Nell’articolo di oggi vediamo un’esercitazione portata sul campo con una squadra di Giovanissimi e rivolta a mio avviso a tutto il settore giovanile.

Si tratta di una situazione di gioco a numeri ridotti, portata sul campo in fase d’attivazione, e che ho personalmente catalogato in quella grande categoria del “Doppio quadrato”.
“Ad inizio della stagione 2015/2016, mentre ero alla guida di una squadra di Giovanissimi, stavo cercando di scomporre alcune situazioni di gioco complesse per riuscire a facilitare l’apprendimento di alcuni principi di tattica collettiva. L’idea originale da cui partii era semplice: una situazione di 2v1 finalizzata a servire un terzo compagno in profondità. Mi resi subito conto che, in quel ridotto spazio di gioco, potessi “ricreare un mondo”, allenando quasi tutto ciò che volevo. Fin dagli inizi della mia “carriera da allenatore” ho sempre avuto un amore profondo e viscerale per tutte quelle situazioni che si svolgono in poco spazio. Sono convinto infatti che se un giocatore acquisisce l’abilità di padroneggiare la sfera in pochi metri e sotto la pressione avversaria, sarà in grado di farlo anche in spazi più ampi. Il poco spazio ti obbliga a pensare ed agire velocemente, a vedere la giocata ancor prima di ricevere la palla e questa – lo sappiamo ormai bene – è una capacità assai rara e preziosa nel calcio moderno. Un gioco che è diventato sempre più frenetico e intenso ha bisogno di giocatori sì abili tecnicamente, ma che siano capaci di mettere la propria tecnica al servizio dell’intenzione tattica. Le dimensioni ridotte del campo di gioco hanno poi un altro vantaggio: permettono all’allenatore di avere un “quadro della situazione” sempre piuttosto chiaro, potendo osservare ed eventualmente intervenire con maggior immediatezza. Nell’ottica di sfruttare ancor più questo vantaggio e nell’ottica di poter essere da solo sul campo, (senza l’aiuto di un collaboratore) decisi di “forzare la mano” e di creare due campi di gioco adiacenti, dando vita ad un mezzo d’allenamento che mi accompagnò costantemente per tutto il corso della stagione. Un quadrato 20×20, diviso verticalmente in due, in modo da delimitare due spazi di gioco distinti, suddivisi a loro volta in due metà campo, difensiva e offensiva; ogni campo era quindi composto da un doppio quadrato di 10×10″.
Estratto dall’ebook: “Il doppio quadrato. Allenare i principi di gioco con le micro-situazioni”.
Trovandomi nel corso di questa stagione quasi sempre privo di un membro dello staff sul campo, ho dovuto adattarmi nella scelta di alcuni mezzi operativi, soprattutto quelli a numeri ridotti che si svolgono su più di un campo di gioco (vi è la problematica della raccolta dei palloni, di rifornirli costantemente appena escono, di garantire feedback, ecc.). In quest’ottica il “doppio quadrato” è una sorta di compromesso, garantendo una certa continuità al gioco.
Lo scopo dell’esercitazione di oggi è quella di osservare:
✅ come i giocatori risolvano situazioni, prendendo decisioni, in spazio ridotto
✅ elementi di tattica individuale (in particolare smarcamento e passaggio)
✅ elementi di tattica collettiva, quali scaglionamento offensivo e penetrazione
✅ sviluppi offensivi, quali gioco e sostengo e finalizzazione
✅ ma soprattutto come, all’interno della situazione ridotta, si occupi, si liberi e si rioccupi la zona centrale del campo
Campo di ridotte dimensioni (grosso modo 25×15) e diviso orizzontalmente in due, con un quadrato al centro. In figura sono stati rappresentati due campi adiacenti, così come sono stati sviluppati sul campo.

Situazione di 1v1 sulle due metà campo, mentre nel quadrato centrale è possibile collocare un jolly oppure una terza situazione di 1v1.
? Disponendo di due campi ho optato per entrambe le possibilità (come si vedono in figura)
Il gioco viene avviato dal giocatore jolly a sostegno, il quale rimarrà attivo solamente con questa funzione.
? Tutti i giocatori non coinvolti all’interno del campo si posizionano su questa fila.
Si gioca una situazione per il gol nella porta difesa dal portiere.
I giocatori nel quadrato si attiveranno solamente se serviti in tale spazio. Se questi si inseriscono in attacco (no in conduzione) lo faranno giocando a un tocco.
La prima coppia è zonata nella metà campo ma con la possibilità di interscambio nel quadrato (così anche tra attaccante ed elemento nel quadrato).
Se i difensori recuperano palla giocano per il gol nelle porticine, potendo sfruttare il jolly come vertice avanzato (gioca a un tocco in questo caso).
? Al termine dell’azione i giocatori in attacco avanzano di una posizione, con l’attaccante che esce dal gioco, l’elemento nel quadrato che passa in attacco, il jolly nella metà campo difensiva e un nuovo elemento nel ruolo di jolly.
Foto prefootball.org