Come si Diventa Allenatore di Calcio?

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Come si Diventa Allenatore di Calcio?

“Come si diventa allenatore di calcio? Quale percorso mi consigli”?
Sono queste due delle domande più frequenti che mi giungono alla mia casella di posta.

Visto che in questi anni ho cercato di rispondere più o meno esaurientemente, ho pensato che fosse ora di scriverci un articolo per tenerlo pronto all’occorrenza.

Nel tentativo di dare una risposta pongo subito una contro-domanda: “hai avuto un trascorso da giocatore di calcio di buon livello“?
Perché questo è un primo nodo cruciale…

Avere avuto un buona carriera da giocatore agevola non poco tale percorso. Infatti, i criteri di ammissione ai corsi F.I.G.C. “premiano” di molto la carriera da giocatore, come “se per diventare un buon fantino occorra essere stati prima un buon cavallo“, per parafrasare una delle più celebri affermazioni di Arrigo Sacchi.

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Ma andiamo con ordine..

Occorre innanzitutto dire che per allenare le categorie della Scuola Calcio o Squadre Giovanili, che militano in campionati provinciali, non occorre Nessuna Qualifica. Quindi, se siamo dei farmacisti, macellai o dei dentisti, e domani ci svegliamo con la voglia di allenare e qualcuno ci affida una squadra, possiamo diventare tranquillamente un allenatore… Sì, si noti un briciola di ironia per questa cosa e tra poco spiegherò il perché.

Se vogliamo invece allenare Squadre Giovanili (Giovanissimi, Allievi e Juniores, anche se quest’ultima a dire il vero non è più considerata settore giovanile) che militano in campionati regionali o nazionali, occorre essere in possesso di un’abilitazione F.I.G.C., che in questo caso si chiamano Corsi Uefa C e Uefa B.

Il primo è rivolto esclusivamente al settore giovanile mentre il secondo anche agli adulti e permette infatti di allenare fino alla serie D. L’età di ammissione ai due corsi, mi sono accorto solo poco fa, è stata leggermente abbassata, dai 25 (fino a pochi anni fa) ai 23 attuali.

“Ok, domani mattina mi sveglio e mi iscrivo al corso”.. No, non funziona così.

Per accedere ai corsi è necessario disporre di un curriculum che, come ho detto antecedentemente, agevola chi è stato ex calciatore di buon livello. Di seguito riporto le tabelle di riferimento. Queste differiscono, in alcuni punti, per i due tipi di corsi.

UEFA C

corso c

corso c 2

corso c 3

UEFA B

corso b

corso b 2

corso b 3

In sostanza, se non siete stati ex giocatori di buon livello, come nel mio caso, armatevi di buona pazienza e rimboccatevi le maniche.

Avendo avuto trascorsi tra seconda e terza categoria, non potevo certamente pensare che quei pochi punti mi spalancassero le strade e quindi, col tempo, ho sfruttato prima la mia preparazione Universitaria (Laurea in Scienze Motorie) e poi sono passato per il Corso Coni-Figc per Istruttori di Scuola Calcio (l’accesso è libero, salvo che le domande superino di gran lunga i posti disponibili). Le due, messe insieme, mi hanno fruttato un bagaglio di 11 punti che, sommati ad altri 3 (circa), mi sono valsi l’accesso.

Entrando nello specifico, al corso Uefa B  vi accedono i primi 50 in graduatoria, di questi ne rimarranno 40. Ai selezionati viene infatti proposto un test pratico di tecnica calcistica, che differisce di poco da corso a corso. Il test è abbastanza semplice ed è facilmente superabile da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la palla. Esercizi di palleggio, trasmissione a coppie (sul corto e sul lungo, sul posto e in movimento), conduzione e tiro, questo è ciò che è stato richiesto a me.

Alla fin fine entrano i primi 40 in graduatoria, a meno che tra questi non vi sia qualcuno con grosse difficoltà tecniche. Al mio corso fu scartato e non ammessa una persona che mi precedeva in graduatoria ma che obbiettivamente aveva qualche “problema” a trattare la palla (detto da uno che ha calcato i campi polverosi della terza e della seconda categoria, fornisce un quadro della situazione abbastanza chiaro…).

