Portiere – Portiere Attivo o Passivo?, di Matthias Castiglioni

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Portiere – Portiere Attivo o Passivo?

Cari Lettori, nell’articolo di oggi saranno analizzati due gol avvenuti nella settimana della Champions League, precisamente in Manchester City – Atalanta (5-1).

Nelle manifestazioni europee è piacevole osservare le diverse tecniche e interpretazioni del ruolo del portiere derivanti dalle differenti scuole di pensiero dei preparatori che operano nelle relative squadre di club. Possiamo infatti riuscire a vedere portieri che sono propensi a giocare molto come primo sostegno della squadra, definiti sweeper keeper, con il compito principale di generare superiorità numerica; altri numero 1 invece hanno come priorità la difesa della porta, senza rischiare di intervenire eccessivamente nella difesa dello spazio.

Analizzando nello specifico la partita tra Manchester City e Atalanta, in due dei cinque gol subiti, il portiere dell’Atalanta Gollini ha scelto di effettuare il fondamentale tecnico della croce iberica in situazione di palla centrale, specificatamente nel primo gol di Aguero (1-1) e nel terzo gol di Sterling (5-1).

In entrambe le situazioni lo sviluppo della situazione che ha portato al gol avviene dall’esterno verso il centro del campo, con i due attaccanti della squadra inglese che vanno a colpire all’interno dell’area di porta.

In questi casi la scuola italiana dei preparatori prevederebbe un attacco forte della palla, andando ad effettuare un’uscita a contrasto sul tiro dell’avversario; la scuola tedesca invece, propende per un atteggiamento “passivo”, effettuando quindi la croce, con la finalità di ricreare la maggiore opposizione possibile con la superficie corporea al tiro avversario.

Chiaramente è difficile scegliere quale delle due filosofie sia più appropriata ed efficace per evitare il gol, ma il solo fatto che nel secondo caso il portiere non sia attivo ma risulti una sorta di “bersaglio da colpire” fa certamente riflettere sul ruolo del portiere.

Effettuando la croce in queste situazioni di gioco infatti, il portiere deve necessariamente sperare che l’attaccante colpisca la figura senza riuscire ad indirizzare la palla a destra o a sinistra dello stesso.

Andare alla ricerca della palla attraverso un’uscita in anticipo o a contrasto con l’avversario, presuppone invece una scelta attiva e consapevole del portiere, con la possibilità di essere determinante con le proprie abilità tecniche nell’evitare la segnatura e non sperare unicamente nell’errore avversario.

La differenza fondamentale nella scelta dei due fondamentali sta unicamente nella fiducia e nella considerazione che si ha verso le abilità tecniche del portiere!

 

Credit Immagine: https://www.spaziocalcio.it

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About Author

Matthias Castiglioni

Matthias Castiglioni, Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l'Università di Verona, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica, Abilitato FIGC UEFA B-Abitlitato FIGC Allenatore per Dilettanti e Settore Giovanile

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