Gioco Semplificato: eliminare l’avversario con un passaggio
Nell’articolo di oggi vediamo un’esercitazione portata sul campo con una squadra di Giovanissimi e rivolta a tutte le categorie dell’attività agonistica, ma non solo…
La proposta è infatti l’evoluzione delle due proposte che abbiamo visto nell’articolo di ieri per la rubrica “Educare al Gioco nell’attività di base“. I Principi che infatti cerco di portare avanti con le due squadre che alleno (u10 e u14) sono i medesimi, ma naturalmente con una complessità differente.
L’esercitazione di oggi è uno small sided game inserito nella fase di attivazione di una seduta del venerdì ma che ognuno di voi potrà utilizzare quando più lo ritiene opportuno. Consiglio, soprattutto nei mesi più freddi, di iniziare con alcuni esercizi di mobilità articolare, utili ad innalzare la temperatura corporea e preparare l’organismo al gioco (evitando fastidiose noie muscolari).
Giocatori coinvolti in figura 11. Il numero è tuttavia molto indicativo. Sono state formate due squadre da 5 elementi ciascuna ma potremmo svolgere la proposta anche con un 3v3 o un 6v6. E’ stato poi scelto un Jolly (in caso di parità numerica meglio collocarne 2) come centrocampista.
Le dimensioni del campo di gioco dipendono come sempre da numerosi fattori, come la qualità del gruppo, il giorno della settimana in cui inseriamo la proposta, la categoria e le condizioni del terreno di gioco. Questo viene predisposto in profondità e diviso orizzontalmente in due metà da alcune sagome.
Due squadre contrapposte ma libere di muoversi.

Si gioca per segnare nella porticina avversaria o per ricevere un passaggio in zona di meta avversaria proveniente dalla metà campo difensiva (non c’è il fuorigioco).
Per uscire dalla metà campo difensiva sarà necessario trovare un passaggio tra le sagome (no a lato delle sagome e no in conduzione).
VARIANTE
? il giocatore che riceve in zona di meta può scaricare a un tocco per un compagno che conclude nella porticina (altro punto).
Gli obiettivi dell’esercitazione e i feedback dell’allenatore saranno orientati a promuovere:
✅ posizionarsi e riconoscere gli elementi alle spalle della squadra avversaria.
? E’ stata tolta la regola del fuorigioco perché l’obiettivo non è quello di attaccare alle spalle dell’ultima linea avversaria bensì di collocarsi alle spalle delle linee di pressione e non pressione avversarie (non dietro la linea di difesa).
✅ eliminare l’avversario con un passaggio.
? Posso eliminare l’avversario dribblandolo o semplicemente ricevendo un passaggio alle sue spalle (su una linea di passaggio comunque raggiungibile).
✅ guardare lontano.
? Con palla nella metà campo difensiva molto probabilmente per la grande mole di lavoro che si è fatto nei primi due mesi, i giocatori ricercavano soluzioni esclusivamente sul corto; non riconoscendo situazioni potenzialmente pericolosissime in profondità.
✅ scaglionamento a differenti altezze al fine di disorganizzare la squadra avversaria.
✅ utilizzo della zona centrale del campo per uscire dalla metà campo difensiva.
? Qualcuno dice che uscire per il centro è rischioso. Personalmente ritengo sia la via più diretta verso la porta avversaria, oltre ad essere la zona di campo che ti permette di collegarti facilmente con tutte le altre zone.
✅ assicurare ampiezza per liberare linee di passaggio al centro.
? Se voglio liberare il centro devo dilatare lo spazio assicurando ampiezza.

Il Gioco di posizione è una visione, una filosofia, un modo per concepire il gioco.
Partiremo da tale considerazione per sviscerare, in oltre 2 ore di contenuti, le caratteristiche e i principi del “Gioco di posizione”, oltre che le proposte e i mezzi operativi per allenarlo con la vostra squadra.
Portato alla ribalta grazie ad allenatori quali Pep Guardiola, Juanma Lillo e Oscar Cano (solo per citare i più autorevoli), è divenuto da ormai qualche anno uno strumento che richiama l’attenzione dei più attenti e stimati allenatori.
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