Il corso, “ai miei tempi”, durava 5 settimane consecutive, mentre, da qualche anno, dura 6 ma a settimane alterne (una sì e una no). Durante il suo svolgimento (144 ore complessive di lezione) vengono affrontate diverse materie, da Tecnica Calcistica, Metodologia dell’allenamento (materia questa che mette in difficoltà diversi corsisti), Psicologia, Medicina, Carte Federali e Regolamento (mi sembra di non dimenticarne nessuna). Il  corso si conclude con un esame finale in tutte le materie e per il conseguimento del diploma sarà necessario acquisire la sufficienza in tutte le materie.

Per Tecnica e Tattica Calcistica è prevista anche una prova pratica che consiste nel portare sul campo un esercizio da far svolgere ai colleghi corsisti. In merito mi sento di darvi un consiglio: “non proponete grandi cose, andate sul semplice e su ciò che conoscete meglio”. Al docente poco importa la bontà dell’esercizio, ma come viene condotto dall’allenatore.

(Apro una parentesi)  Non è l’esercizio a far la differenza ma come viene condotto. Lo stesso esercizio, proposto a due gruppi della stessa età, può riuscire in un modo o in un altro e può avere finalità differenti. Se esistessero i “100 migliori esercizi per tutti gli allenatori”, l’avrebbero giù pubblicato. (Chiusa Parentesi).

 

Julian-Nagelsmann

 

Il corso Uefa C invece, è incentrato sulla formazione degli allenatori che andranno a lavorare nei settori giovanili di tutte le categorie (escluso il campionato Primavera). Il corso ha la durata complessiva di 124 ore di lezione, più 20 di tirocinio (visionare 10 sedute di allenamento) più l’arbitraggio di 5 gare nelle categorie Pulcini ed Esordienti. Per poter accedere al corso è sufficiente aver compiuto 18 anni (in realtà poi sul bando c’è scritto ne servano 23, non mi è chiaro).

Oltre ai corsi Uefa C e Uefa B, vi è anche il corso per “Allenatore di dilettanti, 1a, 2a, 3a Categoria e Juniores Regionale”, che, come da titolo, permette di allenare le categorie in questione (introdotto dalla stagione 2012/13). Il corso dura 72 ore, suddivise in 3 settimane, e anche in questo caso occorre aver compiuto 23 anni.

“Ho l’Uefa B, posso allenare chiunque ora” . Sbagliato. Per il campionato Primavera, per la Lega Pro e per il tesseramento come mister in seconda per la Serie A e B, occorre accedere all’Uefa A, i cui criteri di selezione sono ancora più rigidi qualora non siate stati degli ex calciatori. Occorre aver compiuto 30 anni e il corso ha una durata di 192 ore.

Per allenare invece la Serie B e la Serie A occorre il master Uefa Pro. Per accedervi occorre aver compiuto 32 anni e il corso si articola in 256 ore di formazione.

Quasi dimenticavo, gli ultimi due corsi citati, a differenza dei precedenti che si svolgono a livello locale, si tengono direttamente a Coverciano, con costi non proprio alla portata di tutti (tra corso e pernottamento).

 

Chiudo con un paio di criticità che da tempo mi perseguitano.

1) troverei più corretto che l’accesso ai vari corsi fosse libero o preceduto da un test d’ammissione aperto a tutti. Personalmente, e so che siamo in molti a pensarlo, credo sia ingiusto spianare la strada a chi ha avuto un trascorso importante da calciatore. Chi ha giocato ad alti livelli ha sicuramente un vissuto di spogliatoio superiore a chi non ha calcato certi palcoscenici, ma non è detto che abbia la preparazione necessaria per allenare una squadra. Credo sarebbe più meritocratico proporre dei questionari d’ammissione, come all’Università,  e chi totalizza il maggior punteggio entra.

