Nella sconfitta casalinga del Milan nella prima giornata di campionato a S. Siro (stagione 2025/26), puntuali come un orologio svizzero sono arrivati i primi 2 gol incassati sugli sviluppi di un traversone (nella passata stagione i gol subiti su rifinitura laterale sono stati una costante).
Daniele De Rossi una volta disse che si continuerà sempre a prendere gol da situazioni di cross (e tutte le sue sottocategorie), ed è probabilmente vero. I difensori si trovano a fronteggiare una situazione complicata, in cui la palla si trova lateralmente, l’uomo davanti, dietro o di fianco a loro, la porta alle proprie spalle.
Allegri a fine partita ha parlato di squadra che non percepisce l’odore del pericolo vicino alla propria porta (parole che furono pronunciate anche da Calzona nella sua breve esperienza a Napoli).

Il tecnico rossonero, col suo staff, sarà sicuramente alla ricerca di una soluzione, perché effettivamente i 2 gol sembravano evitabili, considerato che arrivano a difesa schierata.
Al di la della qualità di rifinitura e finalizzazione in entrambi i gol, occorrerebbe conoscere le indicazioni di Allegri per comprendere davvero gli errori, e se questi sono per lo più di reparto o individuali.
La sensazione è che si marchi male dentro la propria zona e che siano state concesse alla Cremonese delle situazioni di vantaggio numerico – dentro l’area – con troppa facilità.
Probabilmente anche i centrocampisti avrebbero potuto lavorare con maggior attenzione all’interno della propria area e se Gimenez evita di provare una giocata così rischiosa nella propria trequarti difensiva, magari quel gol non lo si prende.
Prima di proseguire col lavoro sul campo, vorrei tuttavia evidenziare come lo stesso Allegri si soffermi non tanto sugli errori individuali, quanto piuttosto sull’atteggiamento.
Che si sia d’accordo o meno col mister rossonero, il tema da lui evidenziato è stato trattato più volte anche qui su Ideacalcio (nell’articolo qui sotto venivano citate le parole proprio di Calzona). Difendere con attenzione-concentrazione, solidità, mantenendo inviolata la propria porta, è una delle qualità più preziose che può possedere la nostra squadra.
✍🏻 Il lavoro sul campo
Provare a ideare un’esercitazione, utile a correggere gli errori emersi in gara, senza conoscere le indicazioni e il credo dell’allenatore, è sicuramente molto complesso; Allegri dentro l’area potrebbe preferire una disposizione maggiormente a zona, orientata sulle linee di passaggio, piuttosto che delle marcature individuali.
Ciò nonostante, per gioco, proviamo a pensare ad un’esercitazione.
L’esercitazione si può svolgere in alternanza sulle due corsie del campo oppure a metà esercitazione si invertono i lati di partenza.

Il laterale nero, in vantaggio nella partenza rispetto al terzino rosso n.(2), effettua una conduzione verso la linea di fondo per poi crossare nel mezzo.
Mentre 3 difensori rossi si trovano già all’interno dell’area di rigore, le 2 punte nere partiranno dal limite dell’area.
📝 All’interno dell’area i difensori adotteranno i principi richiesti dal proprio allenatore.
Il terzino rosso n. (2) potrà contrastare direttamente il laterale nero solo dopo che questi avrà oltrepassato il cono.
Durante lo sviluppo dell’azione potranno attivarsi e unirsi al gioco uno o entrambi i centrocampisti neri. Qualora decidano di attivarsi si attiva il rispettivo centrocampista rosso davanti a loro.
📝 L’obiettivo è quello di allenare i propri centrocampisti ad assorbire gli inserimenti e a portarsi a difendere all’interno dell’area di rigore.
VARIANTI
☑️ il laterale nero dopo aver oltrepassato il cono potrà decidere di accentrarsi; l’obiettivo è quello di osservare come il nostro terzino n.(2) affronti questa possibilità
☑️ il laterale nero, una volta raggiunto il cono, potrà sterzare e scaricare per il compagno fila. Questi, a uno o due tocchi, effettua un traversone nel mezzo
📝 A completamento dell’articolo riporto un commento di SICIGNANO ANTONIO (Dott. Sicignano Antonio Medico di Medicina Generale Medico Psicoterapeuta Specialista in Ipnosi e Psicoterapia Ericksoniana Esperto in Psicologia dello Sport) sotto il mio articolo pubblicato su Linkedin.
“La difficoltà nel gestire situazioni di rifinitura laterale, come i cross, non riguarda solo aspetti tecnico-tattici, ma coinvolge anche dimensioni cognitive e percettive fondamentali. La “mancata percezione del pericolo”, citata da Allegri, richiama processi di attenzione selettiva, anticipazione e lettura situazionale che possono essere influenzati da stress, pressione competitiva o carenze nella comunicazione interna.
Dal punto di vista psicologico, la qualità della risposta difensiva è spesso legata alla capacità di mantenere lucidità e coerenza decisionale in tempi ristretti. Quando il reparto non è sincronizzato, può emergere una disorganizzazione che riflette non solo errori individuali, ma anche una fragilità nella fiducia e nella leadership interna”.