Portiere – Sensibilizzare al Contatto nell’Uscita Alta, di Matthias Castiglioni

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Portiere – Sensibilizzare al Contatto nell’Uscita Alta

Cari lettori, con l’articolo di oggi vorrei proporre un’esercitazione in cui si sollecita il contatto nel momento in cui il portiere decide di effettuare il fondamentale dell’uscita alta.

Sicuramente l’uscita in presa alta è uno dei gesti tecnici che, per le sue caratteristiche intrinseche, risulta tra i più complessi da allenare: prevede infatti una forte capacità di lettura della traiettoria unita ad una buona dose di coraggio nel lasciare la copertura della porta per ricercare la sfera attaccando lo spazio, senza tralasciare un carico di responsabilità importante nel voler risolvere in prima persona una situazione complessa per la squadra.

Nelle dinamiche dell’uscita alta non è da escludere la possibilità che gli avversari, alla ricerca anche loro della palla, possano entrare in contatto con il portiere, causando magari la perdita della sfera e la possibilità di segnare un gol; risulta quindi fondamentale per un preparatore dei portieri proporre delle esercitazioni che siano propedeutiche anche a questa tipologia di situazione.

Esecuzione

Vengono posizionate tre sagome in prossimità dell’area di porta (1° palo, centro porta, 2° palo) in rappresentanza degli avversari; un portiere si colloca in porta con postura e posizione corretta in relazione alla palla laterale e alle caratteristiche del tiratore (mancino o destrorso), mentre l’altro portiere si posizionerà oltre le tre sagome con una fit-ball tra le braccia.

Nel momento in cui il portiere deciderà di compiere l’uscita alta, il collega andrà alla ricerca del compagno cercando di destabilizzarlo toccandolo con la fit-ball.

Osservazioni

Fondamentale sarà per il preparatore dei portieri osservare in primo luogo le fasi preparatorie ed esecutive dell’atleta nel momento dell’uscita e, una volta intercettata la palla, curare le tecniche di ricaduta successive al contatto con la fit-ball.

Decisivo per un corretto atterraggio del portiere sarà creare una base di appoggio larga, ricadendo con i piedi con una larghezza pari quantomeno a quella delle spalle in modalità doppio-appoggio, e ricercare la frontalità al campo.

Chiaramente se nel momento del contatto con l’”avversario”, il portiere avvertirà una forte perdita di equilibrio, vitale sarà ricercare il contatto con il suolo per prevenire la perdita del pallone.

Conclusioni

All’interno di una programmazione efficace nella didattica dell’uscita in presa alta è fondamentale curare tanto le dinamiche che precedono l’intercetto della sfera quanto i possibili risvolti che ne conseguono: un possibile contatto nel momento dell’uscita è certamente possibile per cui, se i nostri portieri hanno un back-groud di esercitazioni alle spalle, sapranno sicuramente come rispondere in modo efficace e sicuro.

Credit Immagine: https://www.ojogo.pt/futebol/1a-liga/benfica/noticias/interior/ederson-so-sai-da-luz-por-40-milhoes-de-euros-5670520.html

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About Author

Matthias Castiglioni

Matthias Castiglioni, Laureato in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l'Università di Verona, Laurea Magistrale in Scienze dello Sport e della Prestazione Fisica, Abilitato FIGC UEFA B-Abitlitato FIGC Allenatore per Dilettanti e Settore Giovanile

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