2) quindi, fatemi capire.. Mi state dicendo che per allenare nella Scuola Calcio non occorre nessuna qualifica? Mi state dicendo che il macellaio che domani mattina si sveglia, va al campo e si propone per 85 euro ma contratta e ci si accorda per 35, può allenare? La realtà è ahimè proprio questa. Nelle categorie più piccole, dove servirebbe una preparazione a 360°, non occorre nessuna qualifica. Certo, le società più lungimiranti da qualche anno si stanno affidando a laureati in Scienze Motorie, ma con la teoria del risparmio e dell’utilizzare la Scuola Calcio per far cassa, meglio il macellaio che viene per 35 euro al mese.

 

A questo Link comunque potete rimanere sempre aggiornati su tutti i bandi d’ammissione che escono a livello locale e nazionale:

http://www.settoretecnico.figc.it/corsi.aspx?c=6

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About Author

Diego Franzoso

Franzoso Diego, nato a Rovigo il 15/04/1983. Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche dell'Attività Motoria Preventiva e Adattata. Allenatore UEFA B e Istruttore CONI-FIGC. Attualmente allenatore dei Giovanissimi Regionali dell'Hellas Verona.

6 commenti

  1. Mirko Valerio on

    Ciao Diego. Il corso per “Allenatore dilettante” sembra non essere più attivo. Almeno in Veneto dove, a mia richiesta, mi é stato detto che per il momento non ne sono previsti e probabilmente neppure in futuro visto che erano stati attivati per “sanare alcuni situazioni preesistenti nel momento in cui é stata estesa l’obbligatorietà del patentino”.
    Resta il corso UEFA B per allenare qualche prima squadra, ma forse converrai con me che una serie D é molto diversa da una seconda categoria. Le squadre di quest’ultima categoria sono spesso squadre di quartiere dove nessuno fa il calciatore per lavoro, dove tranne casi eccezionali si fanno due allenamenti a settimana magari in condizioni di spazio limitanti (per non rovinare il campo ufficiale, per non accendere i fari ufficiali, perché metà campo serve ad un’altra squadra, ecc.)
    Ora, per allenare la squadra del mio quartiere che ha tutte le categorie del settore giovanile a livello provinciale, bisogna fare un corso di 6 settimane tutte le sere? Lo trovo eccessivo onestamente.
    Sono d’accordo con te sul fatto che necessitino di cura e formazione gli allenatori dei piccoli, assolutamente. Ma per quanto riguarda la seconda e forse forse la prima categoria… Il 99,9,% dei giocatori che giocano in quelle categorie non ha nessuna speranza di trasformare la sua passione in un lavoro. E allora che lo lascino affrontare a tutti come una passione! Che mettano l’obbligatorietà annuale di un corso di sicurezza e primo intervento (fondamentale!) ma richiedere la stessa formazione all’allenatore di seconda che allena la gente del paese e all’allenatore di serie D che prende decine di migliaia di euro all’anno é assurdo!
    Io posso pretendere che il mio meccanico sia competente, ma non che mi cambi le gomme in 6 secondi, dai.

  2. Salve Diego,
    volevo chiederti gentilmente una informazione che non riesco a trovare specificata da nessuna parte; con il patentino UEFA C posso allenare anche la categoria Juniores provinciale? O meglio, che categorie mi permette di poter allenare nello specifico?

    Grazie mille

    Luca

    • Diego Franzoso
      Diego Franzoso on

      Ciao Luca, mi cogli un po’ impreparato. Credo, ma non ne sono sicuro, che con l’Uefa C tu possa allenare tutte le categorie del settore giovanile, Juniores compresa, ma non ne sono sicuro al 100%

  3. Ciao Diego ho trovato un saco di informazioni utili qua io ciò 24 anni con un passato da calciatore nel Primavera del Fc Zimbru, chisinau Moldavia poi qua in Italia ho giocato per un paio di anni in seconda è 3 categoria nonostante avevo 19 anni da quasi 3 anni ho smesso di coltivare il mio sogno da calciatore per motivi finanziari e mi sono messo a lavorare sono un cuoco e non smetto pure oggi di sognare almeno di diventare un allenatore vorrei un tuo consiglio da dove iniziare? Grazie in anticipo

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