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Ampiezza Relativa

“Ampiezza Relativa”: Complesso di pensiero

“Ampiezza Relativa”: Complesso di Pensiero

Perché Leonardo Jardim, ex allenatore del Monaco, si ispira ai principi del pensatore francese Edgar Morin?
Cos’hanno in comune il pensiero complesso ed il gioco del calcio? La filosofia ed il calcio, la visione ecologica e la costruzione di un modello di gioco?

Il pensiero complesso nel calcio è consapevole in partenza dell’impossibilità della conoscenza completa del gioco. Riconoscimento di un principio di incompletezza e di incertezza al cospetto della situazione. Il pensiero complesso è animato da una tensione permanente tra l’aspirazione a un sapere non parcellizzato, non settoriale, non riduttivo, e il riconoscimento dell’incompiutezza e della incompletezza di ogni conoscenza.

Ecco alcune delle idee chiave del pensatore francese:

  • Un metodo non è valido se non include la complessità. Abbiamo bisogno di un metodo che ci aiuti a pensare la complessità del reale, invece di dissolverla e di mutilare la realtà.

  • Questo metodo deve fornire i principi operativi per pensare autonomamente. Metodo significa infatti “via”, “cammino”.

  • Non si tratta tanto di un programma (un insieme di ricette) ma di una strategia (cioè di una azione che si adatta a seconda della retroazione della realtà). Non vi sono delle risposte già pronte.

  • Abbiamo bisogno di una nuova mentalità: Il modo di vedere le cose è più importante del cambiamento delle idee. La nuova mentalità ci conduce a vivere nel pericolo, nel rischio, nel caso, e ci fa abbandonare la pseudo-sicurezza di un programma.

  • La semplificazione è il male: dobbiamo pensare che il semplice e il complesso sono legati; c’è voluta una favolosa complessità di interazioni biologiche e sociali per arrivare a un semplice sorriso.

  • La conoscenza illumina ed oscura nello stesso tempo. La nostra conoscenza progredisce nello stesso tempo della nostra ignoranza. D’ora in poi la conoscenza deve lavorare a fianco dell’ignoranza

  • L’innato e l’acquisito si oppongono ma ugualmente si associano. Non siamo una cera molle: si sa come sorridere ma si apprende dai genitori un certo modo di sorridere.

  • Noi possediamo dei geni che a loro volta ci possiedono.

Vi viene in mente qualcosa?

 

Credit Immagine: http://www.goal.com/

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