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Dall'analisi al campo

Le transizioni offensive

4 Novembre 2020

“Dalla Match Analysis al Campo”: le Transizioni offensive

In questa serie di articoli andremo a trattare il tema delle transizioni offensive. Nello specifico vedremo come si comportano le squadre di alto livello e proporremo anche qualche esercitazione utile ad allenare determinate circostanze.

Cosa sono le transizioni offensive?

La transizione offensiva è quel momento in cui una squadra, che era impegnata in fase di difesa organizzata o di transizione difensiva, conquista palla dovendo rapidamente decidere quali comportamenti adottare: se ripartire immediatamente in contropiede giocando in avanti, oppure consolidare il possesso utilizzando per lo più passaggi semplici (anche indietro).

Perché sono importanti le transizioni?

Per essere davvero organizzata una squadra deve reagire immediatamente ai cambi di possesso. Ovvero, deve prepararsi a difendere mentre attacca e ad attaccare mentre difende.

Nel calcio moderno marcature e smarcamenti preventivi assumono sempre più importanza.

Preparare la strategia tattica in fase di possesso e non possesso non basta più. Oggi il calcio è diventato estremamente dinamico, con cambi di fronte continui. Il pressing portato dagli avversari è sempre più asfissiante. Sapere cosa fare quando si perde o si conquista il possesso diventa fondamentale.

Vediamo adesso quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una transizione offensiva verticale, in cui l’obiettivo primario è ripartire subito in contropiede.

Innanzitutto bisogna distinguere questo tipo di transizione tra quelle con un passaggio in avanti oppure con una conduzione.

Ci sono squadre che pressano alte con l’obiettivo di ripartire immediatamente, cercando di contrattaccare in parità numerica (Atalanta e Verona ad esempio) oppure squadre che difendono basse per avere profondità da attaccare una volta recuperato il possesso (il Parma di D’Aversa o l’Atletico Madrid di Simeone).

Tra i vantaggi troviamo quello di ripartire in contropiede, attaccando una squadra probabilmente disorganizzata, poiché era in fase di possesso e probabilmente con molti uomini sopra la palla.

Tra gli svantaggi, ripartire immediatamente in contropiede costringerà la propria squadra ad allungarsi e ad essere disorganizzata qualora venga persa palla.

In questo breve video vedremo i vantaggi di una transizione verticale in seguito ad una breve conduzione in avanti ed un attacco della profondità di uno o più giocatori offensivi.

In quest’altro video vediamo invece l’efficacia di effettuare passaggi in verticale subito dopo aver conquistato palla, al fine di ripartire trovando la squadra avversaria disorganizzata.

Consolidare il possesso dopo aver recuperato il pallone permette di riorganizzarsi come collettivo, evitando di trovarsi disorganizzati qualora si perda nuovamente il pallone. In generale, risalire il campo gradualmente e quindi con passaggi semplici, anche indietro, permette di avere più giocatori attorno alla palla per tentare una riconquista immediata.

Tra i vantaggi di un consolidamento troviamo quello di effettuare passaggi semplici, con lo scopo di mantenere il possesso attirando gli avversari in riaggressione, per poi attaccarli alle spalle. Inoltre, consolidare il possesso permette di risalire il campo lentamente e, come detto in precedenza, avere molti giocatori per effettuare una riaggressione efficace.

Tra i possibili svantaggi, effettuare passaggi corti è rischioso qualora gli avversari vengano in riaggressione immediata. Eseguire passaggi corti potrebbe costare caro qualora venga sbagliato un passaggio. Inoltre, consolidare il possesso non permette di contrattaccare trovando gli avversari disorganizzati.

Una situazione che trovo molto efficace per le squadre che vogliono consolidare il possesso è giocare un retropassaggio verso il portiere per poi riorganizzarsi. Questa soluzione permette di attirare un giocatore avversario in pressing sul portiere ed avere quindi un giocatore in meno da superare in mezzo al campo. Questa soluzione è molto adottata dal Sassuolo di mister De Zerbi, come si vede in questo breve video.

In quest’ultimo video vediamo invece come il Milan di Stefano Pioli decide di consolidare il possesso prima di ripartire in fase offensiva.

Per allenare la transizione verticale potremmo effettuare un possesso 5 contro 4 più 2 giocatori che stanno fuori dal campo (numero di giocatori e spazi sono sempre da modulare in base alla squadra che si allena). La squadra che pressa in inferiorità numerica, quando riconquista, deve giocare palla in avanti, fuori dalla zona delimitata, per trovare uno dei 2 giocatori (fuori vanno messi 2 attaccanti) che possono giocare di prima o in scarico per uno dei 4 giocatori che, sempre di prima, mandano in profondità l’altro attaccante. Il tempo per andare a concludere a rete sarà di 4 secondi.

Sempre con la solita modalità potremmo effettuare in una metà campo un 8 contro 7 più portiere e 3 attaccanti aldilà della metà campo. Chi difende, una volta recuperata palla, deve per forza giocare su uno dei 3 attaccanti e ripartire immediatamente in contropiede, avendo a disposizione massimo 5 secondi per arrivare alla conclusione, accorciando nella metà campo avversaria a pieno organico.

Per allenare il consolidamento in seguito ad una riconquista sono molto utili tutti i giochi di posizione ed i giochi di possesso in cui la squadra che riconquista palla, anche grazie all’ausilio dei jolly/comodini, deve mantenere il possesso e riorganizzarsi.

Per allenare il consolidamento del possesso giocando sul proprio portiere, potremmo effettuare un possesso 7 contro 7 più un portiere per squadra. La squadra che pressa, quando riconquista palla, deve effettuare 5 passaggi per guadagnare un punto, oppure giocare un retropassaggio per il portiere ed effettuare altri 2 passaggi per guadagnare 2 punti.

Inoltre, ritengo che per allenare qualsiasi situazione sia molto utile svolgere partite in cui si gioca in parità numerica 11 contro 11, con l’allenatore che inserisce regole e temi particolari per andare a ricercare un determinato comportamento o una particolare giocata.

Ad esempio, potremmo giocare (su 70 metri) un 11 contro 11 con una squadra che ha l’obbligo di giocare un passaggio o una conduzione in avanti mentre l’altra squadra deve consolidare il possesso facendo 3-4 passaggi prima di ripartire con l’azione offensiva.

Prima di concludere quest’articolo ci tengo a precisare che, come in tutte le situazioni, anche nelle transizioni offensive ci sono vantaggi e svantaggi, ed ogni allenatore deve valutare bene le caratteristiche dei propri calciatori per decidere quale strategia adottare.

Soprattutto a livello di prima squadra, bisogna saper variare in base all’avversario che si ha di fronte: se gioco contro una squadra che è molto propositiva e si apre molto in fase di possesso, cercare di ripartire immediatamente in contropiede può permettere di saltare immediatamente 4-5 giocatori dalla fase difensiva.

 

Foto: https://tottenhaminsight.com

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