Portiere – Lavoro Fisico e Uscita Alta, di Matthias Castiglioni

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Portiere – Lavoro Fisico e Uscita Alta

Cari lettori, nell’articolo di oggi verrà proposta un’esercitazione che unisce il lavoro fisico al fondamentale dell’uscita alta.

Spesso, nel corso della stagione, risulta complesso riuscire a progettare le settimane di lavoro includendo sia l’allenamento specifico dei fondamentali tecnici che un programma di esercizio fisico. Risulta quindi proficuo unire i due elementi cercando una sinergia efficace del lavoro, adattando il lavoro fisico più opportuno in relazione al fondamentale che si vuole allenare.

Al fine di poter saltare, correre, cambiare direzione e senso, accelerare ed arrestarsi, è indispensabile allenare in modo sistematico gli arti inferiori, soprattutto per quanto concerne il ruolo dei portieri. Nella letteratura di settore vi sono numerose esercitazioni che possono concorrere alla cosiddetta ipertrofia muscolare specifica, ma il lavoro che risulta essere più completo è sicuramente il famigerato “squat”.

Giustamente infatti, può essere considerato il “re degli esercizi”, affascinante per gli effetti che riesce a causare, riuscendo a coinvolgere numerose articolazioni (caviglia, ginocchio, anca e spalla) e di conseguenza attivare più fasci muscolari (quadricipite femorale, ischio-crurali, erettori lombari, grande gluteo, adduttori, gastrocnemio e ileopsoas).

Esercitazione

A lato della porta viene disposto un bilanciere, caricato con il corretto sovraccarico, in cui il portiere effettua un numero preciso di squat, parziali o completi in relazioni alle indicazioni dell’allenatore.

Dopo aver effettuato la sequenza prevista, effettua un balzo a piedi uniti su un over di 10 cm e si sposta velocemente in porta recuperando la posizione e la postura corretta sul cross del preparatore posizionato al lato opposto.

Osservazioni

Abbinare il lavoro fisico dello squat con il fondamentale tecnico dell’uscita alta può essere certamente funzionale; fondamentale però è seguire una progressione coerente nel lavoro.

Sicuramente questa esercitazione può essere proposta anche a portieri di settore giovanile, adattando in maniera razionale il carico di lavoro.

Anzitutto è opportuno insegnare con precisione la didattica del movimento, partendo senza sovraccarico, con esercitazioni a corpo libero in modo da familiarizzare in modo efficace all’impostazione corretta.

Per un portiere dell’attività agonistica è opportuno anche adattare un carico importante per sollecitare in modo funzionale l’attività degli arti inferiori.

Il parametro della forza negli atleti è certamente uno dei fattori che, se allenato in modo corretto e coerente con l’età, può giovare in maniera significativa nel percorso di crescita.

Certamente sarà opportuno studiare ed identificare il carico corretto da sottoporre ai portieri durante le sessioni di allenamento.

 

 

Credit Immagine: https://www.passioneinter.com

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About Author

Matthias Castiglioni

Matthias Castiglioni, Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l'Università di Verona, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica, Abilitato FIGC UEFA B-Abitlitato FIGC Allenatore per Dilettanti e Settore Giovanile

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