieste fatte al portiere di calcio, assistendo quindi ad una sempre più frequente costruzione dal basso, anche ad altissimi livelli.

Risulta quindi necessario domandarsi quali siano gli elementi maggiormente caratterizzanti il ruolo del portiere, in relazione al suo modello prestativo e alle richieste della squadra, per poter raggiungere il massimo livello di competitività dell’atleta, tanto a livello professionistico, quanto nelle realtà di settore giovanile.

Anzitutto, per definizione, la principale caratteristica che viene richiesta al portiere è certamente quella di saper parare: difendere la porta è certamente l’obiettivo principale del portiere e l’allenamento della tecnica di parata dovrebbe occupare la percentuale maggiore dell’allenamento. Soprattutto nelle realtà di settore giovanile, dove il preparatore può incidere con maggior rilevanza, l’insegnamento della tecnica di base del portiere dovrebbe essere la finalità dominante del percorso di apprendimento. Saper effettuate un tuffo, scegliere il corretto numero di appoggi in relazione alle richieste della traiettoria del pallone, effettuare una presa in maniera efficace sono certamente le basi per il portiere di calcio.

Successivamente, il portiere “moderno” deve saper difendere: il principio del pressing ultra-offensivo e dell’uno contro uno a tutto campo presuppongono che il portiere non resti passivo durante lo sviluppo avversario, ma cerchi di occupare in maniera attiva la porzione di campo che inevitabilmente si viene a creare tra lui e la linea difensiva, difendendo appunto lo spazio avanti a sé. La marcatura a zona nelle palle inattive richiede al portiere di tentare coraggiosamente di intercettare la palla mediante un’uscita alta in presa, respinta o deviazione, limitando quindi la pericolosità della squadra avversaria.

Infine, al portiere è richiesto di saper costruire: potendo, per regolamento, iniziare l’azione di rinvio dal fondo senza pressione avversaria, la maggior parte delle squadre tendono a costruire l’azione proprio dal portiere. Analizzando i dati statistici relativi alle partite di Serie A è possibile notare come il portiere compia più gesti tecnici podalici rispetto a quelli di difesa della porta: è imprescindibile quindi non dedicare attenzione alla tecnica podalica nell’allenamento del portiere, cercando non solo un miglioramento nel lancio medio o nella trasmissione corta, ma allenando il portiere nei tempi di gioco e nella scelta più efficace dei compagni in appoggio in relazione allo sviluppo del gioco.

 

 

Credit Immagine: https://fr.sports.yahoo.com

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About Author

Matthias Castiglioni

Matthias Castiglioni, Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l'Università di Verona, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica, Abilitato FIGC UEFA B-Abitlitato FIGC Allenatore per Dilettanti e Settore Giovanile

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